BATTLE BEAST + Dominum + Majestica – 07/12/2025 – Live Music Club, Trezzo sull’Adda (MI)


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European Tour 2025
BATTLE BEAST + Dominum + Majestica
Live Music Club, Trezzo sull’Adda (MI)
7 dicembre 2025

Dopo due concerti di fila quasi sotto casa, questa volta mi tocca un’altra trasferta. Ma va bene così. Questa volta si va a Trezzo sull’Adda per vedere i Majestica, Dominum e Battle Beast.

Ma come, direbbe qualcuno, hai denigrato con peste e corna la prova live dei Beast In Black, ed ora vai a vedere quelli “da cui tutto ebbe origine”.

Calma, direi io.

Primo, ci sono i Majestica che, non so per quale preciso motivo, ma mi piacciono parecchio e in più hanno Tommy Johanssen che, per me, è uno dei personaggi più simpatici nell’ambito metal (e pure uno strumentista e cantante con i controgenitali).

Secondo, i Battle Beast sono una band con una vocalist pazzesca e che, dal vivo, utilizzano sì le basi registrate (inevitabili) ma, dove richiesto, suonano e cantano loro. E qui sta la grossa differenza. Non musicale (anche quello), ma di approccio al concerto, completamente diversa dagli opener degli Helloween con i loro clamorosi “aiutini”. I supporti registrati sono ridotti al minimo indispensabile.

E comunque preferisco la discografia dei Battle Beast. L’ho già scritto in precedenza e lo ribadisco, anni luce meglio Noora e Co. Punto.

Terzo, ci sono i Dominum… no, non è vero. Questo gruppo lo conosco poco. Quello che ho ascoltato non mi piace, ma, come sempre, sono qui a giudicare la prestazione e non la musica in sé.

Partenza come mio solito molto presto, verso le quindici, per evitare un possibile affollamento autostradale dovuto alla festività di Sant’ambrogio (leggero traffico scorrevole) ed arrivo, ovviamente, incredibilmente in anticipo verso le sedici e trenta. Un freddo polare ci ha accolti e quindi ci siamo rifugiati davanti al supermercato di fronte al locale, il quale viene puntualmente preso d’assalto da noi metallari ad ogni concerto fatto al “Live”.

Mezzoretta prima dell’apertura ci mettiamo in coda. L’apertura avviene con quindici minuti di ritardo ed io, che sono venuto principalmente per i Majestica e che dovrebbero suonare appena un quarto d’ora dopo, inizio a innervosirmi e a proferire parole e ingiurie poco natalizie.

Una volta entrati scopriamo che gli orari sono tutti slittati di quindici minuti. Quindi i miei improperi sono stati inutili e, anzi, mi sono sicuramente costati la presenza, se mai ci fosse stata, nella lista dei “buoni” di Babbo Natale.

Pazienza, caro Santa Claus, anche quest’anno sarà per il prossimo. Intanto stanno per iniziare gli svedesi. Mi preparo e mi avvicino e sono praticamente attaccato alle transenne. Il treno dei Majestica sta per partire (in ritardo, ma niente di strano, siamo in Italia).

I Majestica sono Tommy, si sa. Li vediamo di supporto ed aprire in questo tour con appena trenta minuti a disposizione. Mi piange il cuore, lo ammetto. A sentire molti dei presenti in sala, ci si domanda il perché della loro posizione in fondo al bill e, non avendo una risposta, confido nel fatto che il gruppo successivo sia incredibilmente efficace in sede live.

Per ora mi godo gli svedesi che partono subito forte con il brano “Power Train”, e noto un entusiasmo da parte dei presenti e una “devozione” ai Majestica che sinceramente non mi sarei mai aspettato. Grandi incitamenti alla band da parte di tutti e coinvolgimento alle stelle del pubblico, che mi trascina nel suo fervore in modo improvviso e inaspettato.

Seguono “Night Call Girl” e “Rising Tide” dal primo album Above The Sky e la band continua a tenere altissimo il livello adrenalinico. Sul palco Petter e Joel si alternano nelle varie postazioni e corrono da una parte all’altra del palco senza fermarsi un momento. Purtroppo la batteria è un po’ sacrificata in un angolo, ma Joel non si scoraggia e martella senza sosta per tutto il tempo. Tommy canta e fa cantare la sua chitarra in maniera strepitosa e intrattiene continuamente i suoi fan scambiando divertenti battute, anche in un discreto italiano.

I pezzi scivolano lisci come l’olio uno dietro l’altro. Il power metal del gruppo è gioioso e la sua solarità contagia tutti fino a creare un pogo al centro del pit. Un pogo non feroce, ma sempre di pogo si tratta.

Tommy ad un certo punto, non mi ricordo quando di preciso, ci vuole regalare un pezzo nuovo, e intona “Una Canzone D’Amore” degli 883. Giusto una strofa prima di smetterla e ricordarci di essere ad un concerto metal.

Si ritorna all’ultimo lavoro in studio con “No Pain, No Gain”. Gli assoli dei due chitarristi si intrecciano magistralmente e l’intesa tra tutti i componenti è perfetta. “Above The Sky” è il preludio al gran finale di “Metal United”.

Hanno avuto poco tempo a disposizione, ma i Majestica l’hanno sfruttato alla grande. Non ci sono appunti da fare, i suoni erano buoni, la band ha dato tutto, ottimo direi.

Pubblico in delirio, nome della band gridato più volte a gran voce e applausi ininterrotti fino alla loro uscita. Non vorrei essere nei panni del prossimo gruppo…

Scaletta Majestica:
Intro
01. Power Train
02. Night Call Girl
03. Rising Tide
04. No Pain, No Gain
05. Above The Sky
06. Metal United
Outro (Alliance Forever)

Formazione Majestica:
Tommy Johansson – Voce, Chitarra
Chris David – Basso
Joel Kollberg – Batteria
Petter Hjerpe – Chitarra

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Bene, ora tocca ai Dominum. Cambio di palco veloce e i tedeschi iniziano il loro spettacolo. Hanno una cinquantina di minuti a disposizione e attaccano subito con “Danger Danger” dal primo album Hey Living People.

Si nota da subito che il pubblico è interessato, ma l’entusiasmo è molto calato rispetto all’esibizione del gruppo precedente. E credo che il tipo di musica proposto dalla band non sia proprio un genere che ti avvolga e travolga. Come già anticipato sopra, la loro proposta non mi dice assolutamente nulla e quindi, prima d’ora, oltre ad un ascolto distratto dei loro pezzi non sono andato. Non ho mai approfondito i loro testi ma, visto il loro look, presumo che richiamino l’horror e affini. Anche perché la musica non ha assolutamente nulla che possa giustificare le loro maschere e il loro trucco. Nulla.

Il gruppo continua la sua performance con “Killed By Life” e “The Dead Don’t Die” dalla loro ultima fatica. L’impegno c’è e si vede. Il cantante, Dr. Dead, ha una bella voce e una buona presenza, canta rischiandosela in alcuni passaggi, e purtroppo rischia troppo, ma tutto sommato se la cava dignitosamente offrendo una buona prova. La chitarra di Tommy Kemp ha un volume troppo basso e per più della metà dell’esibizione si sente poco e male. Mentre il basso di Patient Zero è fin troppo presente fino alla fine. I suoni fin oltre alla metà della loro prova sono stati regolati in maniera insufficiente e questo ha penalizzato il gruppo teutonico.

Non riuscendo a capire perché ci sia la parola metal accostata al loro nome mi sono concentrato e mi sono sforzato di cogliere qualche sfumatura che su disco, forse, mi è sfuggita.

“Frankenstein”, un loro cavallo di battaglia ha anticipato “We Are Forlorn”, che ha un’intro degna delle maschere che portano, ma che non ha reso per via dei pessimi suoni e “Don’t Get Bitten By The Wrong Ones” che, a parte il titolo geniale, ha fatto scemare quel po’ di pathos che la precedente era riuscita, faticosamente, a creare. E niente, continuo a non capire che ci facciano qui, stasera, e soprattutto dopo i Majestica. La sfumatura che cercavo sopra non l’ho trovata, mi spiace.

E non ho nemmeno capito il momento della cover, “Rock You Like A Hurricane”. Ora, cosa c’entri questa canzone, con questa band e con la loro proposta, non ne ho la più pallida idea, ma tant’è. Questa hanno fatto. Il risultato? Non chiedetelo a me, per favore, è Natale e non vorrei uscire anche dalla lista dei “cattivi”.

Ultimo pezzo con “Immortalis Dominum” e fine del live dei Dominum. Apprezzo sicuramente il fatto che anche loro abbiano le basi al minimo e ci mettano tanto del loro e il fatto che sul palco non si risparmino assolutamente, ma la sensazione che mi hanno lasciato alla fine è quella di un gruppo anonimo. Non mi è rimasto niente. Come direbbe un giornalista sportivo, “impalpabili”.

Scaletta Dominum
01. Danger Danger
02. Killed By Life
03. The Dead Don’t Die
04. Frankenstein
05. We Are Forlorn
06. Don’t Get Bitten By The Wrong Ones
07. Rock You Like A Hurrricane (Scorpions cover)
08. We All Taste The Same
09. The Chosen Ones
10. Immortalis Dominum

Formazione Dominum
Dr. Dead – Voce
Patient Zero – Basso
Victor Hiltop – Batteria
Tommy Kemp – Chitarra

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Un mese e mezzo fa ero qui a delirare per gli Obituary. E oggi sono qui per i Battle Beast e per sentire la voce di Noora, semplicemente fantastica. Trovo che questa band sia il giusto compromesso tra il metal e l’orecchiabilità più spinta. Le loro indubbie capacità e il loro livello compositivo tecnicamente molto valido rappresentano il top di questo tipo di musica. Poi si sa, in quanto a melodia gli scandinavi sono dei maestri.

Ma tornando al live, il sestetto ha offerto una prova di spessore. Un’ora e quarantacinque minuti di puro piacere armonioso.

Un inizio perfetto con “Straight To The Heart”, “Master Of Illusion” e “Last Goodbye”. I musicisti sono tutti sul pezzo (il solo Joona mi è parso affaticato, la stanchezza del tour inizia a farsi sentire) e la voglia di coinvolgere e creare un tutt’uno con il pubblico è lampante. Il carisma della cantante, poi, è assoluto. In piedi sulla pedana, con i suoi movimenti felini , con la sua voce e stop. Basta e avanza.

“Here We Are”, “No More Hollywood Endings” e “Eye Of The Storm” fanno cantare e ballare tutti. Ho scritto ballare, e non ho sbagliato. C’è gente che balla e gente che poga, fantastico.

Le tastiere di Janne creano sempre quel sottofondo melodico che è l’anima del gruppo. Eero ha cercato di affogarlo facendogli bere un’intera lattina di birra in un unico sorso. Operazione non riuscita. Seppur a fatica, il tastierista finlandese ha portato a termine l’impresa. E da come gli fa difetto sul davanti la maglietta, l’impresa non deve essere un fatto isolato.

Juuso è scatenato, continua a scapocciare incessantemente e Pyry si esibisce in un fuoricampo con le bacchette della batteria colpendo e scaraventando lontano una lattina (ma guarda un po’) lanciatagli dal buon Eero, indiscusso animatore della serata.

L’atmosfera è rovente, il pubblico è veramente coinvolto e, se devo essere onesto, raramente ho visto una simile partecipazione. Veramente bello e semplicemente come dovrebbe essere un concerto, una festa. Pensavo di divertirmi, ma qui siamo andati ben oltre le mie più rosee aspettative.

Arriviamo a “Twilight Cabaret”, pezzo trascinante con le tastiere impazzite di Janne che la fanno da protagoniste. Con “Steelbound” e “Eden” finisce la prima parte del concerto, un attimo di respiro e una gran voglia di rivederli subito sul palco.

Chiamati per l’ennesima volta a gran voce, i Battle Beast tornano per il gran finale, suggellato da “King For A Day” e “Wings Of Light”.

Per chi volesse, si riguardi l’intero concerto registrato. Professionale a dir poco.

Che devo aggiungere. Se mi son piaciuti? Li rivedrei domani, fate un po’ voi. I have a dream, che un giorno possa vedere un bel concerto con Obituary, Coroner, Battle Beast, Pretty Boy Floyd e senza che nessuno del pubblico rompa le gonadi agli altri durante l’esibizione di uno dei quattro gruppi.

Babbo Natale, fammi questo regalo. Ti prometto che sarò più buono…

Scaletta Battle Beast:
01. Straight To The Heart
02. Master Of Illusion
03. Last Goodbye
04. Here We Are
05. No More Hollywood Endings
06. Eye Of The Storm
07. Blood Of Heroes
08. Where Angels Fear To Fly
09. Watch The Sky Fall
10. Twilight Cabaret
11. Bastard Son Of Odin
12. Angel Of Midnight
13. Steelbound
14. Eden
15. The Long Road
16. King For A Day
17. Wings Of Light

Formazione Battle Beast:
Noora Louhimo – Voce
Juuso Soinio – Chitarra
Joona Björkroth – Chitarra
Janne Björkroth – Tastiera
Eero Sipilä – Basso
Pyry Vikki – Batteria

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Visto che la volta prima che sono venuto al Live Music Club è stato per il Thrash of the Titans, non mi si dica che non sono di larghe vedute, o meglio, di larghe “ascoltate”. Ho le mie preferenze, ma mi piace spaziare. E poi, quando qualcuno è bravo, è bravo. Poche storie.

Mentre sto scrivendo questo noiosissimo report, mi sto sentendo nuovamente il live dei Battle Beast che registrano sempre per lo streaming. Che bello sentire Noora con la sua incredibile voce, la sua bellissima risata, i cori non sempre precisi della band, e tutto il resto che ha reso questo show uno spettacolo memorabile. Come i Majestica, che hanno contribuito, e non poco, a rendere questa serata un’esperienza da ricordare a lungo.

I Dominum ci hanno provato, e diciamo che va bene così (Babbo Natale, hai visto che a volte sono anche buono, segnatelo per il prossimo anno).

Si torna a casa. Stipati nella mia auto, in cinque e con i giubbotti invernali, ci accingiamo a tornare a Torino, ben contenti e soddisfatti del tempo trascorso.

Solito dilemma sul cosa ascoltare. Ma sì, mettiamo su i ReinXeed. E chiudiamo il cerchio.

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