BLOODBATH – Survival Of The Sickest

Titolo: Survival Of The Sickest
Autore: Bloodbath
Nazione: Svezia, Regno Unito
Genere: Death Metal
Anno: 2022
Etichetta: Napalm Records

Formazione:

Jonas Renkse                Basso
Anders Nyström           Chitarra
Martin “Axe” Axenrot Batteria
Nick Holmes                 Voce
Tomas Åkvik                 Chitarra


Tracce:
  1. Zombie Inferno                        04:07
  2. Putrefying Corpse                   03:52
  3. Dead Parade                             04:39
  4. Malignant Maggot Therapy  03:05
  5. Carved                                       03:28
  6. Born Infernal                            04:00
  7. To Die                                         03:41
  8. Affliction Of Extinction          04:10
  9. Tales Of Melting Flesh           04:05
  10. Environcide                              03:57
  11. No God Before Me                  05:45

Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori:
Ancora nessun voto. Vota adesso!
Please wait...

Visualizzazioni post:59

Cercherò di essere rapido e conciso. Bloodbath – Survival Of The Sickest: un disco della madonna.

Potrei soffermarmi sulla storia del gruppo, nato dalla voglia di certi soggetti attivi e conosciuti della scena metal svedese che decidono di dare sfogo a voglie ed urgenze compositive rendendo omaggio alle grandi formazioni death del passato.

Potrei raccontarvi di un logo nato esso stesso come citazione, per altro di nicchia.

Potrei raccontarvi di quanti nomi si siano accasati, anche solo per poco, presso questo progetto (Dan Swanö, Peter Tägtgren e Mikael Åkerfeldt, per citare i più conosciuti).

Potrei perdere del tempo a dirvi quanto ci sia un doppio filo tra loro e i Katatonia.

Potrei anche pensare di azzardare di dirvi che la copertina (bella e marcescente) mi ha ricordato quella di Vile dei Cannibal Corpse (chissà perché poi…).

Potrei pure dirvi quali pezzi siano più fighi di altri.

Ma perderemmo del tempo. Tutti quanti.

Questo è l’ennesimo colpo ben assestato, assolutamente riuscito, centrato, violento, marcio e splendidamente putrescente che i nostri riescono a mettere a referto. In special modo dal 2014 in avanti, da quando un certo Nick Holmes dei Paradise Lost ha deciso di tornare alle proprie origini e mettere la sua ugola al servizio di Renkse e Nyström, questi signori hanno sfornato un gioiello dopo l’altro.

E se con The Arrow Of Satan c’era stata una piccola flessione e forse una eccessiva ricerca di riff e canzoni particolari, qui i Bloodbath amalgamo tutto al meglio.
Nel loro calderone di avanzi umani e sangue raffermo, ogni secondo di questo lavoro trasuda l’aria dello scantinato di un killer degli anni ’80 o ’90, dove l’aria è pesante e putrida. Dove le idee malsane escono anche se uno cercasse di pensare agli unicorni nel giardino dell’Eden.

Ovviamente non dobbiamo nemmeno sforzarci di trovare qualche elemento che vada ad alimentare il concetto di “evoluzione”, per quanto si debba pur ammettere che qualche sprazzo di aperture melodiche o di inserti stravaganti si trovano pure. Forse pure delle piccole, velate escursioni in terreni meno consoni al genere qui predominante.

Ciò che rimane è un disco di death metal moderno, fatto con le contropalle e con una naturalezza che lascia basiti.

Sapete cosa aspettarvi.
Lo avrete.

Buon ascolto!

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.