BACKFIRE – The Two Of Us

Titolo: The Two Of Us
Autore: Backfire
Nazione: Italia
Genere: Progressive Metal
Anno: 2022
Etichetta: Peacock Records

Formazione:

Giacomo Bruno – Tastiera
Luca Riccomini – Basso
Alessandro Giusfredi – Batteria
Naomi Gemignani – Voce
Alberto Barsi – Chitarra


Tracce:

1. The Two Of Us
2. Omega
3. A Mind By Itself
4. Killed Freedom
5. A Story To Tell
6. Lex Naturalis
7. The Illusion Of Life
8. Fade Away
9. Ghoulish Sight
10. Alpha


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 1.0/10
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Formatosi nel 2012, il gruppo progressive metal di Lucca ci consegna, a nove anni dall’uscita precedente, la loro ultima fatica. The Two Of Us parla d’amore e di vita ed è caratterizzato da uno stile complesso e stratificato.

Dopo un minuto di introduzione (che porta lo stesso titolo dell’album), arriva “Omega”, il brano che dà inizio al viaggio musicale in cui intendono guidarci i musicisti toscani. Il brano è completamente strumentale e, con il suo stacco finale alla “Dance Of Eternity” dei Dream Theater, rappresenta già una prima, fondamentale dichiarazione d’intenti. Le composizioni musicali non fanno semplicemente da sfondo alla voce della cantante, la quale anzi risulterà essa stessa a servizio della parte strumentale. Per ascoltare il piacevole timbro vocale di Naomi Gemignani dobbiamo infatti aspettare la seguente “A Mind For Itself”, una canzone ancora più incalzante ed energica della precedente e nella quale l’unica pecca è forse l’assolo prolisso del chitarrista Alberto Barsi, seguìto da quello che è invece un ottimo assolo realizzato dalla tastiera di Giacomo Bruno.

Continuando a cavalcare quest’onda di intensità ritmica si procede con “Killed Freedom”, salvo poi vedere emergere alcuni limiti dell’opera su componimenti come “A Story To Tell”. La ballata risulta infatti priva dell’incisività probabilmente necessaria a rendere il brano memorabile; inoltre la variazione centrale risulta decontestualizzata e poco coerente, problematiche che purtroppo riscontreremo anche più avanti nell’opera.
I Backfire si riprendono subito con “Lex Naturalis”, un brano ricco di intrecci interessanti, intessuti dai continui duetti tra chitarra e tastiera. Le variazioni sono qui più coerenti e meglio legate tra di loro. Il basso di Luca Riccomini ci introduce ad “Illusion Of life”, pezzo tutto sommato piacevole nonostante la durata forse eccessiva.
Dopo la dimenticabile “Fade Away”, il buon finale di “Goulish Sight” ci accompagna ad “Alpha”, la monolitica suite da diciassette minuti che conclude l’opera.

Nel suo complesso il disco può essere considerato un buon punto di partenza nella costruzione di un’identità sonora, anche vista la giovane età dei componenti del gruppo. Rimane pur vero che i testi acerbi e la mancanza della giusta incisività in più di un’occasione vanno un po’ ad oscurare le ottime idee compositive, che invece sono presenti quasi dappertutto.
L’ambizione premia solo quando è messa al servizio di una maturità creativa che la formazione toscana deve ancora trovare. C’è infatti una complessiva pesantezza all’ascolto dovuta ai continui cambi di direzione di brani a tratti più stucchevoli che realmente riusciti e coerenti.
La complessità, specialmente quando forzata, non rende automaticamente un brano godibile né tantomeno coraggioso.
Le scelte volutamente poco commerciali non sono in alcun modo criticabili da nessun punto di vista, ma i Backfire (anche vincitori del premio di terzi classificati al Tattoo Expo Contest nel 2018) sono indubbiamente dotati di un talento che con alcuni importanti accorgimenti riuscirà a brillare al meglio nella loro prossima opera.

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