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Piacevolissima sorpresa questi Ophidian I. Veramente piacevolissima.
Arrivano dalle lande gelate dell’Islanda, dove siamo abituati a collocare realtà più legate a sonorità black metal o generalmente più delicate o “raffinate” (Sigur Ros e Bjork). E in questo senso, potremmo rimanere già spiazzati nel non vedere una bandiera a stelle e strisce dietro alle menti di questo progetto.
Progetto che dal 2012 era in silenzio e che arriva come una mazzata in questo 2021.
Cosa buttano nella ricetta questi ragazzi?
La tecnica non è in discussione (già il genere identifica perizia e velocità), ma sono gli aspetti più puramente legati al gusto e alle capacità compositive a sorprendere il vostro povero recensore.
Perché troviamo certo una media di circa 10.000 note al secondo, ma non si può non rimanere ben impressionati nel notare che i nostri lancino un attacco al fulmicotone condito però di tutto quello che rende un genere del genere (nonostante tutto) fruibile e piacevole.
Sono diversi i momenti in scaletta in cui si “rallenta” un pochino e in cui si enfatizza una certa dose di atmosfere, quasi a bilanciare tutto il repertorio di sfuriate funamboliche che ci si aspetta da un platter di questo tipo.
L’unico difetto che posso riscontrare risiede proprio nel fatto che i momenti di pausa sono forse meno di quelli che un ascoltatore meno avvezzo potrebbe necessitare per riposare un po’ le orecchie e rifiatare in vista del pezzo successivo. Che riporta anche all’altro appunto, cioè il fatto che da un disco simile si fa fatica a tirar fuori dal mazzo una canzone che sovrasti le altre in termini di riuscita o compiutezza, con il rischio di scadere nel piattume.
Se però siete già delle “idrovore impazzite” e masticate questo genere, sapete a cosa andate incontro.
E, secondo me, finirete per apprezzare molto questo lavoro che coniuga la iper-tecnica con un gusto e una capacità, senza arrivare ai picchi di aristocrazia degli Obscura o nemmeno a sfociare nella becera violenza fine a se stessa.
In definitiva un ottimo lavoro, consigliabile sia ai fan del genere, sia a che voglia tentare qualcosa di nuovo, senza perdere melodie e forma canzone.



