CAULDRON BORN – Cold Steel For The Necromancer

Titolo: Cold Steel For The Necromancer
Autore: Cauldron Born
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Heavy Metal
Anno: 2022
Etichetta: Echoes Of Crom Records

Formazione:

Matthew Knight – voce
Howie Bentley – chitarra
Alex Parra – chitarra
Bill Parsons – batteria

Mike LePond – basso


Tracce:

01. …Where There Is No Sanctuary
02. Full Moon Revenant
03. Cold Steel For The Necromancer
04. Thannhausefeer’s Guest
05. For An Unnamed Succubus
06. Steel Juggernaut
07. Mask Of The God Hunter
08. A Grim Homecoming / Phantom-Clad Rider Of The Cosmic Ice


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.6/10
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Recensione scritta da Fabio Perf

Tornano gli americani Cauldron Born con un album nuovo di zecca! Attivi discograficamente dal 1997, grazie all’italiana Underground Symphony, i nostri si prendono una lunga pausa pubblicando un solo EP dal 2002 sino al 2021, quando esce Legacy Of Atlantean Kings, riproposizione dell’album …And Rome Shall Fall (targato appunto 2002).

Il suono dei Cauldron Born non è cambiato: un metal marcatamente epico che si mischia al power made in USA. Qui comandano le chitarre, che tessono intricate trame metalliche che non lasciano scampo. La voce di Matthew Knight si staglia potente e acuta (talvolta pure troppo…ricordando l’odierno David DeFeis), alternando un cantato decisamente più evocativo, perfetto contraltare alle scorribande chitarristiche di Bentley (compositore e mente del gruppo) e Parra.

La sezione ritmica è dinamica e potente, segnalo l’entrata in formazione del bassista Mike LePond, noto per la sua militanza nei Symphony X.

Come detto i Cauldron Born sono tutt’altro che un gruppo immediato, con brani che contrappongono parti più serrate a momenti acustici e cambi di tempo repentini. Ne è un esempio la traccia “Thannhausefeer’s Guest”, una delle mie preferite, che inizia con un’atmosfera battagliera e un cantato solenne, in cui fanno capolino dei brevi intermezzi acustici. Sul finale il brano diventa una vera cavalcata, con un lavoro di chitarra e una ritmica che richiamano addirittura il black metal! Pezzo spettacolare!

Cold Steel For The Necromancer ha però anche dei momenti più accessibili, come il brano omonimo del disco, dal coro decisamente accattivante (e tratta da un racconto dello stesso Howie Bentley, di prossima pubblicazione), oppure “Mask Of The God Hunter”, una colata di metallo puro che mi ha riportato alla mente i mitici Crimson Glory di Midnight.

In sostanza, ovunque lo giriate, questo disco trasuda metal e si rivela essere ricco di dettagli e di soluzioni armoniche davvero interessanti, senza però trascurare la fruibilità del brano stesso: probabilmente l’album più bello e completo dei Cauldron Born.

Se siete degli avidi cultori del metallo più classico, epico ed evocativo, “Cold Steel For The Necromancer” deve essere un acquisto obbligato!

 

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