MADBALL – Not Your Kingdom

Titolo: Not Your Kingdom
Autore: Madball
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: Hardcore
Anno: 2026
Etichetta: Nuclear Blast Records

Formazione:

Freddy Cricien – Voce
Mike Gurnari – Chitarra
Paul Delaney – Basso
Mike Justian – Batteria


Tracce:

01. Tethered
02. Flammable
03. Rebelude
04. Rebel Kids
05. Don’t MisStep
06. What Say You
07. Stab Wounds
08. Sunrise
09. Life’s A Mural
10. Family First
11. Clockwork


Voto del redattore HMW: 7,5/10

Visualizzazioni post:89

Con Not Your Kingdom, i Madball tornano a ribadire il proprio peso nel NYHC. Il decimo album in studio della band guidata da Freddy Cricien non cerca rivoluzioni, ma punta dritto su quello che ha sempre definito il gruppo: riff compatti, groove massiccio, breakdown da concerto e un’attitudine da strada ancora ben riconoscibile.
A otto anni da For The Cause, i Madball dimostrano di avere ancora energia, presenza e credibilità.

Not Your Kingdom conserva l’essenza hardcore della band, fatta di potenza, urgenza e compattezza, ma prova anche a mettere in dialogo passato e presente con un taglio più personale.
Il disco è stato registrato ai The Boneyard Studios di Nashville, Tennessee. La cornice può sembrare insolita per un album hardcore, ma il risultato restituisce un suono moderno, solido e ben definito.
Sul piano dei testi, Freddy Cricien guarda a un presente segnato da disillusione, sfiducia e tensioni sociali.

Il titolo “Not Your Kingdom”, ripreso dal brano “What Say You” nella frase ‘You hold the keys, but it is not your kingdom’, sintetizza l’idea di un mondo controllato da pochi e distante dalle persone comuni. Un messaggio coerente con l’attitudine punk e hardcore che i Madball hanno sempre rivendicato.
“Tethered” apre l’album con un’impronta decisa: riff diretti e potenti, con testi che guardano agli otto anni di assenza della band. Il breakdown riaccende subito la voglia di mosh pit e funziona come un efficace biglietto da visita del disco.

“Flammable” e “Don’t Misstep” tengono alta la tensione, con alcuni dei passaggi più fisici dell’album, facilmente immaginabili dal vivo.

La vera contraddizione arriva però con “Rebel Kids”: musicalmente è un brano hardcore dal respiro ‘anthemico’, ma sul piano lirico convince meno. Manca della profondità che ci si aspetterebbe da una voce storica del genere e si affida a osservazioni piuttosto superficiali.

Per una band legata da decenni a una matrice sociale e politica, l’attacco al ‘politicamente corretto’ suona distante da quello spirito, oltre che fuori luogo. In questo passaggio i Madball sembrano puntare su cori pensati per un pubblico più ampio, sacrificando parte della forza critica che ci si aspetterebbe da loro.

Not Your Kingdom è comunque un album solido, diretto e coerente con la storia dei Madball.

Non reinventa il linguaggio del New York hardcore, ma conferma la capacità della band di scrivere brani potenti, fisici e immediati. Quando il disco resta sul terreno del groove e dell’impatto live funziona molto bene; quando prova ad allargare il discorso lirico, invece, perde parte della sua efficacia, comunque ascolto consigliatissimo.

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