MOONLIGHT HAZE – Animus

Titolo: Animus
Autore: Moonlight Haze
Nazione: Italia
Genere: Power Metal Sinfonico
Anno: 2022
Etichetta: Scarlet

Formazione:

Giulio Capone: batteria, tastiere
Marco Falanga: chitarra
Alessandro Jacobi: basso
Alberto Melinato: chitarra
Chiara Tricarico: voce


Tracce:

01.   The Nothing
02.   It’s Insane
03.   Kintsugi
04.   Animus
05.   The Thief And The Moon
06.   Midnight Haze
07.   Tonight
08.   Never Say Never
09.   We’ll Be Free
10.   A Ritual Of Fire
11.   Horror & Thunder


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.1/10
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Dopo averci regalato due anni fa lo splendido Lunaris, ecco che i Moonlight Haze, le stelle nostrane del power metal sinfonico, tornano sulla scena con il loro terzo album Animus che certifica una sempre più solida identità artistica.

La sezione ritmica incalzante, guidata dal batterista Giulio Capone, introduce all’epicità di “The Nothing” con la quale il gruppo ci invita ad abbandonare ogni forma di negatività per seguirli nel suo viaggio alla scoperta di noi stessi, dei nostri punti di forza e di una ritrovata vitalità. Un’energia dirompente che esplode con “It’s Insane”, un successo radiofonico destinato a rimanerci in testa fin dal primo ascolto.

Il disco procede all’insegna di brani appassionanti come “Kintsugi”, ispirato all’antica pratica giapponese che consiste nel riparare oggetti in ceramica usando l’oro per saldare insieme i frammenti (qui usata come splendida metafora) e “Animus”, parola latina che significa “coraggio” e “forza di volontà” e che ben esprime e racchiude il significato dell’intero album.

Sebbene si tratti di un disco con una vocazione sicuramente commerciale, i chitarristi Marco Falanga e Alberto Melinato non rinunciano a costruire brani dalle sinfonie più complesse e stratificate che necessitano per forza di cose di un’interprete dalla voce estremamente duttile, considerando anche le linee melodiche del cantato tutt’altro che banali. Chiara Tricarico è sicuramente all’altezza di questo arduo compito, capace di spaziare da una vocalità più spinta alla lirica più classica e ancora dai falsetti cristallini al cosiddetto scream.

I testi, firmati della stessa cantante, sono complessivamente ispirati, ben scritti e si fanno portatori di messaggi positivi (dei quali forse ora più che mai abbiamo bisogno) con brani come “We’ll Be Free” e “A Ritual Of Fire”, mai banali o stucchevoli. Sulle note finali viene dato il giusto spazio anche al bassista Alessandro Jacobi che partecipa da protagonista, insieme ai chitarristi nel triplo assolo della parte finale di “Horror & Thunder”.

Un disco che rappresenta, per coerenza interna di stile e tematiche alla base, forse il lavoro migliore del gruppo italiano, consigliato agli amanti di gente come Nightwish, Avantasia e Sonata Arctica.

I Moonlight Haze con Animus si superano, presentando un album coinvolgente, commerciale al punto giusto, con testi introspettivi dai contenuti propositivi di vitalità e rinascita.

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