Jinjer at Bum Bum Festival


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Jinjer at Bum Bum Festival, Trescore Balneario (Bg)

Tornano, a distanza di poche settimane dal Luppolo In Rock, su suolo italiaco, i Jinjer con tutta la loro carica fatta di musica e rabbia. La formazione ucraina capitanata da Tatiana Shmaylyuk è una delle realtà più interessanti dell’ultimo quinquennio, quando la popolarità del gruppo metalcore è cresciuta a dismisura, complici quattro album molto ben confezionati ed esibizioni dal vivo dove i quattro musicisti scaricano tutta la loro passione per la musica. Il Parco “Le Stanze” sembra il luogo perfetto per esibizioni di questo genere e per il violento muro sonoro che si sprigiona dal palco!

Un’ora e mezza, tredici brani e… mazzate sui denti come non ci fosse un domani!

Si parte alla grande con “Teacher, Teacher!” e già gli astanti vanno in brodo di giuggiole, cominciando a scatenare i primi pogo fin dal principio… Nutrita la presenza di immigrati ucraini che incitano la formazione in lingua madre.

Tra i brani proposti troviamo in scaletta: “On the Top”, “I speak astronomy”, la sempre verde “Judgement (& Punishment)” fino alle più recenti (tratte da “Wallflower”) “Vortex ” e “As i Boil Ice” per citarne alcune. Il set è intenso, compatto e non conosce sosta. Ritmo serrato da lasciare senza fiato; la gente risponde alla grande sia cantando a squarciagola che con pogo e circlepit. La statuaria presenza di Eugene e Roman ed il granitico incedere di Vladislav dalla sua batteria, fanno da contraltare alla fisicità e movimento di Tatiana, vero animale da palco. La facilità con la quale passa dal cantato pulito al growl mi sconcerta ogni volta. Un vero portento, senza ombra di dubbio, e poi…

…E poi arriva, come un fulmine a ciel sereno una delle mie preferite: “Pisces”. Qualcuno asserisce che il brano in questione non sia così in linea con la produzione più consona alle sonorità del  gruppo… ora, comprendere cosa significhi non mi è semplice, ma io credo che, nel momento in cui una formazione sforna un brano che diventa un simbolo della stessa e che viene riproposto ogni volta con grande gioia e divertimento (come del resto anche “ Judgement…” altro pezzo che mi fa impazzire), non vedo cosa ci sia da sindacare. Va beh!

Il concerto prosegue senza intoppi fino ad arrivare ai fatidici bis che concluderanno la serata.

Una menzione merita pure la versione di “Home Back” brano tristemente profetico di quanto sta accadendo oggi, quasi la formazione dell’est avesse preconizzato quanto sarebbe successo.

Grazie a Bagana e Bum Bum Festival per la disponibilità ed accoglienza!

Scaletta:
Teacher, Teacher!
On The Top
Pit Of Consciousness
I Speak Astronomy
Judgement (& Punishment)
Sleep Of Rightteous
Call Me A Symbol
Perennial
As I Boil Ice
Pisces
Home Back
Vortex
Colossus

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