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Erano alte le aspettative per il terzo lavoro in studio del polistrumentista americano Josh Dumer e del suo progetto Buried Realm e onestamente non potrebbe essere altrimenti leggendo la lista di ospiti illustri presenti in questo The Dormant Darkness.
Basterebbe infatti leggere i nomi dei convitati per rendersi conto che quello che si ha in mano è un disco di qualità assoluta. Infatti il buon Josh mette insieme una formazione di altissimo valore, per citarne alcuni: Gus G., Per Nilsson, Christopher Ammot e Bjorn “Speed” Strid, senza tralasciare il fatto che tutte le orchestrazioni sono curate da Francesco Ferrini (Fleshgod Apocalypse) mentre dietro le pelli siede Heikki Saari (Finntroll, Norther, Wintersun).
The Dormant Darkness è un disco ambizioso e diretto, che affonda le radici tra la scuola statunitense e quella svedese e che segna un passo avanti a livello di songwriting rispetto al lavoro precedente. Un lavoro senza cali di tensione, ogni brano ha una anima propria che si incastra perfettamente nel disco e dove ogni guest lascia qualcosa di proprio arricchendo ogni singolo brano ed aumentandone la caratura.
Brani come “Where The Armless Phantoms Glide, Pt. II” e “Jaws Of The Abyss” sono monumentali, i richiami ai capolavori dello swedish sound sono chiari, ma in questo caso Josh Dummer aggiunge personalità e le prestazioni dei guest ne aumentano l’efficacia. Con “Futuristic Hollow Nation“, Christian Älvestam torna alle superbe prestazioni vocali degli Scar Symmetry di Pitch Black Progress, l’eco dei citati Scar Symmetry si ripropone nella successiva “Human Code“ con ospite Per Nilsson. Mentre la title track porta ad un forte richiamo degli ultimi Dissection, il legame con Reinkaos è fortissimo, stesso discorso per Futile Endeavor che si lega, grazie al contributo di Daniel Freyberg, ai COB.
Avrei voluto fare un track by track più accurato, ma onestamente, dopo averlo ascoltato per quasi tre settimane, rischierei di svalutare l’eventuale opinione di chi è dall’altra parte dello schermo, perché le parole possono essere travisate o mal interpretate, ma la musica no. Quindi, se sei arrivato fino a qui probabilmente apprezzi questo tipo di sonorità, questo è un disco che devi assolutamente ascoltare.
Piccola nota personale, onestamente non mi capacito di come un progetto così impegnato e con una qualità cosi alta non sia stato preso in considerazione da nessuna etichetta discografica, quando in giro ci sono etichette che pompano gruppi che hanno meno della metà della qualità del progetto Buried Realm.
In conclusione, le alte aspettative sono state largamente soddisfatte, The Dormant Darkness a mio avviso si candida ad essere uno dei dischi di punta di questo 2025 e, siamo solo ad aprile…
Un disco dannatamente bello.



