PERTURBATOR + KÆlan Mikla + Gost – 03/12/2025 – Live Music Club, Trezzo Sull’Adda (MI)


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PERTURBATOR + KÆlan Mikla + Gost
Live Music Club, Trezzo Sull’Adda (MI)
3 dicembre 2025

Perturbator? Cosa ci fa un “Metallaro Quarantenne” ad un concerto di questo qui? Un concerto di un genere che dovrebbe essere ben lontano da quello che sono i gusti del classico frequentatore di concerti metal… oppure no?

Arriva in Italia per promuovere il nuovo disco “Age Of Aquarius” un gruppo (o forse dovremmo dire un duo? Lascio a voi la scelta) che mescola i propri synth con una sessione ritmica suonata e con attitudine a quel metallo che, ascoltandoli, forse non è nemmeno così lontano.

Ma andiamo con ordine: a aprire la serata ci sono i GOST, progetto che apprezzo ma che chiaramente mi perdo per l’orario. Un appunto: ok che si parla di un giorno in settimana, ma partire con una band alle 19.20 è assurdo. Ma come si può pretende di attraversare Milano, affrontare tangenziali, autostrade all’ora di punta? Dai ragazzi, mi sta bene non andare a casa a notte fonda, ma anche solo le 20 potevano essere un ottimo orario, anche per avere qualcuno di più sotto palco.

Arrivo al Live di Trezzo mentre si sta allestendo il palco per le KÆLAN MIKLA. Lo spazio per loro è poco, visto che la maggior parte del palco è occupato dalla struttura (coperta da un telo nero) dei Perturbator. Un inizio di concerto difficoltoso, con la voce che non esce dalle casse se non in lontananza, ma dopo un pezzo il tutto si risolve. Ma nonostante questo, le tre ragazze dall’Islanda (dalla capitale Reykjavík) riescono a produrre un bello spettacolo. Tastiere e drum machine, basso e voce. Non serve altro per creare atmosfere, ma allo stesso tempo ritmo e brani accattivanti. Movimenti sinuosi e sofferti della cantante Laufey Soffía, con quel vestito nero di pizzo che sembra ondeggiare grazie al vento glaciale del nord, un grido sofferto e straziante che ha l’apice con il brano “Sólstöður”. Una band strana, stranissima, e assolutamente affascinante. Da scoprire.

Un lungo cambio palco, mille controlli alla parte di luci e si può iniziare con lo spettacolo dei PERTURBATOR. I due musicisti sono sollevati rispetto al palco su una struttura centrale, tastiere a sinistra e batteria a destra. Scenografico, ovviamente già visto nei vari video che si trovano in rete: ma trovarsi dal vivo è qualcosa di incredibile. La quantità di luci, fumogeni, effetti, strobo… qualcosa di immersivo e coinvolgente.

Nonostante non sia pieno un bel numero di persone è presente sotto il palco, fino ad arrivare in zona mixer. Un pubblico strano, fatto di persone che, sicuramente, sono del settore elettronico, ma anche tanti palesemente metallari deviati da tonnellate di contaminazioni. Dietro alle tastiere è anche presente una chitarra, che James Kent utilizza in alcuni brani. La scaletta spazia tra l’ultimo disco, da cui prende molti brani come “Lunacy“, “The Art Of War“, “The Glass Staircase” e la splendida “Apocalypse Now“, fatta in collaborazione con gli Ulver (dal vivo viene messa in base la voce), per passare a pezzi ormai consolidati come “Venger“, “Future Club” e “Neo Tokyo“. Durante l’esibizione poi il blocco centrale sollevato si scopre che è motorizzato, muovendosi e separando i due musicisti per creare ulteriori giochi di luci ed effetti sul palco.

Synthwave, cyberpunk, electronic, industrial, retrowave… tutto questo è oggi Perturbator. Un insieme di generi che si fonde per creare qualcosa di unico, uno spettacolo che solo dal vivo si riesce forse a comprendere.

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