TRIUMPHER – Piercing The Heart Of The World

Titolo: Piercing The Heart Of The World
Autore: Triumpher
Nazione: Grecia
Genere: Epic Heavy Metal
Anno: 2026
Etichetta: No Remorse Records

Formazione:

Mars Triumph – Voce
Christopher Tsakiropoulos – Chitarra
Mario Ñ Peters – Chitarra
Stelios Zoumis – Basso
Agis Tzoukopoulos – Batteria


Tracce:

01. Black Blood
02. Destroyer
03. The Mountain Throne
04. Ithaca (Return Of The Eternal King)
05. Vaults Of Immortals
06. The Flaming Sword
07. Erinyes
08. Naus Apidalia


Voto del redattore HMW: 8,5/10

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Un tempo si parlava dell’importanza del terzo album, pubblicazione cruciale, specie se i primi due capitoli dell’artista/gruppo in questione erano andati bene. Non se se questa cosa vale anche per il Metal, ma i greci Triumpher tornano col loro terzo capitolo Piercing The Heart Of The World, lavoro che supera in scioltezza la cosiddetta “prova del terzo album”.

Mars Triumph e compagni prendono quanto di buono (tanto!) c’era nei precedenti episodi della loro giovane carriera (Storming The Walls del 2023 e Spirit Invictus del 2024), aggiustando ancora il tiro. Se il precedente Spirit Invictus si era dimostrato un disco più quadrato e solido, Piercing The Heart Of The World riparte da qui, reintegrando però la spontaneità e la voglia di abbattere gli schemi dell’esordio.

Lo stile dei Triumpher è sempre lo stesso: un metal epico e barbarico che più non si può! Ormai, figli legittimi dei Manowar, i Greci proseguono sulla retta via, arricchendo il loro suono con elementi che prendono spunto sia dal metal estremo e, in alcuni frangenti, anche dal pagan/folk. La perizia e la bravura dei musicisti fanno la differenza, grazie a delle composizioni dinamiche e vivaci che rendono l’ascolto sicuramente più appagante.

L’apertura di questo lavoro conferma da subito che i Triumpher non si sono affatto ammorbiditi! “Black Blood” (traccia scelta come primo singolo) e la seguente “Destroyer” sono due autentiche marce di guerra, con una ritmica roboante e dei cori possenti che accompagnano la “solita” prestazione maiuscola di Mars Triumph! Riff taglienti di chitarra si amalgamano a un basso oscuro e sontuoso, con la voce che non disdegna piccoli momenti “estremi”.

Già con “The Mountain Throne”, le atmosfere si fanno più grevi ed oscure, pur rimanendo sui binari dell’Epic Metal. Cori efficaci si sposano con una prestazione quasi sofferta e molto evocativa da parte del buon Mars, fino a sfociare in un incalzante assolo di chitarra. Il pezzo si rivela variegato, ricco di cambi di tempo e accelerazioni che rimandano chiaramente ad un metal più oscuro ma egualmente solenne. La chiusura è assolutamente incredibile, con una ritmica indiavolata, supportata da cori degni di un rituale arcano e da delle parti vocali spinte fino al limite! Che pezzo!

Dopo tanto fragore i Triumpher ci accarezzano con l’introduzione acustica di “Ithaca (Return Of The Eternal King)” e un cantato evocativo che alterna momenti soffusi, quasi sussurrati, a parti più fragorose, quasi operistiche! Il pezzo si sviluppa in maniera lenta ma maestosa, con la componente metal che, inevitabilmente, prende il sopravvento, sfociando in un sentito assolo di chitarra. Livelli di pathos assurdi, che richiamano le atmosfere epiche del primo disco del gruppo.

“The Flaming Sword” è forse il brano più canonico (ma non per questo meno bello): un mid-tempo incalzante, in pieno stile manowariano, che sfocia in un glorioso ritornello. Avete già sfoderato le spade? Pronti per la battaglia?

Con “Erinyes” si torna a picchiare duro, con quello che probabilmente è il pezzo più estremo di tutto l’album. Feroce, aggressivo, non lascia scampo! Al solito, la sezione ritmica si mantiene dinamica, con le parti vocali altissime che si alternano a cori decisamente oscuri!
La conclusione del disco, ad opera di “Naus Apidalia”, è quanto di più epico ci potevamo aspettare! Un brano di oltre 9 minuti che ci mostra tutte le facce della creatura Triumpher! La prima parte è assolutamente metal epico, in cui si distinguono cori evocativi e riff rocciosi: potenza e maestosità che procedono all’unisono! Col primo stacco raggiungiamo uno stato di calma apparente, interrotto da possenti cori in Greco che danno il via ad una sezione melodica più marcata (facendo un parallelismo, mi ha ricordato l’intermezzo di “Rime Of The Ancient Mariner”), fino ai pregevoli solo di chitarra. Si riprende poi con il tema portante del pezzo: una marcia con un’epicità quasi tangibile!
Piercing The Heart Of The World sancisce la definitiva maturazione dei Triumpher, che passano da splendida scoperta a punto fermo dell’odierna scena Epic Metal mondiale! Un lavoro assolutamente da possedere e da esporre con gloria nella propria collezione!

Ora, rechiamoci tutti al tempio a pregare la grande Dea:
Oh, grande Atena, figlia di Zeus, Dea della saggezza e della giustizia! Che la mia mente sia acuta come la tua lancia, e il mio spirito saldo come il tuo scudo! Ma soprattutto, grande Dea, porta i Triumpher in Italia!

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