Pillole d’Acciaio #5-2022

Titolo: Pillole d’Acciaio
Tracce:

BARO PROG-JETS – UTOPIE

AMOTH – THE HOUR OF THE WOLF

FAR FROM YOUR SUN – THE ORIGIN OF SUFFERING

VIOLET BLEND – DEMONS


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Premessa: negli ultimi anni sono aumentate in modo esagerato le pubblicazioni musicali (in ogni settore). Solo nel genere heavy, che include una miriade di sottogeneri ed un quantità esagerata di gruppi underground, sono decine di migliaia i demo, gli EP, gli album… Impossibile seguire tutto? Certo, soprattutto se ci si allontana dai gruppi TOP e si scende verso l’oscurità. Ci sono artisti validi che passano in secondo piano e potevamo noi forse dimenticarli? NO!

Da qui la necessità di creare una serie di articoli/pubblicazioni oltre la classica recensione, che prevede ascolti e tempi di realizzazione più lunghi. Una sorta di breve presentazione di artisti ed uscite, come una volta si poteva trovare sulle riviste di settore.

Ricordatevi di ascoltare il nostro Dottore. Benvenuti a Pillole D’Acciaio!!!

 

 

 

BARO PROG-JETS – UTOPIE (Andromeda Relix)

Non ci ha fatto impazzire questo Utopie di Baro Prog-Jets. L’intento è buono, la passione è palpabile e tutto, ma da qui a rappresentar ciò una garanzia di successo, ahimè, ce ne passa. Peccato perché, quando ci si imbatte in gente con esperienze pluridecennali, si dà come per scontata la conquista di traguardi creativi sopra la media. Ma non è un campo facile quello del prog all’inglese di matrice sinfonica; non è facile raggiungere un giusto equilibrio tra buone melodie e scanso di eccessi radiofonici. “Non Sento!” già parte con voce un po’ troppo sgraziata e musicalità ai minimi sindacali. Va meglio, ma neppure troppo, con “Runaways”, suite di chiusura. Per quanto ci riguarda, buco nell’acqua per l’Andromeda Relix questa volta. E sì che lo abbiam fatto marinare ’sto disco (05 – 02 – 2021). Come si diceva quando i genitori facevano i genitori ed esprimere un parere su un bambino era addirittura consentito, Alberto ha le potenzialità ma non si applica. (ZZ)

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AMOTH – THE HOUR OF THE WOLF (Rockshots Records)

Gli Amoth sono un gruppo di heavy metal melodico-progressivo finlandese che miscela elementi di gente quale Iron Maiden, King Diamond, Testament, Megadeth e Joe Satriani in un calderone a volte ottimo a volte forse troppo forzato. Le nove canzoni ci portano in un mondo fatto di lupi mannari, incursioni thrash, momenti chitarristici da virtuoso dello strumento e parti di heavy metal ’80. Un disco particolare e sicuramente non banale, che può piacere o può essere rifiutato, a seconda dell’apertura dell’ascoltatore alle contaminazioni e ai repentini cambi di umore. La produzione non aiuta il disco, visto che in alcuni tratti risulta troppo confusa. Da vedere sicuramente dal vivo… (Fabio Rancati)

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FAR FROM YOUR SUN – THE ORIGIN OF SUFFERING (Autoprodotto)

“The Origin of Suffering” è il secondo album di Far From Your Sun. Vi porterà dalle rive del Nilo nell’Antico Egitto al cuore del XIX secolo e alle poesie
di Emily Dickinson e Oscar Wilde, dalla venuta di Gesù sulla terra ai segni della fine del mondo. Una band sconosciuta, la formazione risulta “Anonymous”, un progetto che viaggia tra il post rock e la musica progressiva, tra i Tool ed i Muse. Una serie di brani più diretti e prog rock come “Water for Osiris” si contrappongono agli eleganti e strumentali passaggi orchestrali di “Tempus Edax, Homo Edacior”. Un disco che trasmette il pensiero dei musicisti attraverso le composizioni. L’unione tra la musica la bellezza e il senso spesso tragico della poesia. Intenso e meraviglioso. (Lele Triton)

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VIOLET BLEND – DEMONS (Eclipse Records)

I Violet Blend sono una band italiana di Firenze attivi dal 2014. La proposta è un misto tra alternative metal e modern rock con voce femminile. Ogni canzone è rappresentata nella cover-art come maschere di demoni provenienti da molte culture del mondo, come la mitologia greca, la letteratura dantesca e l’impero azteco. Il singolo “Rock DJ” è un bel diretto in faccia per aprire l’album, notevole il groove che genera la sessione ritmica e “Need”, “A Part of Me”, “Among All These Fools” sono ottimi esempi delle qualità della band. Da segnalare la versione moderna e attuale “La Donna Mobile” di Giuseppe Verdi e le molte tracce in italiano, come “Muoio in un Bicchiere” e “In Mezzo ai Folli”. Un bel prodotto, ben registrato e di qualità per una band di Casa che darà soddisfazioni. (Lele Triton)

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