DEEP PURPLE + Jefferson Starship


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EVENTO: Deep Purple + Jefferson Starship
LUOGO: Mediolanum Forum, Assago (MI)
DATA: 17.10.2022

Dagli anni ’70 a oggi il mondo è profondamente cambiato, eppure al Mediolanum Forum di Assago (Milano), lunedì 17 ottobre, si respira quasi l’aria di allora: la serata prevede l’esibizione di due mostri sacri di quel periodo (a dire il vero cominciato per entrambi nei ’60): Jefferson Starship, ovvero gli eredi di quei Jefferson Airplane che da San Francisco divennero delle leggende mondiali, e i Deep Purple, uno dei primi fondamentali gruppi hard rock o proto metal, a seconda di come preferiate chiamarli.

La serata parte tonica con gli Starship, che godono del sostegno del pubblico più attempato presente nel palazzetto, ma conquistano subito anche i più giovani nell’arena.
Dal passato remoto arrivano pezzi storici quali “White Rabbit”, ma anche gli anni ’80 offrono delle hits per niente trascurabili e decisamente apprezzate dal pubblico: “Nothing’s Gonna Stop Us Now” e “We Built This City”, oltre alla ballad “Sara”.
Il finale è affidato alla ormai immortale “Somebody To Love”, cantata un po’ da tutti al forum. Che dire? Acqua sotto i ponti ne è passata parecchia dal Monterey Pop Festival del 1967, ma i Jefferson Starship sono in qualche modo resistiti a qualsiasi cosa e hanno offerto un ottimo spettacolo anche questa sera. Bravi!

 

Un rapido cambio palco ed è la volta dei mattatori della serata: i Deep Purple alzano il sipario con due pezzi tratti da “Machine Head” (l’album più suonato della serata): “Highway Star” scalda la folla, “Pictures Of Home” prosegue il discorso. Il gruppo è affiatatissimo e nonostante l’età sono tutti in gran forma (sì, anche Ian Gillan, nei limiti del possibile). La sintonia è perfetta anche col nuovo arrivato, Simon McBride, la cui chitarra come prevedibile si ritaglia parecchi spazi nel corso dell’esibizione.

Si prosegue con brani più recenti, tra cui “No Need To Shout” e “Nothing At All” dall’ultimo (escludendo il disco di cover del 2021) “Whoosh!” e un doveroso tributo al defunto tastierista Jon Lord con “Uncommon Man”. Ma la vera sorpresa, almeno per il sottoscritto, è “Anya”, canzone tratta dal disco della seconda reunion con il grande Ritchie Blackmore, “The Battle Rages On” e, a quanto ci risulta, mai più suonata dal vivo dopo il tour in supporto a quell’album.
Dopo l’assolo di tastiera del sempre spettacolare Don Airey, che omaggia in particolar modo la lirica italiana ma a un certo punto sembra voler pure accennare all’intro di “Mr Crowley”, è il turno di “Perfect Strangers”, dall’omonimo disco della celebre reunion del 1984.

A questo punto, coi cavalli di battaglia “Space Truckin’” e l’iconica “Smoke On The Water” sembra si stia per giungere alla fine. I Deep Purple salutano il proprio calorosissimo pubblico, salvo poi riapparire acclamati a gran voce per il consueto bis: la ballabile “Hush” è seguita a ruota dalla saltellante “Black Night”, sulle cui note cala definitivamente il sipario. La notte non sarà stata nera, ma sicuramente magica per le emozioni che ci ha regalato.

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