HOLLYWOOD VAMPIRES – Live in Rio

Titolo: Live in Rio
Autore: Hollywood Vampires
Nazione: Statunitense
Genere: Hard Rock / Punk Rock
Anno: 2023
Etichetta: earMusic

Formazione:

Alice Cooper – voce, armonica
Johnny Depp – chitarra ritmica e solista, cori, tastiere
Joe Perry – chitarra solista e ritmica, cori
Tommy Henriksen – chitarra ritmica e solista, cori, tastiere
Bruce Witkin – tastiere, chitarra ritmica e solista, cori
Lzzy Hale – chitarra ritmica e solista, voce, cori
Duff McKagan – basso, cori
Matt Sorum – batteria, cori


Tracce:

01. Raise The Dead
02. My Generation
03. I Got A Line On You
04. Cold Turkey
05. Five To One / Break On Through
06. Manic Depression
07. 7 And 7 Is
08. Whole Lotta Love
09. Jeepster
10. I’m a Boy
11. School’s Out
12. Billion Dollar Babies
13. Train Kept A-Rollin’
14. Brown Sugar


Voto del redattore HMW: 8/10

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“Ascoltateli. I figli della notte. Quale dolce musica emettono”.
Quali parole migliori di quelle di Bram Stoker e del suo Dracula per presentare questo disco.
La popolarità del gruppo composto da Alice Cooper, Johnny Depp, Joe Perry ed il batterista Glen Soble non è mai stata in discussione e fin dall’inizio del progetto “Hollywood Vampires” ci aspettavamo che questo super gruppo fosse pronto per riempire gli stadi facendo impazzire le ondate di fan che li affollavano. I due dischi in studio “Hollywood Vampires” (2015) e “Rise” (2019) pubblicati dal gruppo americano hanno ricevuto critiche miste, ma possiamo affermare che per quanto sicuramente non innovativi, si tratti di prodotti indubbiamente apprezzabili e dotati di una certa freschezza da un certo punto di vista. Il che comunque può sembrare paradossale considerando che i tre vampiri non sono più nel fiore degli anni e hanno alle spalle anni di onorata carriera nella musica e nel cinema.
Live in Rio è stato registrato nel 2015 nella città brasiliana che non mancherà di entusiasmare tutti coloro che restano affezionati alla dimensione pura e genuina della musica dal vivo. Il concerto si apre con “Raise The Dead” tratto dal primo album del gruppo e si snoda attraverso ottime reinterpretazioni di brani storici come “My Generation” degli “Who” rispettandone le intenzioni o l’attitudine oppure con maggiore libertà aggiungendo i propri sapori punk come in “I Got A Line On You” degli Spirit o “Cold Turkey” di John Lennon.
Non mancano inoltre gli omaggi ai The Doors con un medley di “Five to One” e “Break On Through (to the Other Side) ” e ancora a Jimi Hendrix con la cover di “Manic Depression”.
Sulle note di un’inizialmente cupa “Whole Lotta Love” in cui Alice ci regala anche un solo di armonica, ecco che ad affiancare i vampiri di Hollywood arriva sul palco Lzzy Hale (cantante e chitarrista degli Halestorm) permettendo al brano di esplodere in tutta la sua potenza entusiasmando ragionevolmente il pubblico di Rio. Ma gli ospiti della formazione americana non finiscono qui, perché anche Zak Starkey (attuale batterista degli “Who”) fa capolino per accompagnare “I’m A Boy”.
Al di là dei tantissimi musicisti che si alternano sul palco, come Duff McKagan o Matt Sorum, l’identità sonora degli “Hollywood Vampires” rimane chiara e solida per tutta la durata del concerto, spingendo l’acceleratore anche quando la voce graffiante di Alice Cooper si ritaglia uno spazio per dare il meglio di sé su brani che appartengono al suo repertorio come “School’s Out”, in cui è sapientemente introdotto un intermezzo di “Another Brick In The Wall” o “Billion Dollar Babies”.
Il pubblico di Rio è ormai completamente in balia dello spettacolo a cui sta assistendo e le più di 100.000 persone presenti sono a questo punto irrimediabilmente affascinate dagli assoli sbilenchi di Depp ed i suoi continui duetti ed improvvisazioni con Joe Perry che dal canto suo dimostra anche un entusiasmo che non si percepiva dai tempi in cui i suoi “Aerosmith” erano all’apice della loro carriera.
È forse proprio questo tangibile entusiasmo che si percepisce tra i tantissimi musicisti coinvolti nel progetto a garantire un approccio genuino e spontaneo a quanto proposto sul palco.
Sebbene siano moltissime le cover proposte, la scelta delle stesse e gli arrangiamenti costruiti su di esse dimostrano chiaramente che dietro alla performance esiste una visione artistica di valore.
“Brown Sugar” dei Rolling Stones chiude sicuramente il concerto, finora, di maggior successo del gruppo americano che nel giro di un mese approderà anche in Italia dove saranno senza dubbio accolti dai propri fan con il calore che meritano.

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