SKID ROW – The Gang’s All Here

Titolo: The Gang's All Here
Autore: Skid Row
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: earMusic

Formazione:

Erik Grönwall – voce
Rachel Bolan – basso, voce
Dave “The Snake” Sabo – chitarra, cori
Scotti Hill – chitarra, cori
Rob Hammersmith – batteria


Tracce:

1. Hell Or High Water
2. The Gang’s All Here
3. Not Dead Yet
4. Time Bomb
5. Resurrected
6. Nowhere Fast
7. When The Lights Come On
8. Tear It Down
9. October’s Song
10. World’s On Fire


Voto del redattore HMW: 8,5/10
Voto dei lettori: 5.0/10
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Dai tempi della storica separazione con Sebastian Bach, il cantante che aveva dato voce ai maggiori successi commerciali del gruppo hard rock del New Jersey, la storia degli Skid Row è stata complessa e variegata. La dirompente nascita e diffusione della musica grunge a metà anni 90 e i successivi cambi di formazione, scissioni e reunion più o meno riuscite, hanno sicuramente messo a dura prova il gruppo fondato dal chitarrista Dave “the snake” Sabo ed il bassista Rachel Bolan, che infatti non vedeva pubblicato un album in studio dal 2006.

Nonostante l’accoglienza tiepida dell’ultimo lavoro, a volte nella musica è solo questione di tempo e con la loro ultima fatica, gli Skid Row sono tornati per restare. La determinazione del gruppo è chiara fin dalle prime note di “Hell or High Water”, un titolo che non a caso riprende un modo di dire che significa “qualunque cosa succeda”.

L’ingresso del nuovo cantante, annunciato lo scorso Marzo, lo svedese Erik Grönwall, conferisce nuova linfa vitale al gruppo che ritrova le sue radici hard rock con brani celebrativi come “The Gang’s all Here”, che da il nome all’album e simbolici come “Not Dead Yet”. La somiglianza vocale con il Bach di “Slave to the grind” (1991) è impressionante, un misto di graffio ed estensione, di urli rabbiosi e falsetti cristallini. Tuttavia non è solo questo che colpisce dell’album. Gli arrangiamenti sono essenziali, ma curati e la sezione ritmica di Rob Hammersmith conferisce la giusta grinta. Improvvisamente si ha l’impressione che gli ultimi trent’anni non siano passati, come se Gli Skid Row avessero aspettato il momento giusto per esplodere e avessero finalmente trovato il modo per farlo. Se pensiamo a brani come “Time Bomb” e “Resurrected”, ci accorgiamo che anche la scrittura dei testi è infatti pensata proprio in questo senso. Le ballate successive come “When The Lights Come On” o “October’s Song”, rallentano ma non annoiano e le chitarre taglienti di Hill e Sabo confezionano un ottimo finale con “World on Fire”.

Ci troviamo di fronte ad un disco coerente dall’inizio alla fine, capace di riportare alla luce non solo un suono convincente ma il suono storico, genuino ed ispirato che a suo tempo è stato in grado di garantire, alla formazione statunitense, un posto nella storia della musica.

Resta comunque un’opera dalla forte impronta celebrativa e sebbene mantenga vigile l’attenzione al successo commerciale di oggi (sicuramente garantito), sarebbe tutto sommato sbagliato paragonarla fino in fondo ai vecchi capolavori, ma dopotutto è anche normale che sia così.

Nella speranza che questo ritrovato entusiasmo possa nuovamente portargli fortuna, gli Skid Row ritornano sulla scena con un prodotto ottimo che soddisferà anche i fan più diffidenti e ancorati al passato.

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