BLACK SOUL HORDE – Symphony Of Chaos

Titolo: Symphony Of Chaos
Autore: Black Soul Horde
Nazione: Grecia
Genere: Heavy/Power Metal
Anno: 2025
Etichetta: Autoprodotto

Formazione:

Costas Papaspyrou – Chitarra
John Tsiakopoulos – Chitarra, Basso
Jim Kotsis – Voce

 


Tracce:

01. Lady Of Shadows
02. What The Night Invokes
03. In The Realm Of Silver Light
04. A Scream In The Snow
05. The Creatures Of The Night
06. Julian Graves
07. Wrath Of The Pharaohs
08. Death’s Parade
09. Dance Of The Eternal


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:350

Recensione scritta da Fabio Perf.

I Black Soul Horde vengono dal sottosuolo. Sanno benissimo che non faranno mai tour nei palazzetti, che non avranno mai milioni di streaming né venderanno vagonate di dischi; ma a loro non importa! Forgiati nell’acciaio più puro, i Black Soul Horde proseguono il loro cammino nel metal più incontaminato, narrando storie che prendono egualmente spunto dall’horror (in prevalenza) e dalla mitologia.
Scordatevi ritornelli ammiccanti, facili melodie o cori ruffiani. Qui ci sono solo galoppate metalliche, armonizzazioni ed assoli di chitarra, condite da una ritmica incalzante! I Black Soul Horde riprendono la lezione dei Maestri del metal anni ’80 europeo, mischiandola con la potenza del suono americano. L’umore dei pezzi va tra il battagliero e l’oscuro, anche se possiamo notare una cura per le parti vocali, atta a creare una convincente struttura melodica (senza però mai cadere in facili cliché).
L’incalzate “Lady Of Shadows”, brano d’apertura di questo nuovo “Symphony Of Chaos” (quarto album del combo greco), è un esempio di quanto detto poc’anzi: un’introduzione solennemente metallica dà il via alla chitarra, che inizia a sciorinare note a profusione per poi lasciare spazio ad una ritmica incalzante. La voce tagliente (ma pulita) del cantante Jim Kotsis ci guida sicura verso un ritornello ossessivo ma sufficientemente articolato. Di nuovo le chitarre tornano a comandare, con interventi mirati ma efficaci, fino al bell’assolo.
Ma quanto è fomentante il riff introduttivo di “In The Realm Of Silver Light”? Acciaio inossidabile, con un lavoro di chitarre da paura che si alterna al cantato metallico del già citato Kotsis.
La magia del metal anni ’80 rivive in “A Scream In The Snow”, brano più immediato ma con un ritornello quasi drammatico. Ancora una volta, un pregevole lavoro delle due asce.
“Julian Graves” è un pezzo oscuro e coinvolgente, grazie anche a delle belle armonizzazioni, che disegnano una melodia quasi sinistra, e alla parte narrata che ti fa entrare nel vivo della storia. Un bel ritornello fa il resto, supportato da cori convincenti.
Curiosa la scelta di riproporre una melodia molto simile per il ritornello della coppia “Wrath Of The Pharaohs” e “Death’s Parade”, brani che riprendono le peculiarità sonore ivi descritte.
Symphony Of Chaos è quindi un lavoro valido e davvero piacevole che, pur senza strafare, porterà gaudio e fomento a chi ama il metal più viscerale e puro.
I Black Soul Horde vengono dal sottosuolo e sanno benissimo che non faranno mai tour in palazzetti stracolmi, né venderanno vagonate di dischi. Sanno però altrettanto bene che un manipolo di fan devoti e fedeli sarà sempre lì, inamovibile, pronto ad aspettare i loro dischi e le loro esibizioni dal vivo, fintanto che il verbo metallico verrà divulgato. Presente!

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