Visualizzazioni post:254

Dopo ‘Reinhold’ (2024), ispirato dalla scalata del Nanga Parbat dei fratelli Messner, ‘Maturafine’ è il nuovo concept album de Gli Alberi.
Un lavoro costruito attorno all’immagine del deserto come ecosistema e come metafora: luogo arido eppure vivo, spopolato dall’uomo ma non dalla vita. Spazi che abbiamo trasformato e depredato — e che ora ci restituiscono un monito.
Il deserto non è solo assenza. È preghiera, tentazione, perdita. È il Rubʿ al-Khālī — il “quarto vuoto” della penisola arabica. È il tempo del sogno degli aborigeni australiani, custodito nelle rocce e nella polvere rossa. È il fondo prosciugato del lago di Aral, con i suoi pescherecci immobili arrugginiti sotto il sole kazako.
Su tutti soffiano le stesse sabbie: i tempi sono maturi.
BIOGRAFIA
Attivi a Torino dal 2012, Gli Alberi costruiscono un suono che oscilla tra paesaggi rarefatti e derive doom. Dopo ‘The Glimpse’ (2017) e ‘Reinhold’ (2022) — concept album sulla scalata del Nanga Parbat dei fratelli Messner — arrivano a ‘Maturafine’ (2026), costruito attorno all’immagine del deserto come specchio di un’epoca al limite.
LINK
https://www.facebook.com/glialberitorino
https://www.instagram.com/glialberiband
https://glialberi.bandcamp.com



