Pillole d’Acciaio #03-2025

Tracce:

HIRAX – Faster Than Death

THRONE OF IRON – Adventure Two

MAYSNOW – A Dream Within a Dream

THE GREAT OLD ONES – Kadath



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Pillole d’Acciaio, edizione 2025. La redazione di Heavy Metal Webzine continua nella missione di aumentare il numero di recensioni!!!

Premessa: negli ultimi anni sono aumentate in modo esagerato le pubblicazioni musicali (in ogni settore). Solo nel genere heavy, che include una miriade di sottogeneri ed un quantità esagerata di gruppi underground, sono decine di migliaia i demo, gli EP, gli album…Impossibile seguire tutto? Certo, soprattutto se ci si allontana dai gruppi TOP e si scende verso l’oscurità. Ci sono artisti validi che passano in secondo piano e potevamo noi forse dimenticarli? NO!

Da qui la necessità di creare una serie di articoli/pubblicazioni oltre la classica recensione, che prevede ascolti e tempi di realizzazione più lunghi. Una sorta di breve presentazione di artisti ed uscite, come una volta si poteva trovare sulle riviste di settore.

Ricordatevi di ascoltare il nostro Dottore. Benvenuti a Pillole D’Acciaio!!!

 

 

 

HIRAX – Faster Than Death (Doomentia Records)

Si sa, ci sono poche certezze nella vita, ma una di queste è l’assoluta consapevolezza che, inserendo qualsiasi nuova uscita degli Hirax nel lettore, o sul piatto se siete maniaci del vinile (oppure l’altra opzione contemplabile: la musicassetta… Che avevate pensato?), vi sembrerà d’essere catapultati a fronte palco delle peggiori bettole californiane, tra miasmi di birra e sudore, ma sicuri fra le amorevoli braccia del thrash metal, così come mamma l’ha concepito nei primi anni 80. A cullarvi, la roca voce dell’eterno thrasher, Katon W. De Pena, che a sessant’anni suonati e con l’ennesima formazione ad accompagnarlo si ripresenta sul mercato con un nuovo album, il sesto della carriera degli Hirax, a distanza di undici anni da Immortal Legacy. Se il precedente rasenta i quaranta minuti di durata, Faster Than Death condensa la sua furia in nemmeno ventidue, tra up tempo furiosi e mid tempo nel segno del classico dettame Bay Area. L’immagine è vivida, reale: Katon sul palco che incita, e sotto tanti amici pronti a far festa e scatenarsi. Ecco Baloff che provoca il pit, Hanneman che beve la sua pinta in disparte, Burton alle prese con il suo classico headbanging, seguendo metriche tutte sue… Ah no, era solo un sogno, ma gli Hirax son ben più che reali, son vivi e vegeti! Nota a margine: tra i commenti della pagina YouTube New Wave Of Old School Thrash Metal, che ha caricato l’album nella sua interezza, compare quello poco lusinghiero di Neil Metcalf, chitarrista e bassista presente su questo disco. Non lo commenteremo, ma è giusto segnalare a papabili interessati che potrebbe esistere un’altra faccia della stessa medaglia. (Pol)

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THRONE OF IRON – Adventure Two (No Remorse Records)

Quella del 27 luglio 2018 non è una data qualsiasi per chi ama l’heavy metal. Quel maledetto mercoledì concludeva la sua esistenza terrena Mark Shelton, un uomo che ha saputo regalarci (e lo fa tuttora!) profonde emozioni attraverso la sua musica immortale: nel nostro piccolo, lo ricorderete, tributammo l’eroe scomparso attraverso la nostra prima fanzine cartacea. L’evento funesto è stato la scintilla per cui il cantante/chitarrista Tucker Thomasson ha deciso di dare vita ai Throne Of Iron e di registrare, sempre nel 2018, il primo demo del gruppo: da allora, in digitale ed in forma fisica, il quartetto dell’Indiana ha pubblicato una discreta quantità di uscite e, in questo 2025, torna con il suo secondo album Adventure Two, a cinque anni dall’esordio Adventure One e sempre sotto l’egida dell’ellenica No Remorse Records. Il nuovo disco dei Throne Of Iron non evidenzia grandi novità sonore – al netto di un chitarrismo dal suono leggermente più corposo e di qualche atmosfera solenne più marcata – e va ad allinearsi a quanto ascoltato sul predecessore, ovvero un solido heavy metal dalle profonde venature epiche: ovviamente, le basi sono fornite dai Manilla Road, ma la proposta del gruppo americano può essere avvicinata a quanto realizzato dai loro conterranei Visigoth ed Eternal Champion (ma senza arrivare alla loro vibrante carica evocativa) e in parte ai canadesi GateKeeper: Adventure Two è un buonissimo lavoro, con undici pezzi davvero ben fatti da cui spiccano la feroce “The Final Rage”, la variegata oscurità di “Denied” e la muscolare “The City Of Brass”. Piacevoli anche le ambientazioni eteree della strumentale “The First Loss” e quelle più battagliere della conclusiva “The Ninth Level”. Molto buona la produzione, che dona all’opera suoni maggiormente definiti senza snaturarne lo spirito underground: Adventure Two non fa gridare al miracolo, ma risulta solido e di ascolto decisamente gradevole, realizzato da una band che, passo dopo passo, sta crescendo lentamente ma con costanza. Se apprezzate l’heavy metal americano a tinte epiche date un’ascolto, potreste essere soddisfatti da questo Adventure Two! (Luca Avalon)

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MAYSNOW – A Dream Within a Dream (Sleaszy Rider Records)

Una pubblicazione che può essere certo definita come “sognante” quella dei pugliesi Maysnow, progetto artistico nato nel 2016 dalla volontà del cantante Daniele Rini il quale, dopo aver reclutato abili musicisti, ha dato alle stampe due dischi, dei quali l’ultimo uscito A Dream Within A Dream. Questa pubblicazione si presenta come un riuscito assemblaggio di molte influenze tra loro ben distinte ma la cui commistione è conseguita con successo dalla band, ottenendo un prodotto identificabile e che tenta con un discreto grado di riuscita di far suonare come originale e personale. La predominanza dei brani sfrutta strumenti come il pianoforte e i sintetizzatori per creare strutture che vivono di vari momenti densi di pathos e più intimi e sentiti (“Hold On”) o altri caratterizzati da maggiore vitalità ed elettricità (“Before The Dark”). La peculiare impostazione che unisce un certo afflato Grunge ed Alternative rock/metal alle composizioni e la diversità sonora che corroborano tutti i brani sono i due tratti caratteristici della musica dei Maysnow, in grado di mostrarsi tanto decisa quanto calorosa e soprattutto mostrare delle intenzioni ben precise nella propria evoluzione sonora. Anche brani come “Running With A Fireworks Smile”, tra i brani meglio riusciti grazie a bei riff di chitarra e congiunzione con sintetizzatori e prestazione vocale piacevole, o “Another Chance” realizzata insieme a Daniel Canavagh degli Anathema, morbida e delicata prima del suo climax finale, aiutano a testimoniare le diverse impostazioni che animano A Dream Within a Dream. Ascolto molto gradevole. (Vittorio Manzone)

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THE GREAT OLD ONES – Kadath (Season Of Mist)

Tornano con il loro cosmic black metal i francesi The Great Old Ones, chiaramente ispirati dai Grandi Antichi del fantastico H.P. Lovecraft. Ci hanno abituato negli anni alle loro sperimentazioni, un black metal che contiene un po’ di tutto a partire da contaminazioni progressive fino alla parte atmosferica, fondamentale se si parla di sogni e di racconti del Maestro di Providence. Un disco che va ascoltato con calma, e con una certa consapevolezza: come non si devono aprire porte su mondi sconosciuti, oppure sfogliare libri che non dovrebbero essere letti, così la Musica proposta dai T.G.O.O. non va ascoltata in auto mentre vi recate al lavoro (a meno che non siate un dipendente della Miskatonic University). Brani lunghi, oppure brani lunghissimi, questa è la scelta; “Leng” richiede 15 minuti di ascolto, un vero viaggio mistico. Se invece restiamo intorno agli 8 minuti pezzi come “In The Mouth Of Madness” o “Astral Void (End Of The Dream)” faranno di voi dei veri Cultisti, la voce aggressiva di Benjamin Guerry spazza via le melodie di chitarra ed i duo basso/batteria martella come se non ci fosse futuro. Un disco difficile. Un disco meraviglioso. Questa band merita tutta la nostra attenzione, e di essere inserita tra i grandi del genere. (Lele Triton)

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