TEZZA F. – Echoes From The Winter Silence

Titolo: Echoes From The Winter Silence
Autore: Tezza F.
Nazione: Italia
Genere: Power Metal
Anno: 2025
Etichetta: Elevate Records

Formazione:

Filippo Tezza – Chitarre, Basso, Tastiere, Piano, Voce, Batteria programmata


Tracce:

01. For A New Hope
02. The Shining Path
03. Darkness
04. One Last Sacrifice
05. Tides Of War
06. This Journey Begins
07. Sacred Fire
08. Winter Of Souls


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:441

Seguo fin dagli inizi questo progetto di Filippo Tezza, vulcanico polistrumentista veronese, impegnato in numerose formazioni che spaziano principalmente fra il power e il death metal. In una vecch(issim)a intervista, Filippo mi rivelò che aveva scelto il monicker pensando ai dischi solisti di Luca Turilli, e devo dire che negli LP di questa one-man band si respira a pieni polmoni l’aria dell’Italian power metal dell’epoca d’oro. Certamente, rispetto ai primi album (l’esordio, The Message, è del 2013) il sound si è un po’ contaminato, seguendo con discrezione le tendenze dell’ultimo decennio; ma quella magia primordiale riecheggia ancora (è proprio il caso di dirlo!) nelle composizioni di questo Echoes From The Winter Silence.

La cristallina “For A New Hope” ha un giro portante veramente happy, ma senza essere zuccheroso o scontato; la tecnica chitarristica dell’assolo è sempre apprezzabile. La speditissima “The Shining Path” suona addirittura come i Majestica; molto interessante “One Last Sacrifice”, che a una prima parte da vecchi (vecchissimi!) Sonata Arctica oppone una seconda più d’atmosfera e intricata, con un’altra progressione strumentale rapidissima.

Mirabile la power ballad “This Journey begins”, costruita su un crescendo davvero riuscito, e con una linea vocale che fa emozionare. Qualche elemento di extreme metal in “Sacred Fire”; si chiude con la suite “Winter Of Souls”, che non va lontana dai quindici minuti di durata. Contrariamente a quanto avviene di solito in questi brani, Filippo spara quasi subito una parte tirata, e si concede anche un assolo quasi dissonante, e certamente lontano dalla melodia che si respira nel resto del disco. Il risultato complessivo è comunque armonico e bilanciato.

Continuo a preferire The Message, che aveva una spontaneità e una genuinità forse non più replicabili, ma Echoes From The Winter Silence mostra ancora una volta come a casa nostra, almeno per quanto riguarda il mio genere preferito, restano molte eccellenze da scoprire!

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