URIAH HEEP – Teatro Dal Verme


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EVENTO: Uriah Heep
LUOGO: Teatro Dal Verme, Milano
DATA: 18.10.2022

Cinquant’anni di carriera non sono uno scherzo, e gli Uriah Heep lo sanno bene. Raggiunto il traguardo nel 2020, ma per le ovvie ragioni legate alla pandemia posticipato il tour solo ad adesso, i pionieri dell’hard ‘n’ heavy britannico sono tornati a calcare le scene italiane con un concerto che potremmo definire semplicemente memorabile. Di seguito il perché.

 

Il Teatro Dal Verme, fatto progettare appunto da Don Francesco Dal Verme, Conte di Sanguinetto, può apparire sede piuttosto insolita per un concerto di musica pesante. In realtà la scelta della location e la tipologia di esibizione voluta dal quintetto inglese hanno contribuito in modo significativo a rendere molto, molto speciale questa serata. Si parte, come in ogni celebrazione di anniversario che si rispetti, con gli auguri di tanti illustri colleghi degli Heep: sullo schermo ci divertiamo a guardare e ascoltare i videomessaggi dei Def Leppard, dei Judas Priest, di Paul Stanley (Kiss), di Steve Harris (Iron Maiden), dei Deep Purple, di Joey Tempest (Europe). Non mancano nemmeno i saluti di Biff Byford (Saxon), Brian Tatler (Diamond Head), Ian Anderson (Jethro Tull) e di Brian May (Queen).

A questo punto, lo spettacolo comincia con una prima parte acustica: “Circus” e “Tales” in tranquilla apertura, seguite da “Free Me” dove Bernie Shaw invita tutti ad alzarsi e cantare con lui. Una particolarità della serata è il contatto speciale tra il gruppo e il pubblico: sarà il teatro, sarà il calore del pubblico italiano, sarà la felicità palpabile degli Heep e in particolare del succitato Shaw, ma l’atmosfera è gioiosa, intensa e intima come se davvero fossimo tutti alla festa di compleanno di un caro amico, come se davvero fossimo tutti parte dello show. “Come Away Melinda” e “The Wizard” (inclusa in un medley di brani da “Demons And Wizards”) sono particolarmente sentite dal pubblico, ma non manca nemmeno la celeberrima “Lady In Black”, sul cui coro finale gli Heep ci lasciano cantare ad libitum per iniziare a preparare la seconda parte dello spettacolo, in elettrico.

E così inizia il secondo tempo: gli Uriah Heep cambiano forma e il palco del teatro, già tempio dell’operetta, diventa l’altare perfetto per la celebrazione dell’hard rock senza tempo dei nostri.
Non ci sono passi falsi: da “The Hanging Tree” passando per “Traveller in Time”, il quintetto spazia per il proprio catalogo, tra i Settanta, gli Ottanta e oltre. “Too Scared To Run” è riuscitissima, mentre “Rainbow Demon” ha un incedere quasi doom dal vivo.
Dopo la frenetica “Free ‘n’ Easy” è la volta della (power) ballad “July Morning” col suo lungo assolo; capiamo così di essere quasi arrivati alla fine (anche perché il gruppo sta suonando da due ore e mezza). Da parte degli Uriah, una timida finta di abbandonare il palco, per poi tornare prontamente indietro, richiamati dal partecipe pubblico meneghino: è la volta della fantastica “Gypsy” e dell’immancabile “Easy Livin’”.
Gli Heep ci lasciano euforici, dopo quasi tre ore di concerto e con la promessa di tornare in Italia l’anno prossimo, con un tour di supporto al prossimo disco. Cosa possiamo volere di più? Buon compleanno: tornate presto a trovarci!

 

 

 

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