LAMB OF GOD – Omens

Titolo: Omens
Autore: Lamb of God
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Groove Metal / Thrash Metal
Anno: 2022
Etichetta: Epic Records

Formazione:

Randy Blythe: voce
Mark Morton: chitarra
Willie Adler: chitarra
John Campbell: basso
Arturo “Art” Cruz: batteria


Tracce:

1. Nevermore
2. Vanishing
3. To The Grave
4. Ditch
5. Omens
6. Gomorrah
7. Ill Designs
8. Grayscale
9. Denial Mechanism
10. September Song


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.3/10
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A distanza di due anni dall’ultimo album e uno dall’ultimo EP, l’ultima fatica dei Lamb of God: “Omens“, è finalmente disponibile al pubblico, il quale si è dimostrato sempre più eccitato ad ogni nuovo progetto del collettivo nel corso della loro carriera, tanto da renderli uno dei gruppi più famosi nella scena metal odierna.

Ma andando con ordine: il disco, composto da dieci tracce di cui tre rilasciate all’interno dell’EP “Grayscale“(ossia la stessa “Grayscale”,”Omens” e “Nevermore”), è esattamente quello che ci si aspettava dal gruppo, un album heavy metal a tratti simile ai precedenti, ma con distinzioni caratteristiche che lo rendono ben distinguibile grazie ad una propria identità forgiata nel tempo.

Ad accompagnare ogni brano ci sono i diversi membri del gruppo: su tutti Randy Blythe, la cui voce viene perfettamente accompagnata dai chitarristi Mark Morton e Willie Adler, più in forma che mai in quest’ultimo album grazie a dei riff riconoscibili già dal primo ascolto quali quelli di “Nevermore” e “Ill Designs”, nonché numerosi assoli ben riusciti che donano ai pezzi un’identità ben precisa; il batterista Arturo “Art” Cruz, colui che sostituì il precedente Chris Adler nel 2019, e che abbiamo avuto il piacere di ascoltare già in “Lamb of God” rilasciato nel 2020 e che si riconferma una giusta scelta per il gruppo, tramite un lavoro minuzioso riesce a conferire un suono in linea con i brani senza risultare stucchevole o coprendo gli altri membri del collettivo; ed infine il bassista John Campbell, il quale segue bene il ritmo dei pezzi e accompagna il tutto seguito da dei testi di Blythe non eccessivamente elaborati, ma in linea con il progetto.

Nel complesso l’album si può ritenere molto scorrevole e a tratti ispirato a colossi del genere quali Slipknot o Pantera, complessi che lo stesso Willie Adler ha citato più volte come forma d’ispirazione del genere della formazione, spesso indicata come “Groove Metal”.

Di contro la similarità rispetto ai brani degli album precedenti può rendere l’opera a tratti già sentita e la mancanza di sperimentazione potrebbe fare storcere il naso ad ascoltatori speranzosi di un leggero cambiamento, ma Omens è tutto quello che ci si aspettava dai Lamb Of God, elevato al quadrato, sia nel bene che nel male, perciò i fan di vecchia data non ne resteranno delusi, e anche i neofiti del genere difficilmente lo troveranno stucchevole.

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