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L’attesa è finita. Wizard Tattoo ha ufficialmente pubblicato When Gods Had Hands, il nuovo album full-length del polistrumentista di Indianapolis Bram the Bard, disponibile da oggi attraverso Garage Fire Recordings.
Ascolta e acquista: https://wizardtattoo.bandcamp.com
Un ambizioso concept album progressive blackened doom composto da otto tracce, When Gods Had Hands esplora l’antica mitologia della conoscenza proibita, tracciando inquietanti parallelismi tra la caduta dei Vigilanti descritta nel Libro di Enoch e la moderna ricerca dell’umanità nel campo dell’intelligenza artificiale, della trascendenza tecnologica e della creazione di divinità artificiali.
Per gli appassionati di Venom, Woe e dei primi Anathema, Wizard Tattoo propone un’esperienza immersiva che combina riff doom travolgenti, aggressività black metal, composizioni progressive, texture industriali, atmosfere cinematografiche e una narrazione filosofica e inquietante. Il risultato è un album che mette alla prova tanto le convenzioni del genere quanto gli stessi ascoltatori.
Il concept è stato sviluppato insieme al collaboratore di lunga data Fausto Aurelius, la cui narrazione, i passaggi spoken word e le intense interpretazioni vocali fungono da voce della profezia lungo tutto il disco. Il suo contributo trasforma l’album in qualcosa di più di una semplice raccolta di brani, dando vita a un mito coerente che collega le antiche scritture alle inquietudini del mondo moderno.
Nel frattempo, Bram the Bard ha nuovamente curato ogni aspetto della parte musicale, eseguendo personalmente tutti gli strumenti e occupandosi inoltre della registrazione, del mix, del mastering e delle illustrazioni dell’album. La produzione completamente indipendente riflette la visione creativa senza compromessi di Wizard Tattoo, intrecciando doom metal, black metal, sperimentazione progressive, influenze industrial, campionamenti tratti da film d’epoca e sonorità ispirate alla musica mediorientale in un’esperienza sonora unica.
Nel suo nucleo, When Gods Had Hands analizza l’eterno ciclo attraverso cui l’umanità cerca continuamente di oltrepassare i propri limiti. Un tempo furono i Vigilanti a scendere sulla Terra per offrire doni proibiti come il fuoco, la metallurgia e l’arte della guerra. Oggi l’umanità continua quella stessa ricerca creando un’intelligenza a propria immagine, inseguendo la trascendenza e rischiando al contempo le conseguenze della propria ambizione.
La caduta continua.
Cambia soltanto il nome del cielo.
Bram the Bard commenta:
“Dopo Living Just for Dying volevo fare un vero cambio di direzione, spingendomi completamente verso il lato più blackened per un intero album, come avevo fatto inizialmente con Tomorrow Never Dies. Le influenze sono molto ampie: musica classica, industrial, alternative anni ’90, e ci è voluto un anno intero per concepire il progetto e portarlo a compimento. È il punto più lontano a cui abbia mai spinto Wizard Tattoo.”
Fausto Aurelius aggiunge:
“Tutto è iniziato come un tentativo di fare qualcosa di diverso. Non black metal, non doom, non progressive, ma qualcosa di completamente altro. Il concept mi ha riportato verso l’industrial oscuro e il black metal, oltre che verso la religione e la filosofia, nel tentativo di comprendere ciò che sta accadendo alla cultura dell’umanità. Sono orgoglioso di questo contributo al mito di Wizard Tattoo.”
Dal debutto con l’EP omonimo Wizard Tattoo nel 2022, Bram the Bard ha progressivamente ampliato l’universo musicale oscuro e interconnesso del progetto attraverso pubblicazioni apprezzate come Fables of the Damned, Living Just for Dying e One of These Knives. Nel corso degli anni, il progetto ha ricevuto elogi da importanti realtà dell’underground come Ghost Cult, The Obelisk, Doomed & Stoned, MetalBite, Ever Metal e altre, grazie al suo approccio senza paura al doom metal contemporaneo.
Con When Gods Had Hands, Wizard Tattoo presenta il lavoro più ambizioso e compiuto realizzato finora. Travolgente, atmosferico, filosofico e cinematografico in egual misura, l’album si pone al tempo stesso come un monito e una riflessione sull’eterno desiderio dell’umanità di creare, conquistare e, infine, diventare i propri stessi dèi.
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