BIOHAZARD – Divided We Fall

Titolo: Divided We Fall
Autore: Biohazard
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hardcore
Anno: 2025
Etichetta: BLKIIBLK

Formazione:

Billy Graziadei – Voce e chitarra
Bobby Hambel – Chitarra solista
Danny Schuler – Batteria
Evan Seinfeld – Voce e basso


Tracce:

01. F**k the System
02. Forsaken
03. Eyes on Six
04. Death of Me
05. Word to the Wise
06. Fight to be Free
07. War Inside Me
08. S.I.T.F.O.A.
09. Tear Down the Walls
10. I Will Overcome
11. Warriors


Voto del redattore HMW: 7,5/10

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“Rimanete duri e tutti d’un pezzo a prescindere da ciò che la vita vi riserva”. Eh sì, perché questo è il motto di una band che da decenni spacca il mondo con il proprio suono fatto di hardcore, punk, metal e hip hop nato e mescolato nei bassifondi di New York ed influenzato dal nascente nu metal novantiano. Finalmente i newyorkesi Biohazard tornano con la loro formazione originale composta da Billy Graziadei alla voce, Bobby Hambel alla chitarra, Evan Seinfeld al basso e Danny Schuler alla batteria riportando ai propri supporter un sound più vitale e furioso che mai. Il loro coinvolgente hardcore mischiato al metal è quel tipo di musica che già dalla fine degli anni ’80 ci fa saltare e pogare senza tregua sotto i palchi. Il loro omonimo debutto del 1990 è stato il trampolino di lancio per firmare prima con la Roadrunner Records, arrivando al successo con il successivo Urban Discipline, e poi, dopo, accasarsi alla Warner Bros con l’incisione di State Of The World Address e di Mata Leao capaci di renderli una delle formazioni più importanti e più influenti dell’hardcore internazionale. Dopo questi trionfi la discesa verso gli inferi è breve e veloce portandoli a lavorare con etichette indipendenti, a cambiare spesso formazioni e a fermarsi nella pubblicazione di nuovi album.

Per fortuna dopo tredici anni di silenzio la BLKIIBLK, costola dura della nostrana Frontiers Records, da loro la possibilità di rimettersi in careggiata con quest’ultimo lavoro intitolato Divided We Fal in cui gli americani sembrano tornati ai vecchi tempi suonando in modo vivace, ruvido, pesante e senza compromessi. Lo si sente immediatamente dall’apripista cadenzato di “Fuck The System”, pezzo dall’aura tagliente impreziosito dalle urla incazzate e inquietanti di Billy ed Evan. Il suono acerbo e massiccio ed il cantato profondo e in certe parti molto vicino al rap, vero e proprio marchio di fabbrica del combo, continuano con la selvaggia “Forsaken”, in cui, anche qui, i tirati giri di chitarra di Bobby Hambel entrano prepotentemente in scena ed in modo metallico incastrandosi perfettamente nella roboante e collaudata sezione ritmica. Siamo di fronte ad un classico e cupo hardcore guidato da una cavalcante e inarrestabile sezione ritmica. Idem per la sinistra e ritmata, “Eyes On Six”, uno dei pezzi più duri e veloci della raccolta ma allo stesso tempo anche molto orecchiabile. Il tono rumoroso e incazzato prosegue con la rabbiosa “Death Of Me”, che a differenza delle tracce precedenti marcia un po’ più lentamente mentre qui l’ugola di Billy si inasprisce sempre di più sotto vorticosi riff e allucinogeni assoli di chitarra dell’ottimo Hambel. Quest’ultimo sforna ancora con Graziadei un tagliente e orientaleggiante lavoro di chitarra nella micidiale “Words To The Wise”, che riporta piacevolmente indietro nel tempo.  Praticamente i tanti anni trascorsi non li hanno indeboliti perché questa raccolta dimostra che sono ancora pesanti e incavolati con il sistema che ci circonda.

La produzione di Matt Hyde (Slayer, Hatebreed, Deftones) cattura la forza del quartetto di New York senza smussarne gli spigoli ma al contrario evidenziando i loro punti di forza basati su imponenti e rapidi giri di chitarra elettrica, ringhiose linee di basso ed una martellante e precisa batteria. Ciò si nota prevalentemente in brani come la travolgente ed esplosiva “War Inside Me” in cui si aggiunge la devastante e feroce timbrica vocale di Billy messa in primo piano per rompere i timpani del gasato ascoltatore finale. L’unico passo falso del platter arriva nella successiva e cruda “S.I.T.F.O.A” (“Strength In The Face Of Adversity”), caratterizzata da urlati ritornelli, e da una struttura e un cantato che strizzano troppo l’occhio al rap facendo perdere un po’ di credibilità e di forza. Il continuo carico e scarico di vigore e durezza proseguono nelle finali “Tear Down The Walls” e nella battagliera “I Will Overcome”, in cui ancora una volta la tensione vocale tra Evan e Billy è una lezione magistrale della loro riuscitissima interazione distintiva sotto i colpi di cattive e veloci armonie di hardcore e di thrash metal. I testi sono politici, di vita vissuta ma soprattutto di resilienza e lotta, virtù che non devono mai venire meno anche quando le cose non girano per il verso giusto, perché c’è sempre una via d’uscita. L’ultima e letale, “Warriors”, è la liberazione finale dalla tempesta sonora scatenata dagli statunitensi che chiudono con il botto e con una imponente furia ceca. Sembra di stare sotto il palco in un concerto dei Biohazard a gridare e pogare come forsennati inseguiti e colpiti dalle distruggenti note uscite dalle potentissime chitarre elettriche e dai colpi sparati a salve da una tellurica e battente sezione ritmica.

I Biohazard non sono morti e con Divided We Fal segnano un nuovo capitolo di una carriera leggendaria che continua instancabilmente anche ai giorni nostri riaffermandosi ancora come un gruppo rock capace di lottare contro i poteri forti in un mondo che continua ancora ad andare a rotoli. Bravi e sinceri nell’unire aggressività e groove come avveniva negli anni più belli della loro storia. Supportiamoli perché lo meritano!

 

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