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Seguo fin dagli inizi questo progetto di Filippo Tezza, vulcanico polistrumentista veronese, impegnato in numerose formazioni che spaziano principalmente fra il power e il death metal. In una vecch(issim)a intervista, Filippo mi rivelò che aveva scelto il monicker pensando ai dischi solisti di Luca Turilli, e devo dire che negli LP di questa one-man band si respira a pieni polmoni l’aria dell’Italian power metal dell’epoca d’oro. Certamente, rispetto ai primi album (l’esordio, The Message, è del 2013) il sound si è un po’ contaminato, seguendo con discrezione le tendenze dell’ultimo decennio; ma quella magia primordiale riecheggia ancora (è proprio il caso di dirlo!) nelle composizioni di questo Echoes From The Winter Silence.
La cristallina “For A New Hope” ha un giro portante veramente happy, ma senza essere zuccheroso o scontato; la tecnica chitarristica dell’assolo è sempre apprezzabile. La speditissima “The Shining Path” suona addirittura come i Majestica; molto interessante “One Last Sacrifice”, che a una prima parte da vecchi (vecchissimi!) Sonata Arctica oppone una seconda più d’atmosfera e intricata, con un’altra progressione strumentale rapidissima.
Mirabile la power ballad “This Journey begins”, costruita su un crescendo davvero riuscito, e con una linea vocale che fa emozionare. Qualche elemento di extreme metal in “Sacred Fire”; si chiude con la suite “Winter Of Souls”, che non va lontana dai quindici minuti di durata. Contrariamente a quanto avviene di solito in questi brani, Filippo spara quasi subito una parte tirata, e si concede anche un assolo quasi dissonante, e certamente lontano dalla melodia che si respira nel resto del disco. Il risultato complessivo è comunque armonico e bilanciato.
Continuo a preferire The Message, che aveva una spontaneità e una genuinità forse non più replicabili, ma Echoes From The Winter Silence mostra ancora una volta come a casa nostra, almeno per quanto riguarda il mio genere preferito, restano molte eccellenze da scoprire!



