LIONHEART – Valley Of Death II

Titolo: Valley Of Death II
Autore: Lionheart
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: Hardcore
Anno: 2026
Etichetta: Arising Empire

Formazione:

Rob Watson – Voce
Nick Warner – Chitarra
Walle Etzel – Chitarra
Richard Mathews – Basso
Jay Scott – Batteria


Tracce:

01. Bulletproof
02. Chewing Through The Leash (feat. Matt Honeycutt dei Kublai Khan TX)
03. Ice Cold
04. Valley Of Death II
05. No Peace
06. Roll Call
07. Salt The Earth
08. Release The Dogs
09. In Love With The Pain
10. Death Grip (feat. Kevin Skaff degli A Day To Remember)


Voto del redattore HMW: 7/10

Visualizzazioni post:235

Se parliamo di hardcore dalla California, c’è un nome che risuona più forte degli altri: Lionheart.

Esplosi nel 2007 con l’ormai leggendario The Will To Survive, i ragazzi di Oakland hanno costruito una carriera basata su tour infiniti e un’attitudine senza compromessi. Da Built On Struggle (2010) a Undisputed (2012), ogni album è stato un gradino verso l’Olimpo della scena pesante della Bay Area.

Oggi, dopo il successo di Welcome To The West Coast III (curato da giganti come Jamey Jasta e Will Putney), la band torna con Valley Of Death II, un disco che segna un nuovo punto culminante per ferocia e intensità.

Pubblicato tramite Arising Empire, il disco è un assalto frontale di dieci tracce per soli 24 minuti. Qui non ci sono tempi morti: i Lionheart hanno asciugato le strutture, lasciando solo riff affilati come rasoi, gang-shouts da stadio e quel groove inconfondibile marchiato Hatebreed.

I temi? Sopravvivenza, rabbia e una critica feroce alla superficialità del potere. Il linguaggio è quello crudo e diretto tipico dell’hardcore vecchia scuola, ma con una produzione moderna che spacca i diffusori.

Fra le tracce si distingue sicuramente “Valley Of Death II”: la titletrack è l’eredità sonora dei Lionheart fatta canzone. Groove devastanti che faranno impazzire i pit di mezza Europa.

“No Peace” un episodio più cupo e sinistro, dove la linea di basso è brutale e l’atmosfera si fa claustrofobica, mettendo in risalto una prova vocale davvero intensa. 

E ovviamente non si può non citare “Chewing Through The Leash”: il momento più “ferale” dell’album, dove la collaborazione con Matt Honeycutt dei Kublai Khan TX eleva la violenza sonora a livelli estremi.

Siamo davanti a un miracolo discografico? Forse no. 

Il genere Hardcore, per natura, porta con sé una certa ripetitività e i Lionheart non cercano di reinventare la ruota. Tuttavia, Valley of Death II si distingue per un’ottima resa dei suoni e una compattezza invidiabile. È un disco onesto, potente e fottutamente cattivo.

Consigliatissimo per chi ha bisogno di scaricare i nervi!

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