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La band progressive death metal di Boston, GRAVEBORN, è pronta a tornare questa primavera con l’uscita del suo quinto album full-length, Metempsychosis.
Nei cinque anni trascorsi dalla pubblicazione di Transmigrator (2021), i GRAVEBORN hanno lavorato con meticolosità al loro nuovo magnum opus: un concept album di 11 tracce che esplora la continuità di fronte al collasso.
Nel corso di Metempsychosis, i GRAVEBORN mettono alla prova sé stessi e l’ascoltatore, invitandoli a fissare un abisso sia interiore che esteriore. Muovendosi dalla frattura psicologica individuale al declino della società e dell’intera specie, l’album rifiuta le narrazioni di tragedia o trionfo, trattando la distruzione come un meccanismo necessario di trasmissione.
Metempsychosis pone una sola domanda e si rifiuta di addolcirne la risposta: cosa rimane quando tutto il resto è scomparso?
È possibile ascoltare una parte di questo viaggio attraverso il nuovo singolo e traccia conclusiva dell’album, “Orthologs”. Il lyric video è disponibile ora su YouTube.
Il cantante John Leblanc descrive il brano come la dichiarazione finale dell’album: una riflessione sulla coscienza come continuità e sulla natura dell’evoluzione del sé.
«“Orthologs” parla di ciò che sopravvive dopo l’annientamento, non come speranza, ma come funzione. È evoluzione sotto pressione. Trasformazione forzata. L’essenza del sé persiste, ma la forma cambia radicalmente. Non torno a ciò che ero. Non guarisco tornando alla vecchia forma. Divento qualcos’altro perché la sopravvivenza lo richiede. Come i geni ortologhi, la struttura diverge, ma lo scopo fondamentale resta intatto. Questo non è trionfale. È reale. Non è un giro di vittoria. È il momento dopo le fauci, quando qualcosa è ancora in piedi. Non perché sia intatto, ma perché si è adattato.
Questa canzone significa che la continuità non è conforto. La continuità è persistenza. Sono cambiato. Non sono integro. Ma qualcosa di essenziale funziona ancora, si muove ancora in avanti, esiste ancora.
Non guarito.
Non ripristinato.
Ancora qui.
E questo è sufficiente.»
I primi due singoli dell’album, “Ember of Existence” e “Temporal Sands”, sono disponibili in streaming su Spotify e Apple Music.
Metempsychosis uscirà il 3 aprile. Il pre-order dell’album è disponibile su Bandcamp.
Tracklist:
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Embers of Existence
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The Archaea Paradox
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Temporal Sands
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Idols of Bone
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Paralogs
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Metempsychosis
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River of the Eternal Mind
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Epistatic Drift
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Legacy of Light
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The Maw of Recursion
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Orthologs
Formati nel 2013 a Boston, Massachusetts, i Graveborn propongono una forma eterea e pesantissima di progressive death metal. Nel corso dell’ultimo decennio hanno pubblicato quattro album — Samsara (2014), Seeds Of Life (2016), The Athenaeum (2018) e Transmigrator (2021) — e si sono esibiti in tutto il Nord-Est degli Stati Uniti insieme a band come Fallujah, Rivers of Nihil, Cognitive, Ghost Bath, Ov Sulfur e molte altre.
Nei loro testi, i Graveborn intrecciano temi di auto-evoluzione e introspezione, incarnando questa filosofia anche attraverso le loro collaborazioni artistiche.
Dopo oltre cinque anni dall’ultimo album Transmigrator, i Graveborn tornano con il loro quinto full-length, Metempsychosis, la cui uscita è prevista per il 3 aprile 2026. Combinando l’aggressività in tempi dispari e la ferocia dissonante di band come Car Bomb, The Tony Danza Tapdance Extravaganza e Ion Dissonance con il melodismo etereo e il culto del riff di gruppi come Fallujah, Rivers of Nihil e Kardashev, i Graveborn si distinguono nettamente dalla massa.
Formazione:
Reggie Lewis – Basso
Jesse Blanchette – Chitarre
Chris Ramusiewicz – Chitarre
John LeBlanc – Voce
Marc Brennan – Batteria
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