GRAILKNIGHTS – “Forever”

Titolo: Forever
Autore: Grailknights
Nazione: Germania
Genere: Power Metal
Anno: 2025
Etichetta: Reigning Phoenix Music

Formazione:

Sir Optimus Prime – Voce, Sintetizzatori
Count Cranium – Chitarre
Sovereign Storm – Chitarre
Duncan MacLoud – Basso
Lord Drumcules – Batteria


Tracce:

01. Yes Sire
02. Grail Gym
03. Necronomicon
04. Weekend Ninja
05. In The Eyes Of The Enemy
06. Snow In Bordeaux
07. Grailforce One
08. Mighty Metal Maiden
09. Animated Love
10. Powerlift
11. Forever


Voto del redattore HMW: 6,5/10

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Fra le band cosplay metal, che suonano quasi tutte power, i Grailknights non sono i peggiori: la loro ironia ha qualche raffinatezza, il loro immaginario non è triviale, e soprattutto, nella loro lunga carriera, qualche disco degno di nota l’hanno prodotto (penso essenzialmente a Return To Castle Grailskull, che compie vent’anni nel 2026… come passa il tempo!). Forse il fatto di aver avuto una gavetta così lunga, e di essere arrivati molto tardi all’attenzione del grande pubblico (un po’ come i Sabaton) ha dato loro una solidità che altre formazioni ‘in costume’ non hanno. Forever è addirittura il sesto disco, senza contare live e collaborazioni: ma come subito vedremo è forse il più debole della loro carriera. E magari, anche per questa sua ‘elementarità’, sarà anche quello che avrà più successo… diamo un’occhiata alla scaletta e rendiamoci conto.

Elementare “Yes, Sire!”, fatta per qualche coro dal vivo; “Grail Gym” è pressoché identica a quanto proposto di recente dagli Angus McSix, compresi cori, tastierine e in generale approccio al brano. Abbiamo poi “Weekend Ninja”, che inizia ovviamente con una voce simil-computerizzata (alla Gloryhammer), per narrarci quindi, con brio leggero, la storia di un uomo che il venerdì sera lascia le proprie normali occupazioni e prende costume nero e shuriken; imperdibile o orrorifico, a seconda del vostro gradimento per il cosplay metal, il refrain di “Mighty Metal Maiden”. Per il resto, si procede sulle coordinate delle band citate: prendiamo ad esempio “Grailforce One”, dedicata ovviamente ai viaggi in aereo, tre minuti scarsi anche vagamente divertenti… ma se facciamo il paragone con “Lavatory Love Machine” degli Edguy, che pure era dedicata ad ‘avventure volanti’, e aveva un altissimo tasso di ironia, il paragone è impietoso: gli Edguy costruiscono un ottimo brano power sul quale innestano un testo scherzoso, i Grailknights puntano tutto sullo scherzo, sull’effetto elettronico, sulla risata, ma su una struttura sonora incredibilmente esile e povera. E forse il mio odio feroce per questa atroce deriva del power metal sta tutto in questo: gli Helloween, gli Edguy, i Freedom Call e tanti altri erano capaci di prendersi in giro, ma restavano compositori e musicisti ‘seri’; ora ci sono queste formazioni in maschera che con quattro note in fila si sono completamente disinteressate della parte musicale per raggiungere soltanto l’effetto comico.

O tempora, o mores! Serve che continui l’analisi della tracklist? L’unico brano che supera i 4 minuti, e che è l’unico ‘serio’, è la power ballad “Animated Love”, abbastanza di maniera e poco coinvolgente. Poi andiamo in palestra con il dance metal di “Powerlift”, e quindi si conclude con l’inno (devo dire ben riuscito) che è la titletrack. Finito. Neanche 36 minuti di musica per 11 canzoni.

Stupisce che, dietro questa formazione, ci siano Sascha Paeth e Miro Rodenberg, che li producono: cioè, stiamo parlando di coloro che lanciarono i Rhapsody… i tempi sono cambiati, ed evidentemente questo ora è il ‘nuovo power’. Inutile dire che resisterò fino alla fine in nome di ciò che di buono ci ha dato questo genere, e continuerò la mia crociata contro queste derive spesso insopportabili, a costo di nascondermi sulle montagne con la mia collezione di dischi ‘seri’. E ripeto, i Grailknights hanno anche dei meriti: ma con questo Forever, sembrano aver ceduto al ‘lato oscuro (o comico, più che altro) del power metal’…

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