FERAL – Spiritual Void

Titolo: sPIRITUAL vOID
Autore: Feral
Nazione: Francia
Genere: Death/Thrash Metal
Anno: 2022
Etichetta: Source Atone Records

Formazione:

Frédéric Bouchet: chitarra
Rodolphe Midoux: voce


Tracce:

01.   Solitude
02.   Watchdogs
03.   Ghost Walker
04.   Six Feet Of Dirt
05.   Death Stranding
06.   Dustbound
07.   Eyes Painted On The Cross
08.   Real Wars
09.   The Great Reset
10.   Cloud Chamber
11.   Pools Of Blood
12.   Isolation


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 5.0/10
Please wait...

Visualizzazioni post:238

Spiritual Void è il secondo album per il quartetto francese Feral pubblicato da Source Atone Records. Anzi, sPIRITUAL vOID, vista la scelta artistica di invertire maiuscole e minuscole.
Il successore di Doomwalk presenta uno stile abbastanza coerente e senza nessun tipo di fronzolo: una miscela death, black e thrash metal con un’attitudine quasi punk. L’unico gruppo di alta caratura che mi viene in mente sono gli svedesi The Crown, ma nei Feral la componente estrema è spesso più marcata.

La voce di Rodolphe Midoux sembra essere rubata a John Tardy degli Obituary di World Demise, sempre sporca e al limite dell’urlato invece che gutturale. sPIRITUAL vOID gode anche di una produzione diversa dagli standard odierni, riuscendo a rimarcare l’attitudine intransigente degli anni 80 e 90 delle formazioni thrash americane e bisogna ammettere che, pur non essendo brani con sonorità semplici o particolarmente memorizzabili, risultano ben strutturati ed eseguiti i continui cambi di atmosfera all’interno dei brani.

Si prenda ad esempio il brano “Watchdogs” al cui interno convivono un’introduzione thrash in stile Bay Area, un corpo centrale con passaggi black metal con sfuriate in blast beat e un finale al limite del death’n’roll degli Entombed di Wolverine Blues. Urge quindi anche far notare l’ottima prova alla batteria di Kevin Franco che nella sua linearità crea un tappeto incredibile di aggressività.
“Death Stranding” è uno dei momenti migliori di sPIRITUAL vOID, una mazzata death/black che sfocia in alternanza nel thrash, delineando sempre di più lo schema con cui le canzoni sono strutturate. Le chitarre di Fred Bouchet non spiccano per tecnica sopraffina e non sbrodolano mai in virtuosismi o assoli, ma sono concentrate nel mantenere la ritmica quanto il più aggressiva possibile, rendendo però lo stile proposto dai francesi molto compatto e orientato quanto più all’aggressività estrema.

Purtroppo nella cartella promozionale non ci sono i testi delle canzoni, i cui titoli non richiamano i soliti temi canonici dei generi sopra citati.
In chiusura, questo sPIRITUAL vOID racchiude un’anima punk sotto un vestito di death-thrash metal imbastardito da parti quasi black metal il tutto ben amalgamato in un prodotto degno di nota per i sostenitori dell’estremo.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.