GAEREA – Mirage

Titolo: Mirage
Autore: Gaerea
Nazione: Portogallo
Genere: Black Metal
Anno: 2022
Etichetta: Season of Mist

Formazione:

Diogo Mota – Batteria
Guilherme Henriques  – Chitarra, Voce


Tracce:
  1. Memoir 08:17
  2. Salve 05:25
  3. Deluge 06:31
  4. Arson 08:54
  5. Ebb 05:32
  6. Mirage 06:38
  7. Mantle 05:17
  8. Laude 06:26

Voto del redattore HMW: 8,5/10
Voto dei lettori: 6.5/10
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Il black metal è cambiato. Profondamente.
E i Gaerea sono degli esponenti importanti in questo nuovo corso.

Sono finiti i tempi in cui quando ci si “doveva” aspettare volti pittati stile panda, copertine con foreste norvegesi in bianco e nero, cartuccere manco se dovessero partire per il Vietnam poco dopo, spuntoni di ogni genere e tipo attaccati ad ogni arto, suoni orribili e impastati (che hanno però forgiato questa iconografia), vestiti (possibilmente) in pelle nera e animi altrettanto neri come la pece.

Di tutti questi canoni, alla fine qui troviamo il preponderante nero, nei colori, nel vestiario, nella pelle, ma soprattutto nell’animo.
Con i volti totalmente coperti a nascondere le identità. Il tutto mischiato con l’oro.

Il disco si apre con un adagio che ha più a che fare con produzioni che hanno dell’atmosferico o del progressive il fulcro, con dei suoni aperti e lucidi, definiti e limpidi. Insomma, quanto di più lontano al prototipo del disco black.

Potremmo anche discutere del fatto che queste non sono più nemmeno novità assolute nel 2022, ma credo che i nostri riescano a creare un mix incredibilmente coeso e a potersi immergere nel calderone del succitato genere, perché fanno esattamente quello.
Soltanto lo fanno in maniera moderna, con arrangiamenti elaborati e soluzioni interessanti, prese qui e là dal post rock, dall’heavy più classico o anche dal semplice gusto per un giro di accordi convincente e funzionale al loro messaggio e alla loro grammatica musicale.

Il brano Mirage è un esempio sfolgorante del loro stile, pregno di tante influenze, ma anche completo nelle sue canoniche della fiamma nera.
Ed è una caratteristica che permea tutto il lavoro. I momenti più intimi si intervallano alle tipiche sfuriate in blast beat al fulmicotone, dove la viene riversato sull’ascoltatore tutto il fiume di emozioni e di sentimenti neri che i Gaerea vomitano.

Il tutto senza perdere di vista una certa essenzialità espressiva, che consente di avere un disco di 8 tracce (più una bonus track nell’edizione CD Ltd. Ed. Digipack), con durate coerenti.
Col risultato di non perdersi via in parti eccessivamente lunghe e ripetitive, vuoti d’attenzione o cali espressivi, quindi senza stancare l’ascolto e rendendolo anzi ancor più longevo.

Ogni pezzo vive di una sua peculiare qualità, sia in termini di atmosfere, che di arrangiamenti e soluzioni.

Suonato da cinque energumeni senza volto, segnati da un simbolo dorato.
Con questo senso di spersonalizzazione costruito, ma non posticcio, che però ci consegna una musica personalissima, dove l’ascoltatore non potrà far altro che goderne ed esserne permeato.

I Gaerea rappresentano ciò che il black metal può offrire oggi, nell’apice di una delle sue evoluzioni, più propriamente evolute (passatemi il gioco di parole), ma senza snaturarne il suo essere primigenio.

Uno tra i migliori dischi del 2022.

PS : riguardo le primissime frasi, l’autoironia è un’importante caratteristica della vita, e sale della stessa, e non voleva essere offensiva nei confronti di nessun gruppo o ascoltatore.

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