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Recensione scritta da Fabio Perf
Il debutto dei canadesi GateKeeper, East Of Sun (2018), ci aveva colpito positivamente ma aveva indubbiamente grossi margini di miglioramento, essendo una sorta di raccolta di brani composti da un gruppo agli albori della propria esistenza e ri-arrangiati per l’occasione. From Western Shores è invece un album nuovo di zecca e segna un cambio al microfono: via l’onnipresente Jean-Pierre Abboud (noto per la sua militanza nei Traveler e per aver prestato la voce a mille gruppi canadesi) e dentro il semi-sconosciuto Tyler Anderson. Quest’ultimo si rivela un discreto cantante che svolge al meglio il suo compito, risultando anche piuttosto versatile e sicuramente amalgamato al suono del disco. Suono che non è cambiato in questo nuovo album: un heavy metal vecchia scuola che presenta sia elementi di power americano sia tratti più epici.
Fin dal brano in apertura, che dà il titolo al disco, veniamo catapultati nel mondo dei GateKeeper, fatto di cavalcate epiche guidate da riff granitici, dispensatori di fomento e scapocciate! Il ritornello è sicuramente immediato tuttavia lontano da melodie facili e banali. Le chitarre sono essenzialmente metal e svolgono il giusto apporto sia in fase ritmica sia in quella solista.
Benché il disco prosegua su binari sicuri, quelli del metal più tradizionale, possiamo notare una certa versatilità e una certa cura per i dettagli e le melodie, specialmente nei cori, che, come detto, non sono mai scontati e allo stesso tempo risultano di presa. Anche le composizioni stesse non sono del tutto canoniche nella struttura e alternano intermezzi di chitarra ed arrangiamenti di batteria indovinati.
Un esempio ne è la traccia “Exiled King”, che parte con armonie di chitarra quasi sussurrate che poi lasciano gradualmente il passo a una batteria prorompente e voci ficcanti che richiamano cori battaglieri (il testo è chiaramente ispirato ai Vichinghi). Il ritornello sfodera quella solennità da marcia di guerra che poi sfocia in una parte più lenta, in cui la chitarra tesse trame melodiche. Sottolineo nuovamente il buon lavoro del cantante Tyler Anderson che a tratti mi ricorda, negli acuti, il primo Jon Oliva dei mai troppo compianti Savatage.
La conclusiva ed autocelebrativa “Keepers Of The Gate” è un po’ la summa di questo From Western Shores: un bel metal cadenzato ed epico, contornato da ottime melodie vocali e da chitarre ruggenti. Più o meno a metà durata il brano si trasforma in una poderosa cavalcata in cui la voce di Anderson si alterna alle chitarre in un’ipotetica sfida, prima di lasciare spazio al maestoso coro in chiusura.
C’è molta carne al fuoco, molta qualità, in questo nuovo album dei GateKeeper. Molti particolari che vengono fuori ascolto dopo ascolto. Da parte mia, se siete amanti del metal più tradizionale ed epico, non posso che consigliarvi l’acquisto di questo disco. Per il sottoscritto, assieme al nuovo Triumpher, un titolo che con alta probabilità finirà in un’ipotetica e personale classifica delle dieci migliori uscite del 2023.



