GUNJACK – The Third Impact

Titolo: The Third Impact
Autore: GunJack
Nazione: Italia
Genere: Thrash Metal
Anno: 2022
Etichetta: Vomit Arcanus Production

Formazione:

Mr. Messerschmitt (Alessandro Dominizi) – voce, basso
Gamma Mörser (Fabio Cavestro) – chitarre
M47 (Andrea Ornigotti) – batteria


Tracce:

01. Dagon
02. Blast N’ Roll
03. Twirling On Your Grave
04. The Tournament
05. Hypnotic Desease
06. Destroy The Seventh Seal
07. Coma
08. Meltdown
09. Nuke To Be Sure
10. Metal Influencer
11. The Thermopylae
12. Heart Of Tank
13. The Knights In White
14. Lie Of God


Voto del redattore HMW: 8/10
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Il trio milanese dei GunJack sforna il terzo album in cinque anni di attività, The Third Impact, un concentrato di adrenalina e integratori energici da far invidia ai migliori prodotti in pastiglie per i culturisti. Album composto da 14 pezzi e della durata inferiore ad un’ora. Dopo i primi tre brani, vi sentirete già coinvolti dalla loro musica e vi sembrerà di vivere in un mondo parallelo, dove Lemmy si prodiga ancora nel regalarci perle di puro e sano rock’n roll.

Si, avete letto bene, sto parlando proprio di lui, non crederete alle vostre orecchie, perchè Mr. Messerschmitt (Alessandro Dominizi), ne è la reincarnazione vocale più fedele che abbiate mai sentito. Gamma Mörser (Fabio Cavestro), è il chitarrista di questa ottima formazione, che ha trovato un buon compromesso tra uno stile motorheadiano e un thrash di vecchio stampo (Sodom su tutti), riuscendo a crearsi una propria personalità ed originalità. Il batterista M47 (Andrea Ornigotti) è una vera e propria macchina da guerra, pesta e picchia le pelli come se non ci fosse un domani, ma lo fa con una tecnica ed una convinzione che non potrete non apprezzare, anzi, azzardo a dire che ascoltando svariate volte questo album, ciò che lo rende ad un livello una spanna sopra ad altri lavori simili, è proprio il lavoro di Ornigotti.

Personalmente il brano che mi ha colpito maggiormente è “The Tournament”, perchè mi invoglia tantissimo ad essere presente sotto palco ad un loro concerto, per pogare dal primo all’ultimo secondo, ma non sarebbe per nulla semplice restare immobili anche ascoltandoli proporre uno qualsiasi degli altri pezzi! Quando sarete arrivati alla conclusione dell’ascolto di questo “The Third Impact”, con “Lie Of God”, sono certo che farete ripartire il CD da capo, perchè quei 56 minuti scarsi non vi saranno bastati, ne vorrete ancora.

Questo terzo album del trio è sicuramente più “maturo” rispetto ai precedenti lavori, ha più personalità ed una produzione migliore, sintomo del fatto che quando si crede davvero nella propria proposta musicale, non ci si siede e non ci si arrende dopo pochi passi, ma si comincia a correre e i GunJack lo stanno facendo. Considerate l’acquisto di The Third Impact, la prossima volta che sarete in un negozio musicale e vi accaparrerete un buon disco italico, potrebbe essere anche un’ottima idea regalo!

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