LEGIONARY – Never-Ending Quest For Purpose

Titolo: Never-Ending Quest For Purpose
Autore: Legionary
Nazione: Stati Uniti
Genere: Death/Thrash metal
Anno: 2026
Etichetta: autoprodotto

Formazione:

Frank D’Erasmo – Chitarra Ritmica, Basso, Batteria
Chris Clancy – Voce
Tony Barhoum –  Chitarra Solista

 


Tracce:

01. Sentenced To A Life Of Chronic Guilt
02. If The Judges Became The Judged
03. Never-Ending Quest For Purpose
04. Controllers Of Perception
05. Story Without Closure (ft. Ben Karas)


Voto del redattore HMW: 6,5/10

Visualizzazioni post:404

I Legionary sono un trio americano attivo dal 2007 e proveniente da New York. Never-Ending Quest For Purpose è il loro terzo album dopo i precedenti  Arcane Divisions e Arcane Divisions 2.0. Non molti se contiamo i quasi vent’anni di carriera. Ammetto che introduzione più banale non ci sia, ma oggi non mi viene in mente nient’altro e allora mi sono lasciato andare al “didascalico”.

In quanto ad EP, invece, i nostri musicisti originari del Bronx (così riporta l’”archivio metallico”) sono cinture nere. Siamo a quota sette e qualcosa mi dice che non si fermeranno qui. Il disco in questione, tra l’altro, conta solo cinque pezzi e una durata di trenta minuti. Chiamarlo album forse è una forzatura, ma tant’è, così viene presentato.

La formazione non è mai stata molto stabile, a parte Frank D’Erasmo e, tutto sommato, anche il buon Tony Barhoum. Cantanti ne sono passati cinque e Chris Clancy, l’ultimo, è quello presente nel precedente e in questo lavoro. Lo dico da subito, non mi ha convinto. La voce è potente, sa cantare indubbiamente bene, ma è come l’ananas sulla pizza per noi italiani. Presa a sé è buona, ma nel contesto sacro della specialità napoletana per eccellenza, è fuori luogo. Idem Chris, nel contesto musicale dei Legionary lo trovo, cercando di essere gentile, non completamente centrato.

Musicalmente i cinque pezzi hanno dei momenti, soprattutto nelle strofe, molto interessanti e molto death/thrash. Belli spessi con riff adeguati, spinti e piacevoli. La stranezza sono i ritornelli. Certi ritornelli incredibilmente piacioni mi sembrano completamente avulsi dal resto della canzone. Sembrano quasi degli assemblaggi di brani differenti. Non trovo la continuità, niente da fare.

Mi piace come Frank riesce a sfruttare tutta la sezione ritmica da lui eseguita in toto e anche il lavoro di Tony è apprezzabile  con i suoi assoli mai troppo tecnici e sempre di sostanza. Suonare, sanno suonare, strutturare i pezzi, un po’ meno.

Non mi sono concentrato troppo sui testi, ma da quanto ho capito vertono su un “complottismo” di genere, del tipo “con il progresso tecnologico siamo tutti controllati dai potenti che truccano le elezioni e dovrebbero tutti stare in galera ecc…”. E va beh.

Il primo pezzo, che dura poco più di due minuti, è un brano strumentale che lascia presagire un livello molto alto per il prosieguo. Purtroppo, dopo, non ho più ritrovato quelle belle sensazioni iniziali. Non malaccio, direi normale.

La seconda inizia a risentire della struttura “strana”, con un bel ritornello prettamente e classicamente heavy metal, bello e fatto bene, ma… che non ci azzecca. Stesso discorso per la title-track,. Gran ritornello da stadio, ma… boh? E sì che i passaggi death (melodic?) e thrash sono tostissimi.

Never-Ending Quest For Purpose probabilmente è più da ascoltare in sede live. I toni anthemici dal vivo sono più coinvolgenti e quando ci si trova in mezzo al pogo, ci si pone molte meno domande e si diventa molto più di bocca buona.

Alla fine il disco si fa ascoltare. Se non presti troppa attenzione, la mezz’ora passa anche in fretta con un onesto scapocciamento che non richiede un impegno eccessivo.

Non me la sento di dire che abbiano fatto un passo avanti, ma non me la sento neanche di stroncarli perché, alla fine della fiera, è un lavoro quasi godibile. Non lo riascolterò chissà quante volte, ma va bene così.

Piuttosto sarebbe interessante che sviluppassero meglio quei tentativi, fini a sé stessi, di introdurre dei brevi passaggi prog che rimangono sospesi a metà e che potrebbero rappresentare una svolta significativa per la band. Al  momento i Legionary mi sembrano arenati in un una comfort zone che non so dove possa portarli.

Lo consiglio? Ma sì, un ascolto non lo si nega, poi fate voi se continuare con il secondo.

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