A distanza dal monumentale Daemon (2019), i Mayhem tornano a reclamare il trono del metal estremo. Nel loro quinto decennio di attività, la band norvegese dimostra di non essere solo un manipolo di precursori, ma dei veri fuoriclasse capaci di plasmare il genere a propria immagine.
Il nuovo album Liturgy Of Death (disponibile su Century Media Records) è un concentrato di nichilismo e vitalità oscura che esplora il concetto della fine.
È un disco tanto spietato quanto vitale, oscuro, veloce e implacabile, incentrato sul concetto filosofico della Morte che permea l’intero disco.
Si focalizza sulla perdita, la paura di morire e l’impotenza umana, che contrasta con il concetto di una vita fatta di esperienze intense che comunque sia giungerà ad una fine identificando la Morte “una bellezza oscura”, una porta per una dimensione superiore.
Questo contrasto tra la fragilità della vita e l’ineluttabilità della fine crea un’atmosfera densa, dove la velocità d’esecuzione si fonde con una profondità spirituale inquietante.
La produzione moderna esalta questo caos controllato, un approccio che abbiamo già lodato recentemente nella recensione di Ashpawn degli Enthroned (che vi consigliamo caldamente di recuperare sul nostro sito).
L’album si apre con una vera chicca: “Ephemeral Eternity”, che vede il ritorno di Garm (Kristoffer Rygg degli Ulver) alla voce. Il contrasto stilistico tra le due entità è magnetico e prepara il terreno per il resto del massacro.
Seguono i singoli che abbiamo già avuto modo di apprezzare: “Weep For Nothing” è un inno a un nichilismo puro con riff taglienti, mentre “Despair” è un brano dalla carica inarrestabile.
Se Daemon (2019) ci era piaciuto, qui si avverte un ulteriore passo avanti. Una menzione speciale va a “Aeon’s End”, un pezzo che unisce storia e potenza in modo eccellente, seguito da “Funeral Of Existence”, traccia leggermente più atmosferica ma altrettanto profonda.
La tessitura di “Realms Of Endless Misery” è da considerarsi letteralmente la bandiera del Black Metal Norvegese , che ci porta alla potente “Propitus Of Death”, per concludersi con la contorta e decisamente malata “The Sentence Of Absolution”.
Resta spazio per le due bonus track “Life Is A Corpse You Drag”, dove spicca un notevole guitar solo fra le dissonanze della traccia e “Sancta Mendacia”, che chiude l’album con la sua devastazione sonora.
L’attuale line-up dei Mayhem è il perfetto equilibrio tra eredità e rinnovamento. Il fondatore Necrobutcher al basso, lo storico Hellhammer alla batteria e il carismatico Attila Csihar sono affiancati dalle chitarre affilate di Teloch e Ghul.
Proprio Ghul ha ribadito la filosofia della band: “La nostra musica è estrema perché la gente è estrema. Non è fatta per essere confortevole, è fatta per consumarti. Questo è ciò che i MAYHEM hanno sempre rappresentato.”
E ora non ci resta che attenderli in Italia il 17 febbraio 2026, quando arriveranno con il loro “Death Over Europe Tour 2026” supportati da Dark Funeral e Immolation all’Alcatraz di Milano, per un massacro annunciato.
Noi saremo lì, under the stage, per raccontarvelo.
Stay Tuned!