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Questo è il genere di album che risulta in effetti difficilissimo da recensire.
Sicuramente si potrebbe racchiudere tutto quanto in pochissime frasi, poche righe che renderebbero perfettamente l’idea di cosa uno si trova davanti acquistando questo disco.
Siccome siamo gente seria, cercheremo di essere il più professionali possibile e vi diremo perché questo disco è, fondamentalmente, una bomba. Come spesso accade con gli Halestorm.
L’apertura con “Back From The Dead” (uno dei due singoli usciti in anteprima) è il perfetto biglietto di presentazione, ha tutti i crismi per rappresentare lo stile con cui i nostri si sono posti al mondo. Aggressivi, melodici, dinamici, non oppressivi ma nemmeno eccessivamente gioviali o scanzonati, con la potente voce di Lzzy Hale sempre carismatica e centrale.
“Wicked Ways” è un pezzo sostenuto e melodico, con la tastiera che apre e fa cantare il ritornello, “Strange Girl” è invece più cadenzato, con una strofa quasi rappata, mentre con “Brightside” si torna sul classico marchio di fabbrica dei fratelli Hale.
Sarebbe quasi inutile procedere analizzando un brano dopo l’altro poiché, dopo l’altra anteprima che è “The Steeple” (anche questo ben riuscito), si scorre velocemente verso la fine della scaletta passando per una traccia acustica come “Terrible Things”, altre canzoni nel pieno del loro stile, per arrivare poi alla ballata finale “Raise Your Horns”.
Al riguardo di quest’ultimo pezzo, c’è da dire che ha una storia e un senso particolari. Lzzy Hale è rimasta molto scossa dalla morte della cantante degli Huntress, Jill Janus, legata a problemi di disordine mentale e ha deciso di creare questo hashtag (#raiseyourhorns) e da lì è partita una buona risposta che ha fatto decidere alla cantante di aprire una fondazione con quel nome che possa dare voce e aiuto a chi soffre di tali problemi. E la canzone risulta anch’essa molto sentita e toccante.
Arriviamo quindi alle poche righe che basterebbero a raccontare il lavoro.
In sostanza, questo disco arriva a riempire la necessità di quel rock impegnato ma non impegnativo, sbarazzino ma non facilone, cantabile e soddisfacente, che non inventa nulla ma che poi hai necessità e voglia di ascoltare con il finestrino abbassato e il volume a livelli siderali.
I detrattori diranno che non sono un gruppo di peso perché, in fondo, non portano molto alla crescita del genere, però credo che di LP di questo genere, diretti, riusciti, validi, melodici e ben prodotti, ce ne sia ancora molto molto bisogno.
Mettetelo su e divertitevi.



