EPICA – The Alchemy Project

Titolo: The Alchemy Project
Autore: Epica
Nazione: Paesi Bassi
Genere: Symphonic Metal
Anno: 2022
Etichetta: Atomic Fire Records

Formazione:

Simone Simons – Voce
Mark Jansen – Chitarra
Isaac Delahaye – Chitarra
Coen Janssen – Tastiera
Ariën van Weesenbeek– Batteria
Rob Van Der Loo – Basso


Tracce:

1. The Great Tribulation feat. Fleshgod Apocalypse
2. Wake the World feat. Phil Lanzon (Uriah Heep) & Tommy Karevik (Kamelot)
3. The Final Lullaby feat. Shining
4. Sirens – Of Blood and Water feat. Charlotte Wessels & Myrkur
5. Death is not the End feat. Frank Schiphorst (MaYaN) & Björn “Speed” Strid (Soilwork)
6. Human Devastation feat. Henri Sattler (God Dethroned), Sven de Caluwé (Aborted)
7. The Miner feat. Asim Searah (Damnation Plan), Niilo Sevänen (Insomnium), Roel van Helden (Powerwolf)


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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Vent’anni e non sentirli è assolutamente il motto degli Epica, che festeggiano la loro stimata carriera con uno spassoso EP celebrativo: “The Alchemy Project”. Il sestetto olandese porta il suo sentiero di puro symphonic metal ad incrociarsi con quelli di altri generi e lo fanno con l’aiuto di amici musicisti i cui nomi sono tutt’altro che sconosciuti.

Nel corso di questi anni gli Epica non sono stati estranei alla ricerca di soluzioni originali per potersi discostare dalla propria quotidianità, senza però mai dimenticare di compiacere i fan. Chiaramente bisogna ammettere che questa volta ci è voluto poco per mettere d’accordo tutti: niente di più semplice che combinare gli ingredienti giusti. La scelta di cantanti e strumentisti per la realizzazione di questo disco è infatti una combinazione strategica.

Il lavoro si apre in pompa magna, con un travolgente brano insieme ai nostrani Fleshgod Apocalypse, il cui zampino in “The Great Tribulation” si sente eccome, passando per l’originale “Wake The World” dove le meravigliose voci di Simone Simons e Tommy Karevik dei Kamelot si amalgamano divinamente sulle note leggendarie del tastierista Phil Lanzon (Uriah Heep), arrivando all’aggressiva combinazione creata su “Death Is Not The End” dal mitico Björn “Speed” Strid (Soilwork), che accompagnato dalla chitarra di Frank Schiphorst (MaYaN) ci dimostra ancora che è il più bravo delle classe.

Non mancano quelle collaborazioni che potremmo definire più improbabili, ovvero quelle di musicisti che non avremmo mai immaginato di far lavorare insieme, ma che funzionano alla perfezione. Sull’incantevole “Sirens” Charlotte Wessels e Myrkur raggiungono una dimensione magica, mentre “The Final Lullaby” insieme agli Shining è decisamente una chicca ben riuscita. Chi avrebbe pensato di vedere operare sullo stesso brano rappresentanti del melodeath come Niilo Sevänen (Insomnium) e Asim Seareah (Wintersun) e il batterista dei Powerwolf, Roel Van Helden, come su “The Miner”? Certamente bisogna proprio essere dei bravi alchimisti per far funzionare alla perfezione questa carovana di talenti.

Se amate gli Epica, sarete conquistati da questi brani che ne cavalcano le onde migliori, arricchiti dal prezioso contributo di validi artisti. Se invece non li amate, questo disco vi piacerà comunque, perché sarà impossibile non apprezzarne almeno tre o quattro pezzi su un totale di (ci dispiace, ma solo) sette tracce. Avanti tutta per gli Epica, con l’augurio che i prossimi vent’anni siano carichi di ispirazioni e novità.

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