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Ormai il boss mi conosce, arriva una band folk da recensire e la passa a me; semplice. Il boss però non sa che gli Heilung sono uno dei miei gruppi recenti preferiti (in realtà non so nemmeno se gliel’ho detto) ma tanto lo scoprirà a breve. I Nostri sono un trittico (in studio) danese formatosi nel 2015 ed in quell’anno autoprodussero “Ofnir“, il loro full length d’esordio. La loro musicalità tende a richiamare peculiarità sonore che vanno dall’età del ferro sino alla cosiddetta “età vichinga”, difatti sono un gruppo di ovvia matrice folk poichè i loro brani racchiudono tutta l’essenza della loro terra e della loro storia in quanto popolo di derivazione norrena, essendo per l’appunto i Nostri danesi.
La reissue di “Ofnir” ha pochissime differenze rispetto a quello del 2015, diversità queste presenti soprattutto nella produzione la quale risulta essere molto più pulita e curata, non che prima non fosse così; anzi. Le tracce narrano l’essenza della trascendentalità norrena, ad esempio “Alfadhirhaiti” (Names of the Allfather) recita in sequenza una serie di appellativi dati (a seconda delle varie tradizioni) ad Odin; “Schlammschlacht” narra invece dei conflitti tra le antiche genti germaniche e romane, vengono trattati i sanguinosi conflitti instauratisi fra i due popoli con riferimento alla ben nota battaglia di Teutoburgo, una delle più grandi disfatte belliche della storia di Roma (vengono infatti citati i Cherusci, tribù facente parte della coalizione che annientò l’esercito di Varo – comandante romano -); un altro riferimento utile per cogliere l’essenza dei Nostri è presente nel brano “In Maidjan” nel quale vengono elencati i nomi delle rune, parlando forse del sacrificio compiuto da Odin per comprenderne i segreti.
La musicalità dei Nostri fonde ancestralità e trascendenza, un sound pieno di fervore, rabbia, irruenza, dinamismo senza mai perdere il contatto con la tradizione; difatti gli Heilung utilizzano strumenti costruiti da ossa umane ed in sede live utilizzano costumi tipici del loro folklore.
Aver rieditato “Ofnir” a distanza di due anni rendendolo più pulito a livello sonoro sicuramente favorisce l’ascolto, ma di certo la versione precedente non pecca di mancanze. I Nostri sono uno di quei gruppi che gli amanti della storia e del folklore dovrebbero far loro, poichè sono la trasposizione moderna di una tradizione portata avanti da secoli, riuscendo a rendere omaggio alla loro terra senza cadere mai in dinamiche banali e scontate.
La loro musica (personalmente) mi trasporta in una dimensione che va oltre il terreno: è un viaggio attraverso un’altra dimensione nella quale si può carpire, udire e percepire l’essenza della spiritualità norrena.
Non è un ascolto semplice di primo impatto, anzi richiede molta attenzione, ma a mio avviso ne vale assolutamente la pena.
Tracklist:
1. Alfadhirhaiti
2. Krigsgaldr
3. Hakkerskaldyr
4. Schlammschlacht
5. Carpathian Forest
6. Fylgija Ear
7. Futhorck
8. In Maidjan
9. Afhomon
Line Up:
Kai Uwe Faust
Christopher Juul
Maria Franz
Sito ufficiale: https://heilung.bandcamp.com/
Facebook: https://www.facebook.com/amplifiedhistory/
Etichetta Season Of Mist- http://www.season-of-mist.com/




Ottima recensione. Sono d’accordo, gli Heilung non sono di facilissimo impatto, ma ascoltando bene le sonoritá si viene effettivamente rapiti in un’altra dimensione.
Per me grandissimi.