Pillole d’Acciaio #4-2023

Tracce:

CILVARIUM – NEW BEGINNING

CIRCE – ODISEA

TITAN’S WRATH – WILL OF THE BEAST

LUNAR CHAMBER – SHAMBHALLIC VIBRATIONS 


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Premessa: negli ultimi anni sono aumentate in modo esagerato le pubblicazioni musicali (in ogni settore). Solo nel genere heavy, che include una miriade di sottogeneri ed un quantità esagerata di gruppi underground, sono decine di migliaia i demo, gli EP, gli album… Impossibile seguire tutto? Certo, soprattutto se ci si allontana dai gruppi TOP e si scende verso l’oscurità. Ci sono artisti validi che passano in secondo piano e potevamo noi forse dimenticarli? NO!

Da qui la necessità di creare una serie di articoli/pubblicazioni oltre la classica recensione, che prevede ascolti e tempi di realizzazione più lunghi. Una sorta di breve presentazione di artisti ed uscite, come una volta si poteva trovare sulle riviste di settore.

Ricordatevi di ascoltare il nostro Dottore. Benvenuti a Pillole D’Acciaio!!!

 

 

CILVARIUM – NEW BEGINNING (Sliptrick Records)

Ryo Utasato-Pike è il nome che si cela dietro al progetto Cilvarium: la famosa (almeno in patria) compositrice di colonne sonore giapponese decide di esplorare dimensioni personali, creando un disco che miscela molte ispirazioni. ENIGMA, Mike Oldfield dell’ultimo periodo, Giorgio Moroder e una spruzzatina della colonna sonora dell’anime Psycho Pass sono parte delle anime che troverete in questo disco: Ryo riesce a creare una dimensione interessante, che farà sicuramente felici gli amanti dei paesaggi sonori e gli appassionati di viaggio nel tempo, nello spazio ed in altre dimensioni. Un applauso quindi alla compositrice nipponica e speriamo di ascoltare presto altre composizioni…(Fabio Rancati)

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CIRCE – ODISEA (Thornado Music)

Band spagnola attiva dal 2021, i Circe ci presentano il loro primo album “Odisea”. Una odissea rock/aor/folk ben costruita, ricca di passaggi interessanti e di ritornelli ben congeniati. Il combo iberico mette in mostra qualità di scrittura e di esecuzione interessanti, che rendono il platter godibile e di facile fruizione. Il cantato in spagnolo da un lato è caratteristico, ma potrebbe essere uno scoglio per chi preferisce i testi in inglese: l’influenza dei Mago De Oz si sente molto, soprattutto in alcuni passaggi che risultano molto folk, passaggi che sono comunque molto ben inseriti nelle composizioni. In definitiva questo debut dei Circe risulta un disco interessante, particolare, non banale e adatto a chi ama il rock variopinto e variegato. (Fabio Rancati)

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TITAN’S WRATH – WILL OF THE BEAST (Autoprodotto)

Formatisi a fine 2019 come Leviathan – nome utilizzato per qualche concerto ad inizio 2020 ed abbandonato dopo poco a favore dell’attuale – i californiani Titan’s Wrath hanno pubblicato, qualche mese addietro, il loro secondo EP “Will Of The Beast”, divulgato in forma autonoma e solamente in digitale. Composto da cinque canzoni per una durata totale di poco inferiore alla mezz’ora, l’EP si avvale di suoni essenziali e complessivamente dignitosi (devo dire che la batteria è sin troppo “polverosa”, a mio gusto), che si addicono allo spirito “vecchia scuola” che pervade i brani: i Titan’s Wrath mostrano i muscoli attraverso un potente US metal in cui, ad una solida base heavy tradizionale, vengono miscelati abbondanti elementi dal flavour thrashy, ma anche soluzioni provenienti da generi più estremi (ad esempio, il blast beat in chiusura di “Will Of The Beast”). Tra accelerazioni e passaggi arpeggiati, momenti di più ampio respiro melodico, sfuriate spaccaossa e le vocals ruvide ed abrasive di Garret, i Titan’s Wrath realizzano un EP di ascolto effettivamente piacevole, ma che fatica un po’ a rimanere impresso: il curriculum dei musicisti coinvolti dice che l’esperienza non manca, per cui teniamoli d’occhio in attesa del prossimo passo discografico! (Luca Avalon)

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LUNAR CHAMBER – SHAMBHALLIC VIBRATIONS (20 Buck Spin)

A volte il mescolarsi delle idee e delle culture produce qualcosa di incredibile: la ricerca dell’illuminazione ed il progressive brutal death. Il disco dei Lunar Chamber è il racconto di un viaggio verso Est alla ricerca dell’illuminazione e di ciò che può trovarsi oltre. In meno di 29 minuti si viene trascinati dalle melodie riflessive per passare rapidamente a riff esagerati e velocissimi intervallati da pause opprimenti. Un disco brutale ma allo stesso tempo progressivo e travolgente: “Spirit Body and the Seeing Self” descrive l’inizio del viaggio, l’autoanalisi e i tentativi di lanciarsi nell’aldilà, mentre “The Bodhi Tree” è il racconto speculare di Buddha stesso che raggiunge l’illuminazione. Brano esagerato (a partire dal titolo) “III. Crystalline Blessed Light Flows… From Violet Mountains Into Lunar Chambers” vi porterà sognanti tra lento funeral-doom fino al devastante brutal. Un disco consigliato, da ascoltare con calma per assaporare la grande varietà di contenuti. (Lele Triton)

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