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Il progetto Witchcraft, band svedese nata nel 2000 dalla mente di Magnus Pelander, unico membro fondatore rimasto in formazione, a solo un anno di distanza dall’album Idag, torna alla ribalta con un nuovo EP, composto da cinque brani, dal titolo A Sinner’s Child, completamente arrangiato dallo stesso Pelander, che lavora praticamente in autonomia, sotto l’etichetta Heavy Psych Sounds Records.
Il fil rouge che attraversa tutto l’EP è la figura dell’uomo dei sogni (Sandman); questa atmosfera onirica e sognante è resa al meglio principalmente grazie al sound doom metal e folk e riprende a piene mani le suggestioni presenti nell’album Black Sabbath.
Questo viaggio visionario si apre con il brano “Drömmen Om Död Och Förruttnelse” ( il sogno della morte e del decadimento), il quale rappresenta perfettamente ciò che dicevo pocanzi, ovvero, il richiamo persistente alle sonorità dei Black Sabbath.
Successivamente, possiamo ascoltare la title track dell’album “A Sinner’s Child”, un pezzo molto più intimo e malinconico, che vuole comunicare un particolare stato d’animo.
“Even Darker Days” è la terza traccia del disco, caratterizzato da una predominante chitarra acustica, un richiamo agli anni 60, con le sue atmosfere tendenti al folk, un diario che parla di vita quotidiana e delle sue difficoltà.
Il quarto brano dell’album è “Själen Reser Sig”, dopo l’apertura è la seconda traccia elettrica all’interno dell’EP, le atmosfere diventano molto più doom, con un sound molto più sporco e successivamente si chiude il tutto con “Sinner’s Clear Confusion”, che sembra quasi la prosecuzione della seconda canzone del disco.
L’album rappresenta un viaggio nell’intimità più profonda di Pelander, ci rende partecipi del suo essere con semplicità e in questo viaggio in cui ci porta, cerca una via di fuga dal buio del quotidiano. A livello di sonorità, quest’opera sorprende decisamente. Ci si aspettava le classiche sonorità della band, che onestamente non mi avevano convinto molto nel precedente album; questo esplorare la propria interiorità, rende invece il disco piacevole ed interessante, magari durante l’alba, quando il buio si fa da parte per lasciare spazio alla luce del giorno.
Spero di avervi messo la giusta curiosità nei confronti di questo EP e dei Witchcraft in particolare, quindi non mi resta che augurarvi, buon ascolto.



