MOONDOGS – … Outside

Titolo: ... Outside
Autore: Moondogs
Nazione: Italia
Genere: Hard Rock
Anno: 2023
Etichetta: Centogradincantina Recording

Formazione:

Francesco Amato – Basso
Giuseppe Schipani – Batteria
Antonello Sacco – Chitarra
Antonio Talarico – Chitarra
Gianluigi Mazza – Voce


Tracce:

1. A path
2. Away
3. Little servant
4. Hotel room
5. The mountains watch
6. Hope
7. Like tears in the rain, Pt. II
8. I’m free
9. Killing for the revolution


Voto del redattore HMW: 6/10

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A ventitre anni dalla loro formazione avvenuta nel 1991 e un’intensa attività dal vivo condita con la pubblicazione di alcune demo, i Moondogs arrivano a pubblicare il loro primo disco full length, andando a completare concettualmente il precedente EP Inside… (1999).

Per questo viaggio tra le dune rappresentate dalla sua copertina, l’ultima fatica del quintetto calabrese, …Outside decide di guidarci con un inizio strumentale sulle note di “A Path”.
Cavalcando nel deserto in sella al sul suo immaginario destriero l’ascoltatore trova fin da subito una buona energia con “Away”, un radiofonico brano che tutto sommato convince dal primo ascolto. Dopo la dimenticabile “Little Servant”, anche se già completamente catapultati nell’atmosfera del disco, si procede con “Hotel Room”, una più classica ballata in cui il timbro del cantante Gianluigi Mazza spicca nella sua parte più scura, che accarezzando il grunge riesce ad esplodere di intensità sul finale.

Sebbene “The Mountain Watch” e “Hope” a tratti falliscano nel tentativo di restituire giustizia anche a brani più lenti e compassati, “Like Tears In The Rain Pt. II” riesce a sorprendere, aggiungendo nel testo alcune parti in italiano mischiate alla lingua inglese, largamente preferita all’interno dell’opera.

Sul finale i Moondogs tornano sui loro punti di forza, alzando i giri del motore, confezionando una convincente “Killing For The Revolution”, che nel bene e nel male risulta una perfetta sintesi dell’intera opera. Sicuramente i punti di forza di …Outside sono da ricercare nel timbro della voce di e nelle chitarre di Antonello Sacco e Antonio Talarico mai stucchevoli, mentre dal punto di vista ritmico i brani non riescono mai a colpire nè tantomeno le liriche raramente sorprendenti e convincenti. Ne conseguono brani con poco mordente, che specialmente nel caso di ritmi più lenti, finisce per alleggerire eccessivamente l’arrangiamento.

Resta senz’altro una coerenza sonora dell’opera che va sottolineata e tendenzialmente identificabile come “Carattere” o “cifra stilistica”, dopotutto le tracce, anche quelle meno riuscite, sono tutto sommato piacevoli al primo ascolto.

In conclusione considerando che la registrazione e la produzione del disco è interamente indipendente ad opera del “Centogradincantina Recording Studio” di Sersale, va sicuramente apprezzato lo sforzo di un gruppo italiano che forse per emergere, avrà ancora bisogno di perfezionarsi ma iniziative come questa vanno necessariamente incoraggiate.

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