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Anche in un mercato ormai inflazionatissimo, con decine (centinaia?) di dischi in uscita ogni giorno, c’era una certa attesa fra i defenders più oltranzisti per il debutto dei Black Sword Thunder Attack. Tenuto in un alone di fumoso mistero, sia dalla band che dall’etichetta, il disco è il seguito dell’EP March Of The Damned, addirittura di cinque anni fa, che qui è in buona parte riproposto.
Al netto di quanto subito diremo, l’attesa è certamente ripagata: i greci riescono a forgiare una piccola gemma senza tempo, decisamente al di sopra di tante produzioni heavy/epic che vengono spacciate per ‘purissime’ ma in realtà non lo sono, o sono condizionate da una scrittura banale o banalizzante.
“The Black Sword”, che apre la scaletta, è così warlordiana che… finisce per suonare come i Lordian Guard! E allora la croce e la delizia di questa musica sono gli stessi della storica band di Tsamis: Mareike ha lo stesso stile di Vidonne Sayre-Riemenschneider (per quanto sia dotata di una tecnica migliore), i suoni sono impastati quasi allo stesso modo… però che sound meraviglioso! Una musica solenne e antica, che proviene dalle nebbie di un’epoca dimenticata ed ha dei caratteri veramente epic metal (definizione, per quel che riguarda il sottoscritto, ampiamente abusata in questi ultimi anni). Tastiere e synth danno un’aura arcana a “On The Way To Acheron”, che ha anche quel tocco medievaleggiante che rende il tutto ancora più irresistibile; “Evil Sorcery” ricorda quell’incedere ‘a marcia’ che fa pensare, ovviamente, all’inarrivabile “Deliver Us”.
Breve e arrembante “Through The Fires Of Hell”, mentre è incredibilmente evocativa, nel testo come nei toni, la power ballad “Last Flight Of The Eagle”, che trasuda un crepuscolare senso dell’epica. Buono anche il riff di “Song In The Night”, per un risultato finale che emoziona e coinvolge nel complesso.
Dopo essere stato deluso molte volte, nel trovare in giro l’etichetta ‘epic metal’ applicata a dozzinali dischi heavy metal con una copertina fantasy, posso oggi dire con certezza che i BSTA suonano questo genere.
E allora, se i Warlord sono ancora oggi una delle vostre stelle guida, anche dopo la scomparsa del loro fondatore (ma questo è un altro discorso…), fate vostro questo album, naturalmente e rigorosamente in vinile!



