WITCHE’S BREW – Chronicles Of Electric Sorcery

Titolo: Chronicles Of Electric Sorcery
Autore: Witche's Brew
Nazione: Italia
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Universal Music

Formazione:
Mirko Witche Bosco: chitarre
Mark Blacks: voce
Demis Perry Whites: basso e cori
Frankie Brando: batteria

Voto del redattore HMW: 8.5/10
Voto dei lettori: 10.0/10
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Si può dire davvero di tutto sulla musica, che inventare qualcosa di nuovo sia diventato impossibile (anche se molti gruppi negli ultimi anni ci hanno dimostrato il contrario), che molti artisti siano spesso spinti dalle major, ecc… Ma se c’è una frase che qualunque ascoltatore del genere si sente dire è la classica “Ma come, nel 2022 ascolti rock? Ma non è un genere morto da anni“?

Chronicles Of Electric Sorcery dei nostrani Witche’s Brew è l’album che consiglierei a tutti coloro che la pensano in questo modo, perchè sì, il rock non è più conosciuto come ai fasti di un tempo, ma è tutt’altro che morto.

L’album, uscito il 30 settembre 2022, è il quartogenito della formazione e a mio parere il più completo; dieci tracce, ciascuna della durata che si aggira sui quattro minuti, che volano in men che non si dica, e trasportano l’ascoltatore direttamente negli anni 90 con sonorità hard rock familiari ad ogni fan accanito, ma che non risultano già sentite e anzi, sembrano tributare proprio quel sound caratteristico di quegli anni.

L’album si apre con “Find a way”, pezzo che uscì già nel 2020, e introduce perfettamente l’atmosfera del disco, per poi passare a “Redneck Saloon”, che ci narra di una “prosperosa ragazza” con gran stile e un assolo davvero ben fatto, probabilmente la migliore dell’album.

Delle successive mi sento di nominare “Good Spot”, con un ritornello che rimane in testa (tutt’ora mi capita di canticchiarlo in giornata) e “Devil’s Whorehouse”, dove il cantante dà il meglio di sè e sforna delle vocals davvero peculiari, nota di merito al riff di “Shot of Rum”, ma tutti sono ben fatti.

In generale mi sento di congratularmi con tutta la formazione, tutti i membri si complementano tra loro e il risultato è davvero notevole.

Potrei dire molto altro dell’album ma lascio a voi lettori il piacere della scoperta, sicuramente un disco da ascoltare se siete appassionati di rock in generale.

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