DARK FUNERAL – We Are The Apocalypse

Titolo: We Are The Apocalypse
Autore: Dark Funeral
Nazione: Svezia
Genere: Black Metal
Anno: 2022
Etichetta: Century Media

Formazione:

Lord Ahriman: Chitarra
Chaq Mol: Chitarra
Heljarmadr: Voce
Adra-Melek: Basso
Jalomaah: Batteria


Tracce:

01. Nightfall                                    05:13
02. Let the Devil In                         04:40
03. When Our Vengeance Is Done 04:20
04. Nosferatu                                    04:41
05. When I’m Gone                         05:46
06. Beyond the Grave                         05:08
07. A Beast to Praise                         04:49
08. Leviathan                                    04:34
09. We Are the Apocalypse             04:33


Voto del redattore HMW: 6,5/10
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Dopo il 2009 nei Dark Funeral qualcosa cambiò.

I primi tre lavori (più il primo EP) erano stati tre centri pieni, mentre i due successivi, pur non essendo delle battute d’arresto vere e proprie, rappresentavano due episodi meno riusciti, meno ispirati, meno qualcosa.

Poi sette anni di silenzio (discografico), fino al ritorno in pompa magna di Where Shadows Forever Reign, un disco che, sia con le premesse del singolo sia con il ritorno di Necrolord per la copertina, davano un segnale forte della direzione presa. Che in realtà era un po’ diversa da quanto ci si potesse aspettare. Pur essendo decisamente interessante.

Certo, per uno come me che nel ’96 rimase colpito e cominciò a seguirli con The Secrets Of The Black Arts, vedere una copertina come quella del 2016 era decisamente invitante e generava aspettative altissime. Sin dai primissimi secondi della prima traccia “Unchain My Soul”, però, si notava che qualcosa era successo.

I tratti distintivi del gruppo c’erano tutti, erano tutti lì, la violenza cieca, la freddezza delle sonorità, la batteria sparata in blast beat al fulmicotone, le urla infernali di Heljarmadr erano una novità che si amalgamava perfettamente. E poi entrarono le novità.

Partendo dai suoni molto più puliti e definiti, alle strutture dei pezzi un po’ più intellegibili e immediate, una composizione al servizio della canzone e non soltanto della furia diabolica dei nostri, momenti più riflessivi alternati alle tipiche montagne sonore che gli svedesi sono capaci di creare magistralmente, il tutto quasi che ci fosse stato uno sdoganamento interno al gruppo di alcune caratteristiche ed evoluzioni che il mondo del black metal aveva, in qualche modo e in vari tempi, recepito.

Ne esce un disco praticamente perfetto, dove la sola opener e “The Eternal Eclipse” valgono il prezzo del biglietto.

Con questo We Are The Apocalypse, Lord Ahriman e soci ripartono da quanto di buono fatto col precedente lavoro e cercano di cavalcare l’onda.

Come nel 2016, svelata la copertina qualche idea ce la si può anche fare e qui già si possono fare le prime considerazioni. Si vuole mantenere lo stile, il discorso, ma cambiando qualche fattore. Pur non brutta, di fatto sembra quasi una copia, venuta meno bene, di quella del maestro Necrolord.

Lo stesso vale per la musica.

È un disco perfettamente in linea con questo, chiamiamolo, “nuovo corso” dei Dark Funeral: una nuova veste, simile a quella di prima ma più pulita, più laccata, più coerente coi tempi che cambiano e strizzando l’occhio ad un pubblico più ampio (l’attacco di “When I’m Gone” è emblematico in questo senso). Senza per questo snaturarsi o svendersi, chiariamolo subito.

Non c’è nulla di veramente brutto o da bocciare in quest’album, ma personalmente non sento quel tassello evolutivo che mi sarei comunque atteso di sentire.

Si potrebbe obbiettare che non sempre si possa evolvere suoni e composizione in modo importante e, debbo dire, concordo a pieno, però a quel punto mi attendo che un disco più di maniera faccia uscire tutto l’intimo di un artista e che questo dia sfogo a quello che ha dentro. Sicuro non un album fatto col pilota automatico.

In questo caso è una via di mezzo.

Sarà che sono rimasto molto influenzato da uno dei singoli rilasciati. Purtroppo ascoltando “Let The Devil In” non posso fare a meno di storcere il naso, poiché più di una soluzione armonica, di arrangiamento e di struttura, mi ha ricordato un pezzo non proprio sconosciuto come “Sorgens Kammer – Del II” di un certo gruppo chiamato Dimmu Borgir.

Alcuni episodi di assoluto valore (“When I’m Gone” oppure “Nosferatu”), altri più moderni e commerciali ma comunque buoni (vedasi la ruffiana “Nightfall”), inframmezzati ad altri meno interessanti  in senso assoluto (“When Our Vengeance Is Done”) o di buon, se non ottimo, mestiere (il dittico “Beyond The Grave” – “A Beast To Praise”).

In conclusione, di certo non si può essere delusi da un lavoro come questo We Are The Apocalypse, ma ammetto che dai pionieri del black metal svedese qualcosina di più me lo sarei aspettato. Di buono c’è, nonostante quanto detto, che l’ispirazione ancora sembra non essere scemata e che il buon Lord Ahriman è ancora in grado di “produrre” riff interessanti e malefiche melodie per i posteri.

Rimaniamo comunque fedeli alla fiamma nera.

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