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Nonostante la giornata caldina si parte da Genova direzione Milano, per l’unica data italiana dei Converge al Circolo Magnolia organizzata da LM Production. Ad accompagnarli ci sono tre gruppi di tutto rispetto gli Heriot, i Boneflower e i Crouch.
Dopo tre ore percorrendo il simpatico tragitto tra Liguria e Lombardia costellato da lavori in corso e incidenti di ogni tipo raggiungiamo il Circolo Magnolia. Appena entrati ci appostiamo sotto palco trovando anche un posto per la nostra redattrice Ely che seppur sempre accompagnata dalla sua carrozzina quando è possibile alla transenna non ci rinuncia anche se la location è dotata di una degna area disabili da cui poter godersi il concerto.
Il compito di aprire la serata è affidato ai Crouch, formazione belga che ci propone un sludge/hardcore che pesca a piene mani dai fine anni 90/inizio 2000. Nel tempo a loro disposizione i pezzi del loro nuovo lavoro “Breaking The Catatonic State”, è stato apprezzato dal pubblico anche se ancora non numerosissimo. Personalmente ho trovato la performance abbastanza lineare senza picchi emotivi particolari, rivedibili.
Seguono, dopo un velocissimo cambio palco, i Boneflower, formazione spagnola che combina l’hardcore con sonorità di atmosfera che sinceramente non conoscevo, ma ho apprezzato molto durante la loro esibizione. Buona la presenza scenica e l’energia sprigionata recepita dai presenti che si sono subito lasciati andare in apprezzabili moshpit. Consiglio il loro ultimo lavoro Reveriers che sono subito andato ad ascoltarmi per la curiosità, davvero una gradita sorpresa.
Cambio di sonorità con gli Heriot, band inglese che ci offre un potente e aggressivo metalcore di ottima fattura. Capitanati dalla carismatica Debbie Gough, gli Heriot rovesciano sul pubblico un sound devastante e potente con una presenza scenica di primo livello, scaldando a dovere il pubblico che con continui circle-pit hanno accompagnato tutta l’esibizione davvero molto apprezzata.
Non a caso il combo inglese è considerato dagli addetti ai lavori fra i più promettenti della scena metal moderna, consigliato il loro lavoro d’esordio prodotto da Century Media del 2024 Devoured By The Mouth Of Hell.
Il pubblico è caldo sotto ogni punto di vista, anche la Ely resiste tranquilla al sotto palco, grazie comunque anche all’attenzione dei presenti e degli stessi organizzatori di LM che si sono sincerati che fosse tutto a posto e per questo sarò sempre grato al mondo metal che si distingue sempre dal pubblico di altri generi anche se ci considerano sempre strani, brutti e cattivi.
Siamo pronti: la intro “It Use The Matter” ci avverte che è il momento dei Converge, che non si fanno attendere più di tanto e si presentano sul palco con “Love Is Not Enough” ed il delirio completo. Segue subito “Bad Faith”: il pubblico è caricato a mille e canta ogni strofa, la band in formissima e soprattutto Jacob sembra posseduto… tutto fantastico.
I Converge ci sparano letteralmente addosso tutto il meglio che ci si può aspettare: “Dark Horses”, “Conduit”, non c’è un attimo di respiro, letteralmente il sound per chi non li avesse mai visti dal vivo, è paragonabile a una mazzata dritta in faccia e se non ti è bastata ne arriva subito una seconda. Con “Amon Amok” e la magnifica “Distract And Divide”, la gente vola, stage diving come se non ci fosse un domani…
I suoni sono ben bilanciati e ci regalano tutta la potenza dei Converge che continua a non fare prigionieri con “Dream Debris” e “Doom In Bloom”.
Durante una brevissima pausa per accordare gli strumenti, Jacob Bannon stava dialogando con le prime file. Notando la folle energia di un fan, Bannon lo ha scherzosamente sfidato a salire sul palco. Il fan non ci ha pensato due volte e ha raccolto la sfida, ha scavalcato la transenna ed è saltato sul palco.
A quel punto si è verificata la magia: Kurt Ballou, si è tolto la tracolla e gli ha letteralmente messo al collo la sua chitarra, passandogli il plettro. Ben Koller alla batteria e Nate Newton al basso lo hanno seguito a ruota sulle note di “Heaven in Her Arms”, mentre Kurt Ballou osservava divertito a braccia conserte e il pubblico del Magnolia esplodeva in un boato. Dopo questa scarica di adrenalina, il fan ha riaffidato la chitarra a Kurt tra gli abbracci della band, è tornato nel pubblico credo con un dei più bei ricordi da conservare.
Nemmeno il tempo di applaudire perché i Converge hanno immediatamente demolito tutto attaccando le note incendiarie di “Concubine” chiudendo una serata esplosiva.
In conclusione una serata da ricordare che ci ha regalato tante emozioni e tanta adrenalina per cui dobbiamo ringraziare LM Production che ha reso possibile tutto questo. La Ely è sopravvissuta senza danni e felicissima al suo primo concerto di questo genere, pubblico con facce felici e ossa rotte per chi si è lanciato nel moshpit, insomma tutto questo è hardcore.

















