GHOST + UNCLE ACID AND THE DEADBEATS + TWIN TEMPLE – Mediolanum Forum


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ghostEVENTO: GHOST + UNCLE ACID AND THE DEADBEATS + TWIN TEMPLE
LUOGO: MEDIOLANUM FORUM – MILANO
DATA: 05.05.2022

A poco meno di due mesi dall’uscita del loro nuovo capitolo discografico, i Ghost ritornano in Italia dopo qualche anno di assenza, naturalmente dovuta alle cause che tutti noi conosciamo. Per onorare i fan italiani, i fantasmi della Svezia optano per il Mediolanum Forum di Assago per svolgere il loro rituale, in compagnia di due gruppi altrettanto occulti: gli statunitensi Twin Temple e gli inglesi Uncle Acid And The Deadbeats!

Ahimè, non potrò proporvi un racconto dell’esibizione del duo losangelino poiché, per questione di orari lavorativi e di trasporto, non sono stato in grado di giungere ai cancelli del palazzetto in tempo per gustarmene l’esibizione. Ho avuto modo di raccogliere qualche sensazione tra chi era presente e vedere qualche video registrato live della loro scaletta particolare, condita da grande teatralità, croci inverse e qualche litro di sangue finto (o forse no?). Guardando il lato positivo, avrò un buon motivo per aspettare la loro prossima calata in terra italica!

 

Uncle Acid And The Deadbeats

Zio Acido e compagnia salgono sul palco verso le 20:00 e il palazzetto sembra farsi più caloroso con i nuovi venuti, che per una quarantina di minuti mettono su uno spettacolo più compassato e quasi (oscuramente) sognante, dato l’essenziale assetto di scenografia condito da qualche sparuta luce verde. Comunque sia, la presenza di una lista di brani interessanti pescati dalla loro discografia, “Mt. Abraxas” e “I’ll Cut You Down” per portarvi un paio di esempi, ha permesso a tutti di scaldarsi e ulteriormente percepire la buona (come sempre) potenza e pulizia dell’impianto del Forum. Lo spettacolo si svolge con intensità anche se non molto coinvolgimento del pubblico da parte del gruppo, che regge comunque bene il palco.

   

 

Ghost
Dopo un’attesa di una ventina di minuti, durante i quali un lungo drappo bianco copriva la scena, si inizia ad avvertire qualche passaggio di musica da camera e ad alle ventuno precise le luci si spengono, lasciando che il drappo cali a scoprire la maestosa scenografia ritraente una basilica e le sue vetrate con al centro della figura naturalmente lui: Papa Emeritus IV. Dopo la maestosa introduzione di “Imperium” segue, come da copione, seguendo la scaletta del nuovo Impera (motivo del tour), “Kaisarion” a sua volta seguita da “Rats“. Pressoché impossibile vedere qualcuno non coinvolto nello spettacolo che si trova davanti agli occhi; un’ottima regia delle luci permette lo svolgersi di un vero rituale. Al centro della scena si piazza un maestoso Tobias Forge che, dalle movenze e dall’affabilità che dimostra con il pubblico, si può ritenere una rockstar assoluta, autrice peraltro di un’esecuzione vocale eccelsa. I suoi Nameless Ghouls poi non si nascondo di certo, lasciandosi ammirare dai più prossimi al palco. La nuova maschera che copre il loro volto è più futuristica, à la « Mad Max », rispetto al passato e risulta più scanzonata, come d’altronde sono loro stessi, più volte al centro dell’attenzione anche per via di una lunga sessione di duello di chitarre introduttivo a “Cirice“.

   

La presenza di un pubblico composto da persone di ogni tipo di età e aspetto, incontrato nel mio peregrinare solitario nella sala, ha aiutato tutti a lasciarsi andare al ritmo e all’evocatività di brani speciali come “Year Zero” e “Mary On A Cross“, passando anche per la strumentale “Miasma” con l’ormai consueta apparizione di Papa Nihil per il conclusivo assolo di saxofono. Non sono mancati i classici “moderni” legati al già citato Impera come il singolone spacca-classifica “Call Me Little Sunshine“, in grado di unire tutti i presenti sotto l’urlo di “You will Never Walk Alone”, perfetto brano da stadio, ma nemmeno brani pesanti come “Mummy Dust“, corredato da una pioggia di coriandoli davvero suggestiva.

      

Come si diceva tanti anni fa, forse stasera qualche nuova anima è stata concepita dato che i venti minuti minuti conclusivi sprizzavano estasi mistica e passionale: “Kiss The Go-Goat“, “Enter Sandman” (brillantemente proposta nello stile melodico dei Ghost), il successo da discoteca “Dance Macabre” e la conclusiva “Square Hammer” sono state l’epilogo degno di una serata che ricorderò sempre come l’evento che finalmente ha permesso, almeno ai presenti, di abbandonare i tormenti e le tristezze degli ultimi due anni. Un grazie ai Ghost e, parafrasando il gentiluomo che è Tobias Forge, un grazie a tutti coloro che hanno permesso di goderci lo spettacolo lavorando nell’ombra. GRAZIE!

Voglio dedicare questa recensione e le emozioni che mi accompagneranno finché respirerò a E.:
« Sarai per sempre “The Darkness At The Heart Of My Love”. Sii felice. »

      

Scaletta Ghost
1) Imperium
2) Kaisarion
3) From The Pinnacle To The Pit
4) Mary On A Cross
5) Interludio / duello di chitarre
6) Cirice
7) Hunter’s Moon
8) Faith
9) Spillways
10) Ritual
11) Call Me Little Sunshine
12) tema di Pro Memoria
13) Year Zero
14) He Is
15) Miasma
16) Mummy Dust
17) Kiss The Go-Goat
18) Enter Sandman
19) Dance Macabre
20) Square Hammer

   

                              

 

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