TorsoFuck, RazorRape, Digestor and Exhibitionism – Mayhem, Copenhagen (Danimarca)


Visualizzazioni post:311

I vicoli abbracciati dai graffiti splendono della luce riflessa dalla neve. La calma ovattata è il preludio di questa sera nel metal estremo più osceno.

TorsoFuck e RazorRape saranno stasera gli ambasciatori del Goregrind: classico i primi e moderno i secondi. Appena arrivati all’entrata di Mayhem (Copenhagen) siamo accolti da amici incontrati a concerti precedenti.

Il paradosso metallaro che amiamo: il silenzio dell’inverno, l’amicizia profonda e canzoni che nascono dalla sindrome di Tourette.

 

Mayhem

 

Exhibitionism

bandcamp page

Aprono i giovanissimi Exhibitionism. Nello scantinato della scuola, negli ultimi due anni, qualcuno si è esercitato a grugnire profondo e a suonare pesante.

Caotico, disaccordato e opprimente. Grindcore. Semplice, senza troppi artifici: funziona. Forse un loro suono più definito arriverà, ma nel frattempo si divertono e ci divertono. Ci piace così, ma soprattutto ci ricorda che il metal inizia da un gruppo di ragazzi in una sala improvvisata. Il suono è grezzo, da scantinato vero, perfetto per l’acustica dello spoglio cemento di Mayhem. Ci fanno godere perché suonano ‘male’ nel modo giusto

Un essenziale ritorno alla base dello spirito autentico e primordiale del metal. Ciliegina sulla torta: conclusione con micro-traccia di pochi secondi, scuola Napalm Death.

Exhibitionist

Digestor

bandcamp page

Secondo gruppo locale, i Digestor propongono un approccio moderno al genere Goregrind. Squealing e growling cupo, accordature bassissime, come da manuale, ma la batteria offre dinamismo al suono della band con incursioni veloci quasi blackened. Il suono metallico dei piatti fa il gioco del pingy snare.

Testa bassa, capelli a cortina sul volto. Turpi oscenità inventate in serate tra amici guardando film di Lucio Fulci e B-movie vengono liberamente trasformate in profondi gorgoglii e grugniti. Attitudine Gore, realistica come l’orrida autopsia di un finto cane che a qualcuno è sembrato fin troppo vero. Hanno ben capito il gioco del Grindcore. Non a caso il loro biglietto da visita è un demo che è tutto un programma: Vile Deeds Of Cannibalism

Qualche testa si fa pesante e iniziano le spallate.

Ben fatto.

Digestor, il direttore é contro il turpiloquio ma questa é solo una setlist

Nell’intermezzo accorrono due poliziotti per sedare una pericolosa battaglia di palle di neve nel piazzale. Rigore scandinavo: vederli intervenire di corsa tra la neve per fermare due ragazzini che ridono tirandosi palle di neve è metafisico. Posti brutti brutti, poliziotto Huber.

 

RazorRape

bandcamp page

Zombi 2, i maestri del Goregrind moderno, i RazorRape da Malmö.

Universo splatter, claustrofobicamente interpretato da chitarre bassissime, così scordate da farsi sovrastare dagli stupidi tintinnii metallici della batteria. Quel difettoso suono, una lattina della Cirio calciata. Un “pling” insolente spunta ritmicamente tra i grugniti e il pastoso suono delle chitarre, il marchio di fabbrica dei RazorRape.

RazorRape

Macellaio suino faccia di porco zozzo e canotta insanguinata. Dietro quella maschera di lordura c’è Martin Schönherr, veterano della scena che rigurgita le sue perversioni nel groove. Il pig squeal gorgogliante dialoga con la tecnica della batteria creando una ritmica varia ancorata ad un approccio melodico. Siamo in Svezia e si sente, la melodia si intrufola anche nel metal brutale.

RazorRape

É il gore di Fulci, ma il dinamismo della band crea un’energia che invita all’interazione. I campionamenti osceni di porno e horror sono parte dello show, una pausa per sdrammatizzare l’ultraviolenza. Il gig di metal volgare ed estremo è alleggerito da un divertimento giocoso. Musica da voltastomaco che si può non prendere troppo sul serio. I classici “Stripped To Kill”, “Bonesaw Facefuck” e la delicatissima “Clitoris Cheese Slicer” sono indulgenti dolcezze.

 

La notte horror danese è conquistata dagli svedesi che boriosamente mostrano al vicino odiato e amato come si fa metal gore. C’è anche tempo per un po’ di humor nero, regalato con ammirazione, ma forse più ironia: “Grazie per lo Stockholm Bloodbath, odiamo Fu**ing Stoccolma!”.

Peso, velocità, tecnica, fattore shock e ironia. Goregrind.

RazorRape, il direttore é contro il turpiloquio ma questa é solo una setlist

 

TorsoFuck

Bandcamp page

Mikko Friberg ha la paradossale composta freddezza finlandese. L’autore del leggendario pilastro del Goregrind Erotic Diarrhea Fantasy si gode un hygge tutto suo. Scambia qualche parola, sorseggia una birra, ascolta le band protetto dal chiodo, è pacatamente tranquillo come nel salotto di casa. Dopo aver calcato palchi grossi come lo Steelfest l’anno scorso, trovarseli qui, a due metri dal naso nella piccola sala, fa tutto un altro effetto.

TorsoFuck

 

Per capire lo spirito finlandese bisogna saper “leggere l’aria”, perché ciò che viene detto a parole è secco come la cacca di piccione al sole di agosto. Trent’anni sulla scena, tornato in studio dopo oltre dieci anni dall’ultimo LP, Mikko si limita a commentare: “Mi è tornata la voglia di fare musica, per un po’ non ne ho avuta tanta”. Confusi e un po’ storditi nella nostra italianità chiacchierona aspettiamo di ascoltare per la nostra prima volta i pezzi del nuovo EP “Feasting On Carved Remains”. Quando vediamo in scaletta nuovi titoli aggraziati come “Sickening Stench” o “Mummified Abortion”, viene proprio voglia di lurido schifo.

Cappellino da baseball abbassato sugli occhi, fisso davanti al microfono apre un didgeridoo gutturale che dall’intestino crasso vibra per l’esofago fino alle labbra. Il maestro ha portato il “delfino” Miro Friberg alla batteria e il collaboratore in altri progetti Tarmo Aho. Mikko & Tarmo hanno la loro chimica già ben sperimentata e navigano i tecnicismi dei TorsoFuck senza sforzo.

TorsoFuck

Miro è la vera sorpresa: meno brutale dell’originaria scazzottata di drum-machine, riesce a inserirsi perfettamente nel sound melmoso, scatarrando colori melodici nei cambi di tempo. I trucchi del genere li utilizza con arguto sadismo, sfruttando doppia cassa e mid-tempo con la stessa efficacia delle composizioni originarie. Per anni i puristi hanno dibattuto sul loro uso della drum machine nei lavori seminali, ma vedere un batterista in carne e ossa che replica (e a volte migliora) quelle partiture disumane del padre chiude ogni discussione. Oggi è tutto dal vivo, nulla di registrato nemmeno i samples (che un po’ mi mancano).

Miro é la tequila sale e limone che rende il gusto del vomito ancora più pungente.

TorsoFuck

Certo, parlare di tecnica nel Goregrind è come fare il sommelier del muco intestinale, ma i TorsoFuck hanno portato tutti a scuola, nonostante il lungo stop e il recente cambio di line-up.

Inoltre ci è stato indicato che non si confà a un buon editore di questo webzine il turpiloquio gratuito. E quindi inutile che vi spiego come si chiude un concerto con l’iconica “Raped By Elephants” e “Fistfucking Her Decomposed Cadaver”. Prendete la setlist allegata, fate una lista sul programma di streaming e condividete la nostra stessa gioia.

TorsoFuck, il direttore é contro il turpiloquio ma questa é solo una setlist

Ringraziamenti

Grazie a Kattejammer per l’organizzazione della serata e a Davide per il solito casino.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.