SEMBLANT – Vermilion Eclipse

Titolo: Vermilion Eclipse
Autore: Semblant
Nazione: Brasile
Genere: Metal Moderno
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers

Formazione:

Mizuho Lin: voce
Sergio Mazul: voce
Juliano Ribeiro: chitarra
J. “Guto” Augusto: tastiere
Johann Piper: basso
Welyntom “Thor” Sikora: batteria


Tracce:

01. Enrage
02. Destiny In Curse
03. Purified
04. The Human Eclipse
05. Somber Concern
06. The Neverending Fall
07. Through The Denial
08. Black Sun Genesis (Legacy Of Blood VI)
09. Heretic
10. Bloodred Monarch (Legacy Of Blood Pt. VII)
11. Gaslighting
12. Day One Oblivion


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 8.5/10
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Vermilion Eclipse è il quinto album per il sestetto brasiliano capitanato da Sérgio Mazul e dalla avvenente Mizuho Lin. Come per il precedente Obscura, anche il nuovo lavoro esce per la nostrana Frontiers e vede una spettacolare copertina realizzata da Giannis Nakos, uno degli artisti più prolifici e (a parer del sottoscritto) bravi in circolazione per ciò che concerne le copertine di dischi metal. Anche a livello di produzione siamo di fronte ad un buon lavoro, con suoni ben bilanciati, chitarre che danno la giusta potenza e non vengono soppresse da tappeti di tastiere; come invece accade in tante produzioni europee di gruppi in voga al momento.

Si nota un passo avanti negli arrangiamenti rispetto ad Obscura e, dovendo cercare forzatamente un’etichetta, si potrebbe definirlo come “metal melodico moderno”, in cui “melodico” è affidato alla voce di Mizuho Lin e il “moderno” rientra nelle tematiche più estreme date dalla voce ruvida di Sérgio Mazul. L’attacco è al limite del power aggressivo americano con il primo singolo “Enrage” (promosso da un video), in cui spicca subito il gran lavoro fatto dalla sezione ritmica di Welyntom Sikora alla batteria e Johann Piper al basso. Apprezzo molto l’utilizzo delle tastiere come abbellimento costante: si prenda il secondo singolo “Purified” in cui per tutta la strofa le voci vengono sorrette armonicamente dai tappeti di sintetizzatore, prima dell’ingresso violento delle chitarre nel ritornello. In “The Human Eclipse”, dopo un attacco quasi death metal svedese, il cantato pulito di Mazul sembra quasi voler imitare il timbro del compianto Warrel Dane (Nevermore). Impressione personale.

I brani scorrono agili ma sulla lunga distanza il disco evidenzia quello che trovo essere l’unico difetto: la mancanza di ritornelli potenti e memorabili. Sono sempre ben amalgamati nelle canzoni ma non spicca mai un brano con un ritornello che riesca a catturare l’attenzione. Manca il singolo da classifica, abilità nella scrittura di cui gruppi che rientrano nella stessa categoria fanno il marchio di fabbrica (cito gli Amaranthe come sineddoche dell’uno per il tutto).

“Somber Concern” ha richiami degli Amorphis quando Mazul canta sporco, mentre il contrasto fra il cantato femminile e maschile qui si fa meno netto e più miscelato. Di nuovo le alternanze ritmiche e di atmosfera la fanno da padrone. I Semblant spingono anche su parti più orchestrali, con “Heretic”, in cui i richiami più evidenti sono agli Epica di Mark Jansen e Simone Simons, sebbene il lato più estremo sia più evidente in “Bloodred Monarch”.
Il disco è sicuramente un ottimo prodotto sotto tutti i punti di vista, ma manca solo quella scintilla, quella spinta ad alcuni brani che avrebbe forse fatto fare un salto in più a tutto il lavoro; pur rimanendo sopra la media delle uscite in questo calderone di metal moderno con voci femminili e maschili che questi ultimi decenni ci stanno regalando.

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