AGNOSTIC FRONT + Uguaglianza + Annozero + L’Abisso – 30 luglio 2026 – Suoneria, Settimo Torinese (To)


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Echoes In Eternity European Summer Tour 2026
AGNOSTIC FRONT + Uguaglianza + Annozero + L’Abisso
Suoneria, Settimo Torinese (To)
30 luglio 2026

Quando ho letto Agnostic Front a Settimo Torinese, mi sono girato le maniche della t-shirt e mi sono trasformato in Aldo Baglio in versione Rolando esclamando: “non ci posso credere!”.

Un concerto di musica che piace a me vicino a casa mia. Sogno o son desto? E al punto da poter andare a piedi. Lo ammetto, la camminata non è così breve, ma l’ebbrezza di non prendere l’auto per un live è stata troppo grande, mi ha sopraffatto.

E così, avvolto da una canicola indicibile, mi dirigo verso la “Suoneria”, la location designata per il concerto. Fatemelo dire, il posto è molto bello. Capienza di quattrocento persone, aria condizionata, palco wow, direi non manca nulla. Non credo di esagerare se affermo che, per quanto riguarda il Piemonte e le strutture di questo tipo e dimensione, sia la migliore. Aggiungiamoci la LM Productions come organizzazione e il gioco è fatto. Tutto perfetto, tutto liscio e serata da incorniciare.

Apertura porte alle diciannove e quindici, con un quarto d’ora di anticipo (fuori ci sono 37 gradi) e refrigerio immediato all’interno della sala. Ora si ragiona.

Pima del gruppo americano saliranno sul palco tre band italiane: L’Abisso, Annozero e Uguaglianza. E che l’hardcore punk sia con tutti voi. Amen.

La mia conoscenza del genere in questione è limitata, a parte i nomi grossi, non sono ferrato in materia. Quindi per me questi tre gruppi sono una novità, ma chiacchierando con amici presenti più preparati di me, la line-up si prospetta di qualità.

Mentre aspetto l’inizio, osservo con curiosità il bellissimo locale che mi circonda… forse sto un po’ esagerando, ma concedetemi di essere entusiasta e di “spingere” a più non posso un qualcosa di così bello stranamente presente nella mia città.

L’ora è giunta. Cala il sipario. Si aprono le danze… e allora, danziamo!

L’Abisso, band hardcore punk da Alessandria. Una formazione nata nel 2024 e che ha già all’attivo un buon curriculum live e un album d’esordio dal titolo omonimo.

Con un già discreto pubblico presente in sala, il quartetto inizia subito senza indugi e timori. Velocità, grinta, Potenza e tanta, tanta voglia di spaccare.

Nella loro mezz’ora ci propongono undici brani tiratissimi, caratterizzati da una buona padronanza tecnica unita ad una sonorità tipica del genere in questione.

Mai domi e con una presenza fisica sul palco di carattere “animalesca”, ci regalano una prestazione che esalta i presenti e scalda (parola maledetta in questo periodo) a dovere i presenti. Con il cantato in italiano che aiuta a memorizzare e urlare insieme a loro, il gruppo dimostranza anche una buona padronanza dei cambi di tempo e dei, in verità pochi, rallentamenti che i loro pezzi prevedono al loro interno.

Segnalerei tre brani: “Febbre”, ”Polvere” e “Rugiada” che, sparati uno di fila all’altro, hanno rappresentato il momento migliore e, come dire, selvaggiamente bestiale del loro show.

Bella anche la “ballad”, come da loro presentata, “Sette Secondi” un momento frastornante della durata di, beh, provate voi a immaginare quanto.

I pezzi hanno la giusta “cattiveria”, il giusto tono di denuncia, nessun compromesso e testi diretti come devono essere. Sì, buona prova e ottima predisposizione al palco.

Nulla da eccepire, l’impegno c’è stato e il sudore pure. L’Abisso, ne sentiremo parlare.

Scaletta L’Abisso
01. Onde Nere
02. Accidia
03. Veleno
04. Respiro
05. Cornice
06. Sette Secondi
07. Febbre
08. Polvere
09. Rugiada
10. Illusione
11. Voglio di Più

Formazione L’Abisso
Mosè – Voce
Skanka – Batteria
Edo – Chitarra
Jody – Basso

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E dopo una breve pausa passiamo agli Annozero. Il loro esordio è del 2020, anno nefasto, con Catarsi, mentre è di quest’anno il nuovo lavoro Tempesta. Sei tracce di hardcore con influenze metalcore, i nostri diversamente giovani musicisti mi hanno preso parecchio. Le escursioni più dure hanno avuto un effetto catartico nell’animo di un vecchio metallaro come me.

Anche il loro cantato è in italiano e con testi che affrontano problematiche di tipo sociale, rabbia e forte disagio, e riescono a catturare l’attenzione dell’ascoltatore con la loro ottima esecuzione e altrettanto forte resa sonora.

Dal vivo hanno fanno dell’aggressività il loro credo e mordono il palco che è una meraviglia. Molto interpretativo il cantante Ale, una presenza che riesce a dare spessore alla qualità esecutiva dei quattro artisti.

Titoli brevi, efficaci e pungenti. Così come efficace e tagliente il loro modo di presentarsi dal vivo. Anche per loro i chilometri percorsi nella mezzora di concerti non sono pochi, ma quello che più colpisce è l’atteggiamento veramente convinto e convincente che riescono a trasmettere.

Il loro vissuto quotidiano è percepibile e la loro rabbia palpabile. Devo essere onesto, sono quelli che mi hanno convinto di più tra i gruppi d’apertura. Le melodie aspre e rudi si sposano bene con la velocità e la brutalità dei loro pezzi. Un connubio ben articolato che trova il giusto sfogo nella dimensione live.

Come me, tanti altri hanno apprezzato.

Non mi rimane che chiudere come direbbero i diretti interessati, come direbbero gli Annozero: la rabbia vive ancora.

Scaletta Annozero
00. Intro
01. Buio
02. Malora
03. Tempesta
04. Vive Ancora
05. Epidermide
06. Scegliere
07. Serpe
08. Carcasse
09. Niente
10. Annozero

Formazione Annozero
Luca Catapano – Chitarra
Daniele Cogo – Basso
Emanuele Cacchioni – Batteria
Ale – Voce

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Da quanto constatato alla fine della loro esibizione, sono tanti quelli che sono venuti per loro e, soprattutto, sono tanti che conoscono a memoria i loro pezzi. Alla fine è stata una bella festa collettiva con incitamenti e inneggiamenti corali che hanno elevato gli Uguaglianza a “quasi” headliner della serata. Street punk duro e puro, una dose di energetica determinazione e aggressività ed ecco a voi un gruppo che vi farà pogare e saltare per tutta la sera. Perlomeno, questa formula funziona alla grande qui alla Suoneria.

A differenza dei primi due gruppi, la musica qui ha un rallentamento e i ritornelli sono più “piacioni”. Anche io, che come scritto in apertura, conosco poco questi gruppi, ad un certo punto cantavo insieme a tutti gli altri del pubblico. Grande memoria? No, facilmente memorizzabili.

Direttamente da Varazze, gli Uguaglianza hanno preparato il terreno a dovere per la band successiva. D’altronde, da venticinque anni in giro a calcare palchi di ogni tipo vorrà pur dire qualcosa.

Con una forte identità e una simbiosi incredibile con il proprio pubblico, questi ragazzacci si son dati da fare per creare il loro bel “casino”.

Con titoli di canzoni dal forte sapore iconico, come “A Testa Alta”, “La Voce Dei Ribelli”, “Non Morirò Per Voi”, “Generazione” e “Qualcosa Cambierà”, non si può rimanere indifferenti al richiamo fortemente stradaiolo e coinvolgente dei testi che, accompagnati da una musica punk con richiami hardcore e, perché no, anche rock n’roll, trascinano lo spettatore nella loro appassionante dichiarazione d’intenti.

Sempre fedeli allo spirito che li ha spinti fin dalle loro origini, la loro forte componente di contatto con il pubblico li rende degli inevitabili “beniamini” a cui affidare le proprie residue forze per non cedere alla stanchezza. Si poga, si salta, vietato stare fermi. Questi sono gli Uguaglianza, signori, band live per eccellenza.

Scaletta Uguaglianza
00. Intro
01. Sogni Persi
02. A Testa Alta
03. Beach Punk
04. Randagi
05. La Voce Dei Ribelli
06. Non Morirò Per Voi
07. Generazione
08. Lattina
09. Qualcosa Cambierà

Formazione Uguaglianza
Pablo Uguccioni – Voce
Fabio Freccero – Chitarra, Cori
Fabio Randazzo – Chitarra, Cori
Filippo Falco – Basso, Cori
Alessio Canepa – Batteria

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Da New York. Solo e soltanto New York. Nell’animo, nella pelle, nello spirito, nell’attitudine e nella musica. Gli Agnostic Front sbarcano a Settimo Torinese, devastano e se ne vanno. La formazione americana sale sul palco della Suoneria con una carica e un’energia che non ti aspetti, anzi, sì che te l’aspetti, perché loro sono così. Dove li metti stanno. E che sia la location di un mega festival o una sala più raccolta, poco importa, sangue e sudore. E quanto sudore.

Quanto tempo è passato dalla formazione, ma Vinnie e Roger non sono cambiati di una virgola. Già sono abbastanza scarso a fotografare qualcuno quando è fermo, figuriamoci riuscire a fare qualche foto decente con questi due assatanati. Piazzato sotto al palco, mi sono fatto una doccia di sudore del cantante americano e del folle compare chitarrista, che in un’ora di spettacolo, hanno fatto più passi, corse e salti di quanti ne faccia io in un mese. Buon per loro e male per me.

Bisogna però dare i giusti meriti anche agli altri elementi della band, che nonostante rimanessero più circoscritti nella loro zona, non si sono risparmiati un secondo.

Dopo le note iniziali di “New York, New York” (ma guarda un po’) e di Morricone in versione western, i cinque paladini dell’hardcore newyorchese entrano in scena. Delirio.

Un brano dopo l’altro e la temperatura diventa rovente. Qualcuno sale sul palco per uno stage diving sempre ben accetto, il pogo è fuori controllo, l’aria è irrespirabile, nelle prime file siamo schiacciati come sardine… è tutto fantastico. Tutto come deve essere.

Il gruppo gode del contatto viscerale con il pubblico e Roger ci regala un momento con Vinnie. Lui, al centro della sala e un circle pit tutt’intorno al musicista a creare un vortice di passione e divertimento che solo un concerto di questo tipo può offrire. “Friend Or Foe” non ce la dimenticheremo facilmente.

Pezzi velocissimi, adrenalina nelle vene, “Old New York” nelle orecchie. Cosa volere di più?

“For My Family” viene cantata a squarciagola da tutti, e qui Roger si è potuto prendere un momento di riposo, e con “Crucified” il tornado scatenatosi sotto al palco diventa di livello EF5, catastrofico! Non vogliono lasciarci prendere fiato, non vogliono vederci riposare, hanno bisogno della nostra energia. E noi della loro. Le espressioni di Vinnie sono tutte un programma. Un intrattenitore nel vero senso della parola, prova a buttare qua e là qualche parola in italiano con il classico gesto della mano e pigna, e poi ride. Da solo. Un personaggio, uno di quelli che ha vissuto sulla pelle tante di quelle esperienze che a raccontarle ci vorrebbe un’enciclopedia a lui dedicata.

I brani sono riportati nella scaletta qui sotto, ma vorrei sottolineare il momento di pura estasi vissuta nella parte finale.

“Gotta Go”, “Police State”, con la sala che ha rischiato di collassare su sé stessa, “Addiction” e l’immancabile “Blitzkrieg Bop” dei Ramones, riproposta alla loro maniera. Toh, un tributo ad un gruppo di chissà quale città…

Ci salutano, si accendono le luci e parte la musica di “My Way”.

Abbiamo vissuto un’ora con la storia dell’hardcore mondiale. Abbiamo vissuto un’ora con la band che scritto la storia dell’hardcore mondiale.

Agnostic Front, founded in 1980!

Scaletta Agnostic Front
01. AF Stomp
02. The Eliminator
03. Peace
04. Way Of War
05. My Life My Way
06. You Say
07. Old New York
08. Full Of The Parasite
09. Matter Of Life And Death
10. For My Family
11. Friend Or Foe
12. Crucified
13. Victim In Pain
14. Power
15. Sunday Matinee
16. Gotta Go
17. Police State
18. Addiction
19. Blitzkrieg Bop

Formazione Agnostic Front
Roger Miret – Voce
Vinnie Stigma – Chitarra
Craig Silverman – Chitarra
Mike Gallo – Basso
Danny Lamagna – Batteria

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Sudato marcio e stanco. Quando sono uscito dalla “Suoneria” mi sono ritrovato in uno stato pietoso, come la maggior parte dei presenti. In uno stato fisico precario, ma in uno stato mentale di assoluto appagamento.

Quattro belle esibizioni, “anema e core” come piacciono a me.

I complimenti a tutti e quattro le band, Agnostic Front, Uguaglianza, Annozero e L’Abisso, all’organizzazione LM Productions, nelle persone di Lorenz, Alessio e tutto lo staff, al personale del Blah Blah che si è occupato dell’abbeveraggio e al pubblico. Non poteva andare meglio.

Dopo aver consumato una quantità di acqua fuori misura, mi appresto a tornare a casa. E con un caldo ancora asfissiante il mio percorso pedonale mi fa sudare tutto quello che ho bevuto nel giro di dieci minuti di camminata. Doccia d’obbligo prima di stendermi e riflessione finale della sera prima di chiudere gli occhi: “tutto bello eh, vicino a casa, nella mia Settimo Torinese, ma la prossima volta la prendo la macchina, che è meglio”.

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