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Il mio rapporto con il folk metal è sempre stato piuttosto limitato, ridotto quasi esclusivamente agli storici In Extremo. Tuttavia, durante una recente serata all’Alcatraz di Milano per il concerto degli Arch Enemy, mi sono imbattuto negli Eluveitie e devo ammettere che la loro resa dal vivo mi ha particolarmente colpito: presenza scenica notevole, tecnica impeccabile e una sorprendente capacità di fondere strumenti tradizionali con il metal più moderno. Da lì, la curiosità mi ha spinto ad approfondire, ascoltando il loro ultimo lavoro Ànv, pubblicato da Nuclear Blast.
Con una durata di quarantuno minuti, Ànv degli Eluveitie ci immerge in un viaggio tra le nebbie della cultura celtica, dove strumenti tradizionali come arpa, violino e flauti si fondono in modo magistrale con la potenza del melodic death metal. A guidarci in questa esperienza sonora è la voce limpida e intensa di Fabienne Erni, che raggiunge uno dei suoi picchi emotivi nel brano “Awen”, vera perla atmosferica dell’album.
In contrasto perfetto arriva la furia vocale di Chrigel Glanzmann, da sempre furia trainante del gruppo, che in “Premonition” sferra un attacco diretto, con uno screaming tagliente che richiama le migliori produzioni di Dark Tranquillity, In Flames e At The Gates. Il pezzo brilla anche grazie al contributo della violinista Lea Sophie Fischer, la cui performance dona spessore e tensione emotiva alla traccia, rendendola una delle più riuscite del disco.
Con il procedere dei brani, alcune scelte stilistiche tendono a perdere mordente: le suggestive atmosfere folk — elemento distintivo degli Eluveitie — vengono talvolta messe in secondo piano da sezioni più moderne meno caratterizzanti. Un esempio emblematico è “Prodigal Son”, brano che potrebbe spiazzare e dividere, soprattutto tra i fan dei primi tempi e chi apprezza virate più contemporanee.
In conclusione, Ànv è un album solido, ben suonato e ottimamente prodotto, che potrà conquistare nuovi ascoltatori senza tradire del tutto i fan storici. Qualche scivolone c’è, ma nel complesso resta una prova convincente, capace di trovare il suo massimo potenziale sul palco, dove la band da davvero il meglio di sé.
Brani preferiti : “Premonition”, “Awen”, “Anamcara”, “The Harvest”



