ACROLYSIS – Intoxicator

Titolo: Intoxicator
Autore: Acrolysis
Nazione: Australia
Genere: Heavy Metal
Anno: 2025
Etichetta: Autoprodotto

Formazione:

Konstantine Ana – Voce, Chitarra
Sebastian Strangio – Basso
Phil McDermott – Batteria


Tracce:

01. I Feel Like Lightning
02. Intoxicator
03. Insane
04. Dead Man’s Hand
05. A Nicotine Prayer
06. Nevermore
07. The Inevitable
08. No Compromise
09. Melancholy In Stone
10. Phase 153


Voto del redattore HMW: 7/10

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Il trio australiano degli Acrolysis si è formato nel 2016 e dopo un EP, Black Dog Serenade, e il primo album, Revolution, quest’anno torna sul mercato con il suo ultimo lavoro, Intoxicator, un disco autoprodotto. Ed è un peccato. Nel senso che una produzione più accurata e un produttore di mestiere avrebbe giovato alla resa finale. In termini di qualità del suono, ora discreta, e in termini di esperienza, accorciando la durata del disco che è di quasi un’ora. Troppa.

La formazione ha subìto vari cambiamenti dai suoi esordi. E da quartetto iniziale, sono passati al terzetto attuale con il solo Konstantin Ana, chitarra e voce, presente dal primo singolo, Phil McDermott, in forza dal precedente album, e Sebastian Strangio, ultimo arrivato in casa Acrolysis.

Vengono presentati come una band heavy metal, ma oltre ad avere una solida base di heavy classico, aggiungono anche qualche nota thrash, doom, groove e grunge. Avete letto bene, grunge. E riescono anche ad inserirli, insieme ai loro richiami anni ottanta/novanta – e addirittura settanta (Black Sabbath) in alcuni passaggi – nei loro pezzi che, però, risultano a volte troppo articolati e prolissi.

La voce è pulita e melodiosa in alcune parti e roca e aggressiva in altre. Insomma, Konstantin riesce ad adeguare la sua ugola al momento giusto non solo cantando, ma anche interpretando e vivendo il brano con la giusta partecipazione.

L’heavy metal più tradizionale fa da apripista con “I Feel Like Something”. Un pezzone da motocicletta e gilet di pelle, un classico che apre le porte ad altri brani che di classico hanno poco, ma che nel loro insieme suonano come tali.

Gli Acrolysis tentano di uscire dai soliti stereotipi improntando la loro ricerca su un terreno fatto di vecchio e nuovo. E in parte ci riescono. Di sabbathiana memoria “Insane”, un viaggio nei seventies e nel doom dei maestri indiscussi del genere. “Nevermore” è una fucina di idee e generi metal racchiusi in tre minuti di canzone. Molto bella.

“A Nicotine Prayer” è il primo malloppazzo da otto minuti. Apertura in stile ballad grunge/doom fin a metà, per poi riprendere con voce e riff più carichi ed energici.

Prima dell’ultima maratona musicale di nove minuti, al gruppo sale una velata tristezza e ci presenta due pezzi malinconici inaspettati e di buona fattura, “No Compromise” e “Melancholy In Stone”. Sulla prima c’è, però, sempre il discorso della lunghezza, otto minuti! Eterna.

Il meglio delle loro capacità tecniche le dimostrano in “Phase 153”, la loro suite, una strumentale con passaggi progressive, organo e orchestra. Le idee le hanno e questo è fuori discussione, ma quello che non hanno è il dono della sintesi, e questo è altrettanto fuori discussione.

Se non fosse per la durata eccessiva e che alla lunga stanca, sarebbe stato un lavoro da otto di valutazione. I pezzi lunghi, i tre oltre gli otto minuti, sono esageratamente allungati. Fossero durati esattamente la metà, e si poteva fare, avrebbero suonato sicuramente meglio e non avrebbero ammorbato l’ascolto.

E avrei anche eliminato un paio di pezzi. Come “Intoxicator” e “Dead Man’s Hand”, riempitivi che non aggiungono nulla al disco e che risultano gli unici due senza qualche loro “strana” trovata, che è comunque il loro marchio di fabbrica. Insomma, anonimi.

Quello che ci andrebbe all’interno della custodia del disco e del cd degli Acrolysis è un bugiardino con le istruzioni a seguire. Posologia: al massimo quattro pezzi al giorno, prima, dopo o durante i pasti non fa differenza. Al bisogno aggiungere un brano in più, ma uno da non oltre quattro minuti. Non abusare, altrimenti si rischia perdita di concentrazione e sonnolenza.
Importante: tenere lontano dalla portata dei trapper e dei neomelodici, potrebbe risultare nocivo.

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