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Quando realizzi un album che rende un vero e proprio omaggio alla gloriosa storia dell’hard rock, al suo spirito e al suo cuore, è naturale collaborare con autori e produttori che hanno avuto un ruolo fondamentale nel promuovere questo genere in tutto il mondo e che continuano a farlo ancora oggi.
Non sorprende quindi che il nuovo singolo degli Airbourne, “Here She Comes”, in uscita il 29 luglio, sia stato scritto insieme a Bryan Adams e Mutt Lange: due nomi che hanno contribuito a vendere centinaia di milioni di dischi e a creare alcuni degli album più iconici e senza tempo della storia del rock, come Reckless e Waking Up The Neighbours di Bryan Adams (quest’ultimo arrivato al n.1 in undici Paesi), oltre ai leggendari Back In Black degli AC/DC e Hysteria dei Def Leppard, entrambi prodotti da Lange e considerati pietre miliari che hanno cambiato il volto dell’hard rock.
A completare la squadra troviamo il produttore Brian Howes (già al lavoro con gli Airbourne per Black Dog Barking del 2013), l’ingegnere del suono Mike Fraser (No Guts. No Glory del 2010 e Breakin’ Outta Hell del 2016), il mix engineer Zakk Cervini (Bring Me The Horizon, Architects, Evanescence) e il leggendario mastering engineer Ted Jensen.
Il risultato è “Here She Comes”, quinto singolo estratto dal nuovo album omonimo Airbourne, in uscita il 4 settembre per Spinefarm, un brano che riesce allo stesso tempo a colpire con la sua potenza e a conquistare con il suo fascino.
Dopo l’inno combattivo “Gutsy”, “Christmas Bonus” (“Ho-ho-ho – let’s go!”), “Alive After Death (Last Plane Out)”, arrivato al primo posto della classifica della German Rock Radio, e “Kid In A Candy Store”, un classico hard rock nello spirito di “Whole Lotta Rosie” degli AC/DC, arriva ora “Here She Comes”, sostenuta da un ritornello perfetto per i festival, da cori travolgenti e da un assolo di chitarra portato volutamente in primo piano nel mix per ottenere il massimo impatto.
Versi come “Here she comes, raising a hurricane, there she goes blowing my mind” (“Eccola arrivare, sollevando un uragano; eccola andare via, facendomi impazzire”) sembrano parlare di uno degli argomenti preferiti del cantante e chitarrista Joel O’Keeffe, ovvero le donne. E in parte è così. Ma il testo fa anche riferimento alla tempesta tropicale che si abbatté sul Music Farm Studio di Byron Bay, nell’Australia sud-orientale, proprio durante le registrazioni dell’album, aggiungendosi a una lunga serie di imprevisti tra fauna selvatica potenzialmente letale e vecchie apparecchiature vintage poco collaborative.
«Sembrava che fosse passato un uragano», ricorda il batterista Ryan O’Keeffe. «Mi ricordo di aver urlato: “Allontanatevi dalle finestre!”. Streetie (il bassista Justin Street) stava dormendo in un vecchio autobus parcheggiato fuori dallo studio e un albero è caduto proprio accanto al mezzo, sfiorando la tragedia.»
Joel aggiunge:
«È così che è nata la canzone. Tutto è partito da quella tempesta che stava arrivando. Eravamo tutti lì a dire: “Here she comes!”. Poi abbiamo trasformato quell’espressione in un doppio senso. È stato davvero divertente.»
Quando Joel e Ryan O’Keeffe, Justin Street e il chitarrista Brett Tyrrell sono entrati al Music Farm Studio per registrare il nuovo album, hanno simbolicamente tracciato una linea sulla sabbia bianca di Byron Bay. Era arrivato il momento di realizzare non soltanto il miglior disco della carriera degli Airbourne – quello che loro stessi definiscono il loro “oracolo” – ma anche di alzare ulteriormente l’asticella in nome dell’intera comunità hard rock: conquistare nuovi territori, difendere quelli costruiti dai grandi del passato, molti dei quali non ci sono più, e rafforzare quello speciale e quasi sacro legame con i fan del rock di tutto il mondo.
Ryan afferma:
«Questo disco racchiude tutto ciò che rappresentiamo. Tutto ciò che amiamo. È il miglior album che avremmo potuto realizzare.»
Joel conferma:
«In questo disco ci sono il nostro cuore e la nostra anima. Racchiude tutto ciò che siamo come band.»
Airbourne è il disco-manifesto della band, un album che soltanto loro potevano realizzare. Per i fratelli Joel e Ryan, orgogliosi figli di Warrnambool, significava raccogliere una sfida enorme: difendere con determinazione le proprie convinzioni e mantenere viva la propria visione, senza compromessi, senza scorciatoie, ancora una volta senza ballad… e senza sciocchezze. E se per farlo è stato necessario affrontare serpenti velenosi e ragni giganteschi ancora più pericolosi, tanto meglio.
Airbourne. Realizzato con passione. Realizzato in Australia. The Great Barrier Riff.
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