EIHWAR – Hugrheim

Titolo: Hugrheim
Autore: Eihwar
Nazione: Francia
Genere: Elettro Nordic Folk
Anno: 2026
Etichetta: Season Of Mist

Formazione:

Asrunn – Voce, Shamanic Drum
Mark – Voce, War Drums, Folk Guitar, Tagelharpa


Tracce:

01.Nauðiz
02.Freyja’s Calling
03.Ein
04.Skuggaríki
05.Hugrheim
06.Ljósgarðr
07.Heill Óðinn
08.The Lake of the Dead
09.Omenotharena (Warrior’s Training)
10.Berserkr (Tim’s Memorial Version)


Voto del redattore HMW: 8/10

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Hugrheim è il secondo lavoro del duo francese Eihwar, pubblicato il 13 marzo 2026 dalla casa discografica Season Of Mist, album che trae ispirazione nel suo titolo dal decimo mondo di Yggdrasil, quello dello spirito, oscuro e sconosciuto al genere umano. Si tratta di un disco composto da un mix di musica elettronica, ambient e melodie folk, si può facilmente fare un paragone con i Wardruna, anche se il loro sound è molto più greve e solenne rispetto a quello che si può ascoltare scorrendo traccia per traccia, che risulta in generale molto più frizzantino.

Hugrheim è composto da dieci tracce, dalla durata complessiva di trentanove minuti e, rispetto al precedente, trovano molto più spazio la chitarra acustica e le percussioni. Banalmente una commistione fra canti di guerra e suoni arcaici, che gli stessi artisti definiscono Viking War Trance, non a caso titolo del loro primo album, poiché il ritmo dei brani è incalzante e travolgente, quasi come essere in trance, per l’appunto.

Durante l’ascolto si respira immediatamente un’atmosfera quasi videoludica che ricorda a tratti la colonna sonora, ad esempio, di Assassin’s Creed Valhalla; sembra dunque una scelta voluta e per quanto mi riguarda, le tracce sembrano perfette anche per una campagna di Dungeons and Dragons.

“Freya’s Calling” è l’esempio più diretto di quanto detto in precedenza. Molto più coinvolgente a livello emotivo è sicuramente “Heill Odin”, dalle sonorità più intense e profonde, non a caso è uno dei brani che ho gradito maggiormente durante l’ascolto.

Personalmente ho trovato molto interessante anche la title track dell’album, un viaggio nei meandri profondi della mente, così come “Ljósgarðr”, permeata da atmosfere sciamaniche.

La decima traccia dell’album, “Berserkr”, è ripresa dal disco precedente, ma riarrangiata in una nuova forma; in questa versione si percepiscono note molto più malinconiche che portano alla mente l’immagine di un rito funebre estremamente solenne, l’atmosfera è molto più intima e profonda.

In generale si tratta di un disco molto piacevole e scorrevole: intendiamoci, siamo lontani anni luce da altre band che trattano il folklore nordico, pensiamo ad esempio agli Heilung, o ai già citati Wardruna, che rispetto agli Eihwar, rievocano i secoli bui dell’era vichinga. L’atmosfera è molto più leggera, in questo caso si tratta di una danza arcaica, molto ritmata e coinvolgente, seppur condita da momenti più intimi e introspettivi.

Hugrheim è divertente da ascoltare, quindi perché non dedicarci un po’ di tempo? Potrebbe essere una piacevole scoperta, come lo è stato per la sottoscritta, quindi non mi resta che augurarvi un buon divertimento e buon ascolto.

N.d.R.: per chi avesse voglia e piacere di sentire la band dal vivo, il 16 aprile 2026 saranno presenti al Legend Club di Milano.

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